IL SECOLO XIX
19 NOVEMBRE 2008
Bocconcini avvelenati per sette gatti e un cane
A Levà sulle alture di sori
Edoardo Meoli
È strage di animali domestici a Levà, frazione collinare di Sori, dove da venerdì scorso è in azione un killer di cani e di gatti. L'allarme è scattato domenica, quando erano già stati uccisi tre gatti e un cane con un boccone avvelenato; altri quattro sono stati trovati morti tra lunedì e ieri.
Purtroppo per gli animali non c'è stato nulla da fare e alle guardie zoologiche intervenute da Bogliasco, non è restato altro da fare che prendere le carcasse degli animali e portare alle Asl 3.
La vicenda ricorda molto da vicino quanto accaduto nelle scorse settimane ad Arenzano, dove in pochi giorni un'intera colonia felina è stata annientata da un ignoto avvelenatore. Anche a Levà, paesino in cui vivono circa 300 persone e dove sono in molti ad avere un animale domestico, in passato non si erano mai verificate casi simili: «C'è qualcuno che in passato si era lamentato per la presenza dei gatti nelle strade del paese, ma francamente a nessuno è mai venuto in mente che qualcuno potesse passare alla decisione di ammazzare gli animali - spiega una delle persone che si è trovata con il gatto ucciso e che chiede di non rivelare l'identità? adesso abbiamo tutti paura. Anche perché il veleno è stato nascosto in modo da risultare quasi invisibile. Non a caso a ingerirlo è stato anche un cagnolino al guinzaglio, che è morto dopo un paio d'ore».
Il timore è che gli avvelenamenti possano continuare, ma anche che inavvertitamente qualche bambino possa venire a contatto con le esche. Per quanto riguarda il tipo di veleno, a prima vista appare come una polvere gialla, molto simile a quella utilizzata per la deratizzazione.
Di sicuro la strage è iniziata giovedì sera, con il primo gatto trovato morto. Poi tra venerdì e domenica i mici ammazzati sono diventati tre e ieri la cifra è salita a quota sei, cui si deve aggiungere lo sfortunato cagnolino.
Ce n'è abbastanza per fare scattare, oltre all'allarme, anche una denuncia contro ignoti. È molto difficile che la vicenda possa essere collegata in qualche modo a quella di Arenzano: «In comune c'è però la stessa crudeltà e aberrazione mentale - sottolinea Rosanna Zanardi, responsabile dell'Enpa (ente protezione animali) - Purtroppo quando qualche animale dà fastidio, perché magari sporca in starad o semplicemente miagola o abbaia, a volta capita il criminale che decide di farsi giustizia. Alla gente di Levà posso solo dire di stare con occhi aperti e di portare i campioni di veleno raccolti alla Asl 3. Solo attraverso un'analisi chimica delle esche si può capire qualcosa di più anche per l'eventuale antidoto».
Nel caso specifico, comunque, il veleno non ha lasciato scampo: gli animali sono tutti morti, nonostante in un paio di casi siano stati portati dal veterinario.
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