Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia

In questo blog potrai leggere e vedere le immagini della crudeltà e della cattiveria umana .
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?

Al cuore del problema

Ogni anno migliaia di cani vengono introdotti nei canili esistenti nel nostro Paese. Nei canili migliori solo alcuni riacquistano dignità attraverso l'adozione. In altri li aspettano malattie, sbranamenti o comunque la fine naturale della vita trascorsa dietro le sbarre. Il tutto con costi altissimi per le amministrazioni. Aiutateci a dire basta. Il fenomeno del randagismo si può controllare e sconfiggere.


COSA DICE LA LEGGE:
Secondo la normativa vigente i sindaci sono responsabili per i cani vaganti nel territorio del Comune che amministrano.

Al fine di curare i cani presenti nel suo territorio, i Comuni ricevono finanziamenti da parte dello Stato centrale (pagati da noi cittadini mediante le tasse) per cui gli stessi sono tenuti a predisporre le strutture per risolvere il problema del randagismo e a finanziarle con i denari a ciò destinati.


LA SOLUZIONE MIGLIORE:
Le Associazioni senza scopo di lucro costituiscono i migliori soggetti per la gestione del canile in quanto, agendo senza scopo di lucro, danno maggiori garanzie sul fatto che i denari ad esse corrisposti dal Comune siano effettivamente destinati alla migliore cura del cane.


QUELLO CHE ACCADE NORMALMENTE:
L'affidamento ai gestori privati è invece assai pericoloso in quanto gran parte degli stessi sono tentati dal non garantire buone condizioni di vita o la stessa sopravvivenza dei cani ospitati nel canile al fine di massimizzare i guadagni.

A mero titolo di esempio, vi segnaliamo che sono numerosi i Comuni che hanno stipulato convenzioni con gestori privati per l'affidamento agli stessi della gestione dei canili a seguito di gare di appalto vinte con aste fortemente al ribasso. Sono numerosi gli esempi di gestori che hanno vinto con offerte che prevedano il mantenimento del cane per soli 70 centesimi di euro al giorno! 70 centesimi con cui il gestore dovrebbe pagare il cibo per il cane, le cure mediche, parte delle spese di gestione (operai, luce, acqua etc.) e, addirittura, ricavarci qualcosa per vivere.

Appare del tutto evidente, quindi, che in tali casi il benessere del cane non potrà di certo essere garantito.


IL BUSINESS DEL RANDAGISMO: 500 MILIONI DI EURO ALL'ANNO
Parecchi imprenditori privati hanno nella gestione dei canili una vera miniera d'oro. Si tratta spesso di delinquenti o persone senza scrupoli capaci di creare importanti connivenze con istituzioni che dovrebbero controllare.

Il business del randagismo in Italia genera un fatturato annuale di circa 500 milioni di Euro. 500 milioni di euro pagati dai contribuenti che spesso sono oggetto di vere e proprie truffe da parte dei gestori ai danni dei Comuni e, quindi, di chi paga le tasse.


IL CUORE DEL PROBLEMA:
Nella maggioranza dei Comuni poi la domanda d'ingresso dei cani supera largamente l'offerta di posti in canile, con la conseguenza che per ogni cane morto o fatto adottare, sono pronte altre due richieste di accalappiamento e che chi volesse speculare riesce a percepire sempre e comunque il suo guadagno su un numero garantito di cani. Alla minima spesa sul singolo animale corrisponde il massimo guadagno in termini di utile.

Così che si assiste spesso ad insufficienza di personale, mancanza di lavoratori qualificati, minimi spazi nei box, in cui i cani superano il numero di 3 animali, arrivando anche ad essere 15 o più, senza tenere in alcun conto la loro compatibilità (la prima causa di morte in canile è lo sbranamento!!!!).

Per non parlare delle speculazioni che si realizzano attraverso l'accalappiamento degli animali e lo smaltimento delle loro carcasse che crea un circolo vizioso per cui prima muore un cane prima si guadagna sullo smaltimento della sua carcassa e sull'accalappiamento del nuovo cane che lo sostituisce.


LA CONNIVENZA:
Altro fenomeno che acuisce il problema è la forte connivenza tra chi dovrebbe controllare e chi è controllato. Accade sovente nei Comuni più piccoli (ma non solo) che il Sindaco (che affida la gestione del canile), i responsabili della ASL (preposti al controllo) e il gestore del canile (colui che dovrebbe essere controllato) siano amici, compagni di merende o, addirittura, parenti.

Appare evidente come in queste situazioni sia realmente impossibile far rispettare la legge e far garantire il benessere dei cani ospitati nei canili.


LA SOLUZIONE:
Ciò non accadrebbe se i Comuni provvedessero come per legge alla costruzione e risanamento delle proprie strutture e soprattutto ne affidassero la gestione ad Associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che diano garanzie di controllo, di apertura al pubblico e di trattamento secondo parametri di benessere misurabili molto elevati.

L'ACL – Associazione Canili Lazio Onlus da anni combatte il fenomeno del randagismo. Perché il canile deve essere un punto di partenza per una nuova vita alla quale arrivare attraverso l'adozione e non un punto di arrivo in cui morire.

Abbandono : condanna a morte

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sabato 1 maggio 2010

Domodossola - tenta abuso su una gallina

TIO.CH
30 APRILE 2010
CONFINE
Tenta abuso su una gallina, l'incredulità al pronto soccorso
DOMODOSSOLA (VB) - Al pronto soccorso dell'Ospedale San Biagio di Domodossola non credevano ai loro occhi. Un uomo della Val Vigezzo è stato costretto a rivolgersi alle cure dei sanitari a seguito di un rapporto sessuale con una gallina.Come scrive il Corriere del Ticino a causa di una contrazione dell'animale, l'uomo non sarebbe più riuscito a liberarsi.Tutto vero? Lo schema della notizia è quello classico della leggenda metropolitana. Il cronista riferisce che il personale medico dell'ospedale è riuscito a risolvere il problema prima che la moglie tornasse a casa, garantendo quindi all'uomo di poter restare nell'anonimato.Un altro particolare riguarda la chiamata al 118. Non era una scherzo di cattivo gusto ma la realtà.

TICINO NEWS
30 APRILE 2010
Vigezzino all'ospedale per tentato abuso su gallina
Fortunatamente i sanitari sono riusciti ad estrarre l'uomo dalla gallina prima che la moglie dello stesso tornasse a casa
Si è dovuto recare all'ospedale per una visita alquanto imbarazzante un uomo della valle Vegezzo. L'uomo, dopo aver tentato di avere un rapporto sessuale con una gallina, si sarebbe infatti dovuto recare al pronto soccorso dell'Ospedale San Biagio di Domodossola in quanto, probabilmente a causa di una contrazione muscolare dell'avvenente pennuto, non riusciva più a liberarsi.
Fortunatamente i sanitari sono riusciti ad estrarre l'uomo dalla gallina prima che la moglie dello stesso tornasse a casa. Finch頰ermane l'anonimato, dunque, la consorte non dovrebbe venire a conoscenza della rivale produttrice di uova.
Una fortuna davvero per l'uomo, il quale rischiava di rimanere in stretto contatto con la chioccia ancora a lungo, se il servizio di picchetto del 118 avesse continuato a credere che tutta la vicenda fosse solo uno scherzo.

martedì 2 marzo 2010

Cuccioli intrappolati e mutilati dalle tagliole dei bracconieri

prov. Torino -

CRONACA QUI
24 FEBBRAIO 2010
Cani e gatti ne hanno già fatto le spese, ora la Forestale ha aperto un?inchiesta
Cuccioli intrappolati e mutilati dalle tagliole dei bracconieri
CERES (TO) - Un osso spolpato co­me esca, un?enorme tagliola di ferro ricoperta di foglie e pronta a scattare alla minima pressione e infine i guaiti di dolore di un povero cagnolino. Brutta av­ventura per un cocker spaniel a spasso lungo i sentieri di frazio­ne Voragno, alle porte di Ceres, rimasto imprigionato in una mi­cidiale trappola piazzata da un bracconiere. Fortunatamente i denti acuminati non hanno feri­to gravemente l?animale che se l?è cavata con un grosso spaven­to e un edema traumatico a una zampa. Sulla vicenda gli agenti del corpo forestale dello Stato hanno aperto un?inchiesta, ma l?individuazione del responsa­bile non sembra affatto facile.
Il ?sacrificio? del piccolo coc­ker, quantomeno, non è stato inutile. Da tempo un?intera bor­gata si interrogava sulle miste­riose sparizioni di animali do­mestici che si erano ripetute nelle scorse settimane. Inizial­mente si sono fatte le ipotesi più strampalate. Da una banda di ladri che seminava bocconi av­velenati per eliminare cani da guardia a misteriosi rapitori di gatti per compiere riti satanici.
Quando due micetti di pochi mesi sono però riusciti a far ritorno a casa con una zampa mozzata è stato però chiaro che si trattava dell?opera di un brac­coniere.
I gatti erano riusciti a liberarsi, ma nessuno poteva sa­pere dove era stata posizionata la micidiale tagliola. Con ogni probabilità l?aveva piazzata una persona del posto, che conosce­va molto bene i punti di passag­gio della selvaggina e l?aveva nascosta alla perfezione.
I guaiti del cocker hanno invece permesso agli agenti del coman­do di Ala di Stura di individua­re la trappola lungo l a pista scoscesa di un sentiero, ancora­ta a una grossa pianta con una catena di un paio di metri. Era lunga quasi 70 centimetri e lar­ga 30 ed era in grado di catturare mammiferi ben più grossi di un cane o di un gatto. Gli inquirenti l?hanno posta sotto sequestro penale per violazione della leg­ge sulla caccia e sono in corso indagini ad ampio raggio per individuare il responsabile. Gli agenti non escludono si possa trattare di un piccolo allevatore della zona, magari danneggiato da una razzia di bestiame com­piuta da qualche volpe. Con ogni probabilità gli abitanti san­no bene di chi si tratta, ma qual­cuno teme ritorsioni.

lunedì 1 marzo 2010

prov. di AL: ultima vittima il piccolo Tom, avvelenato


GIORNAL
19 FEBBRAIO 2010
Ultima vittima il piccolo Tom
Cani avvelenati: è paura nelle campagne alessandrine
Provincia di Alessandria - Tom non ce l'ha fatta: è morto dopo giorni di sofferenza. I sintomi sarebbero quelli da avvelenamento per pesticidi, forse assunti attraverso una polpetta avvelenata. L'Asl effettuerà l'autopsia a giorni per accertarne con più precisione le cause della morte. Il cucciolo di due anni si è sentito male l'altro giorno, di ritorno da una passeggiata con Chiara, la sua padrona, da strada Ronco a Quargnento. A casa ha accusato il malore, acuitosi nella notte dal veterinario, nonostante le cure del caso. Il cane è morto, forse avvelenato da un pesticida che potrebbe aver ingerito giocando nel campo di grano.La clinica veterinaria riferisce che più o meno capita un caso al mese di cane intossicato o avvelenato mortalmente. Ma a Quargnento la paura di portare i cani a correre tranquilli nei prati è tanta. Già negli anni scorsi pare siano morti cinque animali perch頡vevano ingerito bocconi avvelenati lasciati nei campi e nei boschi. Sembra che fosse opera dei cacciatori per evitare che la selvaggina venisse allontanata dalle volpi o proprio dai cani domestici. E tanti proprietari di cani di media e grossa taglia evitano di lasciarli scorrazzare liberi per i prati, per la minaccia concreta di esche killer.
Chiara è determinata ad andare avanti e fare di tutto per trovare i responsabili e fare in modo che episodi del genere non accadano più.

mercoledì 3 febbraio 2010

prov. di Cuneo: maltrattamento di bovini, 14 trovate carcasse

 

TARGATO CN
3 FEBBRAIO 2010
 
Vignolo (CN): maltrattamento di bovini, 14 carcasse trovate
 
 
Vignolo (CN) - Il Comando Stazione forestale di Caraglio ed il Settore Faunistico Ambientale della Provincia di Cuneo sono intervenuti nei giorni scorsi in Comune di Vignolo dove, in un allevamento di bovini, hanno riscontrato la presenza di 14 carcasse di animali deceduti, presumibilmente per inedia ed incuria. I bovini giacevano in parte all?interno della stalla, dove il pavimento era coperto da uno strato di circa 50 cm di deiezioni, ed in parte all?aperto, semisepolti dalla neve. Di alcune carcasse restavano soltanto le ossa. I 37 capi vivi, che si trovavano nella neve, all?esterno della stalla, non avevano a disposizione n頡cqua n頦ieno e tre di essi erano sprovvisti di marchi auricolari di identificazione. E? stato richiesto l?intervento immediato dei Servizi veterinari per gli adempimenti di competenza con riferimento alle cause di morte ed alle condizioni degli animali vivi, mentre il Sindaco ha emesso un?ordinanza di sgombero e disinfezione della stalla.
Sono stati denunciati a piede libero per i reati di uccisione e maltrattamento di animali il proprietario dell?allevamento ed il fratello, che dovranno rispondere anche di vari illeciti amministrativi in materia di polizia veterinaria. Non è il primo caso di maltrattamento su animali da allevamento accertato dalla Forestale e dal Settore Faunistico Ambientale della Provincia; nello scorso anno infatti numerose sono state le violazioni agli artt. 544 bis e ter del codice penale segnalate all?Autorità giudiziaria e relative a bovini, ovini o equini.

mercoledì 27 gennaio 2010

prov. Torino - FURGONE LAGER PER CUCCIOLI e fossa comune in un'allevamento


PAGINA.TO
27 GENNAIO 2010
FURGONE LAGER PER CUCCIOLI
Provincia di Torino - Sette cuccioli di cani di razza con meno di due mesi di vita importati illegalmente dalla Slovacchia. Li ha scoperti il Corpo forestale dello Stato a Castelnuovo Nigra. Erano stipati, insieme ad altri 46 cani e due gatti, in un furgoncino che può contenere al massimo 25 animali. Il furgoncino era parcheggiato davanti a un negozio di animali, l?importatore, uno slovacco di 30 anni, è stato denunciato per maltrattamenti e per falso in atto finalizzato alla frode in commercio. I cani ? quattro Maltesi, un Bichon, un Bull Terrier e uno Shi-Tzu - erano sprovvisti di microchip, non vaccinati e le indicazioni sui loro passaporti erano incomplete e discordanti. Pochi giorni prima i Forestali di Pinerolo avevano scoperto un cimitero illegale di cani, a Prarostino, in un allevamento di cani vicino al Rivo della Casanova. Una ventina di carcasse di animali sepolte insieme a tracce di feci, rifiuti di carta e plastica. I cani potrebbero essere morti a causa della parvovirosi, grave patologia canina, ma forse anche per malnutrizione. Una donna di Prarostino è stata denunciata per abbandono e combustione illecita di rifiuti e per maltrattamento di animali.

ANSA
27 GENNAIO 2010
ANIMALI: CUCCIOLI CANE DA SLOVACCHIA, STIPATI IN CAMION
TORINO - Stipati in un furgone, in mezzo ad una sessantina di animali, sprovvisti di microchip e di vaccini. La forestale ha sequestrato, in provincia di Torino, sette cuccioli di cane e due gatti importati illegalmente dalla Slovacchia. Denunciato l'importatore, 30 anni, residente in Slovacchia. Il furgone e' stato bloccato nei pressi di un negozio di animali di Castelnuovo Nigra, piccolo comune di 400 abitanti a due passi dal capoluogo piemontese. I cuccioli di cane, quattro Maltesi, un Bichon, un Bull Terrier e uno Shi-Tzu, avevano meno di 60 giorni.
A far scattare il sequestro sono state alcune anomalie sui passaporti dei piccoli animali, che riportavano notizie incomplete e discordanti. L'operazione, effettuata dagli agenti del nucleo investigativo provinciale della forestale di Torino con il Comando stazione di Pont Canavese, si inserisce in una serie di controlli a tappeto. Un monitoraggio capillare che ha portato, sempre nel torinese, alla scoperta di una 'fossa comune' con venti carcasse di cani di varie razze e eta'.

VIRGILIO NOTIZIE
27 GENNAIO 2010
Animali/ Stipati in furgone, sequestrati cuccioli da Slovacchia
Blitz forestale nel torinese, scoperto anche cimitero di animali
Roma - Stipati in un furgone, sono stati sequestrati cuccioli di cane importati illegalmente dalla Slovacchia: il blitz è stato condotto nel torinese dalla forestale, che ha anche scoperto in un allevamento di cani un cimitero di animali, dove almeno 20 carcasse sono state trovate, semibruciate, mescolate ai rifiuti, il tutto usato come lettiera a cielo aperto per gli altri animali. Gli agenti del corpo forestale dello Stato hanno sequestrato gli animali nel corso di un controllo in un esercizio commerciale di animali nel Comune di Castelnuovo Nigra. Dentro il veicolo, che poteva contenere al massimo 25 esemplari, ne sono stati trovati ben 63. Dalle successive verifiche è emerso che alcuni cuccioli, in particolare quattro maltesi, un bichon, un bull terrier e uno shi-Tzu, avevano un'età inferiore a 60 giorni ed erano stati sottratti precocemente alle cure materne, oltre a essere senza microchip e vaccini prescritti dalle norme sanitarie.

LIBERO
27 GENNAIO 2010
TORINO: SEQUESTRATI DA FORESTALE CUCCIOLI DI CANI IMPORTATI ILLEGALMENTE DALLA SLOVACCHIA
Provincia di Torino - L'operazione rientra nell'ambito degli accertamenti effettuati dal Corpo forestale dello Stato sul territorio del capoluogo piemontese presso esercizi commerciali e allevamenti per garantire la tutela della salute degli animali. Un monitoraggio capillare che ha portato, poco tempo fa sempre nel Torinese, all'agghiacciante scoperta di un vero e proprio cimitero di animali misto a rifiuti intrisi di feci e urine. Quattordici metri cubi di cumuli di carta utilizzati come lettiera per gli animali, depositati sul suolo e in parte combusti, sotto i quali sono state rinvenute 20 carcasse di cane di varie eta' e razze.Una scoperta che i Forestali di Pinerolo hanno fatto durante un controllo eseguito con l'ausilio del personale veterinario dell'Asl, presso un allevamento di cani nel Comune di Prarostino (TO) situato in prossimita' di un corso d'acqua denominato Rivo della Casanova. Le successive indagini, condotte dalla Forestale, hanno portato alla denuncia di una donna di Prarostino, che e' stata segnalata alla Procura della Repubblica di Pinerolo per abbandono e combustione illecita di rifiuti e per maltrattamento di animali.Dagli esami necroscopici eseguiti sulle carcasse degli animali presso l'Istituto Zooprofilattico di Torino, e' emersa la possibile presenza di parvovirosi, grave patologia canina e presunta causa del decesso, anche se non si esclude che i cani siano morti per malnutrizione. Il Dipartimento di Patologia animale dell'Universita' di Torino ha inoltre riscontrato, in campioni di fegato e rene, la presenza di una sostanza topicida denominata coumatetralyl che non pare pero' in relazione diretta con la morte dell'animale.

lunedì 11 gennaio 2010

prov. di Novara: strage di cani per bocconi avvelenati

??
 

CORRIERE DI NOVARA
10 GENNAIO 2010
 
Strage di cani con bocconi avvelenati
 
Grignasco (NO) - Strage di cani a Natale: cibo al veleno nei boschi tra i comuni di Grignasco e Prato Sesia. A parlarne anche l?edizione di gioved?? 7 gennaio di Studio Aperto, su Italia Uno. I fatti si sono verificati durante le vacanze natalizie nell?area campestre compresa tra la Filatura di Grignasco e il panificio di Prato Sesia: a morire sette cani. Ad attirare i poveri animali esche di involtini di mortadella, che contenevano per?? veleno dall?effetto immediato. Le segnalazioni ai Carabinieri di Romagnano Sesia sono arrivate proprio dai proprietari dei cani vittime del veleno, nei giorni successivi alle ricorrenze di Natale e Santo Stefano. Le indagini per individuare il responsabile o i responsabili di questo feroce gesto sono ancora in corso (...)
Valentina Matteo
Per la lettura integrale dell?articolo, rimandiamo il lettore all?edizione del 9 gennaio, in edicola fino al 10 gennaio.
 

venerdì 4 dicembre 2009

Dedicato a chi fa nascere cuccioli : ecco che fine fanno ! - CAMERI (no): DJ CUCCIOLO INCROCIO YORKSHIRE ABBANDONATO IN UNA SCATOLA IN UN BOSCO......

CAMERI (no): LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE
Dj, così è stato chiamato dalla sig.ra che l'ha salvato, ha solo 7 mesi. Il piccolo è stato trovato abbandonato in una scatola di cartone in un bosco....il suo stato di salute è buono anche se come si può notare dalle foto è molto magro e con una forte dermatite......chissà da quanto tempo non mangiava....
Dj è un incrocio yorkshire taglia molto piccola buonissimo con le persone e molto coccolone, va d'accordo con tutti i cani e gatti.
Cerchiamo per lui una famiglia che lo curi e lo rimetta in sesto, purtroppo la sig.ra che l'ha trovato non potrà tenerlo a lungo. Verrà dato con microciph e vaccinazione, adottabile in zona Piemonte, Lombardia, Torinese e limitrofi portato da noi con seri controlli. Vi prego di diffondere il più possibile il suo appello, grazie!!!
Per adozione DANIELA 338/6226280

mercoledì 2 dicembre 2009

Torino - Lei lo lascia, lui le rapisce e tortura il gatto


CRONACA QUI

1 DICEMBRE 2009

Stalker condannato a risarcire la vittima con 25mila euro

Lei lo lascia dopo otto anni Lui le rapisce e tortura il gatto

TORINO - L'ha tormentata per un anno intero. L'ha bombardata di telefonate ed sms. Le ha rapito il gatto, ha seviziato l'animale e poi lo ha rinchiuso in una valigia riducendolo in fin di vita. Ha bussato alla porta della sua abitazione e l'ha pregata di ritornare con lui, ferendosi con un coltello. È stato denunciato, arrestato, rimesso in libertà e poi processato per violenza privata (il reato di "stalking" non esisteva ancora). E durante il processo si è pure presentato in aula armato di coltello, tant'è che il giudice Fabrizia Pironti ha dovuto richiedere l'intervento dei carabinieri e poi del 118. Lo stesso giudice Pironti, ieri mattina, lo ha infine condannato a 1 anno di reclusione senza condizionale e al pagamento di un risarcimento di 25mila euro a favore della vittima. La vittima è una donna residente a Torino (parte civile con l'avvocato Andrea Voltolini, per comodità la chiameremo Stefania), l'imputato si chiama Silvio Poli, ha 46 anni e vive in provincia di Brescia, a Iseo. Fa il commerciante. Silvio e Stefania convivono per otto lunghi anni, dal 1999 al 2007. Poi Stefania decide di dire basta, spiega a Silvio che ha intenzione di interrompere la relazione. I due continuano a frequentarsi per alcuni mesi, poi nel marzo di un anno fa lei sceglie di interrompere definitivamente ogni rapporto con il commerciante bresciano. Per la donna è l'inizio di un incubo. Stefania non riesce a liberarsi dell'ex compagno, riceve da lui numerose telefonate, tutti i giorni e più volte al giorno. « In un'occasione ne ho contate addirittura venti in una sola giornata, nell'ultimo anno devo averne ricevute più di 500», racconta la donna. Ma il commerciante non si limita ad alzare la cornetta del telefono. Minaccia infatti la ex di diffondere in città volantini con la sua foto e con proposte oscene. Poi le rapisce addirittura il gatto, chiude l'animale in una valigia e lo riduce in fin di vita. Stefania è disperata. Una sera l'uomo si presenta sotto la sua abitazione, bussa alla sua porta e la supplica di tornare con lui. Poi si ferisce con un coltello. È l'ultimo gesto eclatante compiuto dal commerciante, dopo di che ai suoi polsi scattano le manette.

venerdì 27 novembre 2009

Alessandria - I cani della cascina degli orrori a Solero


Nessuno si è occupato di un\`altra casa piena di cani, anch\`essa segnata da Striscia.
In questo cascinale i padroni non si sono più presentati a dar da mangiare agli animali abbandonati a loro stessi. Fortunatamente qualche animale era nel cortile passando e lanciando quindi del mangiare dal cancello. Purtroppo i cani che erano dentro alla cascina sono rimasti senza mangiare dovendo poi insistere per poter liberarli.
Successivamente le forze dell'ordine intervengono e si scopre uno scenario ancora una volta raccapricciante: totale degrado, sporcizia e poveri animali chiusi in dondizioni al limite della sopravvivenza.

Tutti gli animali sono stati portati poi in salvo per un totale di 5 cani e molti gatti. Cani e gatti terrorizzati in quanto sono stati sempre al buio con problemi di fotofobia, soprattutto i gatti. Un cane è magro e storto in quanto non è mai uscito e non ha mai camminato al di fuori di una stanza della cascina in mezzo a spazzatura e a una rete da letto come cuccia.

Gli animali poi sono stati trasferiti in un canile dove sono stati curati e accuditi facendo tutti i relativi controlli sanitari dove appunto sono ospitati i primi cani sequestrati nel cascinale a Quattordio sempre in provincia di Alessandria.

In canile ci sono 13 cuccioli di cane da adottare e altri cani adulti tutti disponibili per essere adottati.

Per informazioni, scrivere alla mail canibabau@gmail.com















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giovedì 29 ottobre 2009

Novara - Sequestrato un allevamento abusivo con 109 cani importati dalla Polonia


I forestali di Oleggio hanno messo sotto sequestro un allevamento abusivo, con 109 cani cuccioli e adulti, importati dalla Polonia. La struttura, situata ai margini del comune dell'Ovest Ticino, era totalmente priva di autorizzazione sanitaria e si avvaleva della complicità di un veterinario di Varallo Pombia, che si occupava di registrare gli animali all'anagrafe canina, anche emettendo fatture per l'inserimento dei microchip; operazione che, di fatto, veniva eseguita dai due titolari dell'allevamento. I tre sono stati denunciati alla Procura della Repubblica. "Anche i box, i recinti e le strutture entro le quali i cani venivano allevati sono risultati del tutto abusivi, privi cioè di qualsiasi autorizzazione edilizia e di permesso di costruire. Durante le indagini è stato inoltre accertato che i cani venivano venduti senza che venisse rilasciata alcuna fattura o ricevuta, con conseguente evasione degli oneri fiscali, per un importo verificato in parecchie migliaia di euro".
La pubblicità dell'allevamento avveniva principalmente attraverso INTERNET, grazie alla pubblicazione di decine di annunci su portali web specializzati, facenti capo a numerose utenze di telefonia mobile, tutte riconducibili ai due "titolari" dell' allevamento: gli acquirenti arrivavano numerosi, soprattutto dalla vicina Lombardia, attratti dai prezzi estremamente convenienti.
Nell'allevamento sono stati trovati ben 109 cani di varie razze (west highland white terrier, maltesi, san bernardo, labrador, pinscher, barboncini, sharp pei), messi sotto sequestro e "valutate le buone condizioni degli animali – spigano i forestali - affidati agli stessi allevatori i quali tuttavia non potranno venderli, né potranno allevarne altri".
"Le indagini puntano ora – dicono al Comando Provinciale della Forestale di Novara – ad accertare la provenienza dei cani. E' infatti risaputo che esiste da anni un fiorente commercio di cuccioli importati illegalmente dai Paesi dell' Est Europa; i cagnolini vengono sottratti alle madri, utilizzate come vere e proprie macchine riproduttrici, ad una età tenerissima, molto inferiore a quella minima prevista dalla legge. Di conseguenza, vengono trasportati senza le prescritte vaccinazioni e in uno stato di salute precario, spesso in condizioni pessime, all'interno di casse o sottofondi. Molti di essi muoiono durante il viaggio o appena giunti in Italia, e molti altri – anche per essere stati privati delle difese immunitarie trasmesse dalla madre – soccombono dopo poche settimane. Tutto questo ovviamente viene fatto per denaro: i cuccioli vengono venduti in Italia al corrente prezzo di mercato, da alcune centinaia di euro in su, secondo la razza, ma in realtà vengono acquistati all'estero per pochi euro, conseguendo profitti altissimi."
Il business risulta fiorente e gli stessi agenti della Forestale di Oleggio avevano, pochi giorni fa, denunciato alla Procura della Repubblica di Milano il titolare di un negozio di animali, responsabile di aver importato dall'Ungheria dei cuccioli di cane, prima che compissero l' età minima prevista dalle vigenti normative (3 mesi e mezzo), falsificandone la data sui "passaporti" dei cani.







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domenica 25 ottobre 2009

Torino: seviziano un gatto per noia e gli amputano una zampina


CRONACA QUI
24 OTTOBRE 2009
Un maniaco si accanisce su una cucciolata. Solo due sopravvivono
Seviziano un gatto per noia e gli amputano una zampina
TORINO - Sono stati rapiti per alcuni giorni. «Uno di loro ci ha rimesso una zampa per le sevizie e il godimento di una banda di ragazzini annoiati» o di «chissà quale spostato, bisogna essere davvero dei pazzi per amputare una zampina ad un cucciolo». In via Di Nanni pochi sembrano conoscere il destino toccato a due gatti randagi, vittime di una presunta banda di seviziatori che nel quartiere si diverte a torturare gli animali. «Non davano fastidio a nessuno, erano una cucciolata di gatti fino a qualche settimana fa. Ora ne sono rimasti soltanto due». Certo è che risulta impossibile avvicinarli, tanta è la diffidenza che mostrano nei confronti degli esseri umani, prima che riparino sotto un furgoncino parcheggiato nel cortile. «Sono nati circa tre mesi fa, ma prima erano molti di più - racconta un residente del condominio -. Non riesco a credere ai miei occhi quando vedo zoppicare il gattino dal pelo color carota, gli hanno amputato una zampina». Inizialmente c'era chi li sfamava, portando loro del latte, chi se ne prendeva cura amorevolmente. A chi non verrebbero gli occhi lucidi davanti al muso di un gattino? «Poi sono cresciuti, hanno cominciato a dare fastidio a qualcuno evidentemente». Chi mal sopportava la presenza dei gattini, non l'ha certo nascosto più di tanto. «Se a qualcuno di noi condomini cercava di accudirli come meglio poteva, portando in cortile del cibo, piuttosto che scatolette comprate apposta - aggiunge -, altri hanno cominciato a manifestare un vero e proprio risentimento. Non è mancato chi ha deliberatamente gettato secchiate d'acqua dai balconi, giornali arrotolati per farli smettere di miagolare». Fino a quando degli studenti del quartiere hanno deciso di affidarli ad amici e conoscenti. Almeno parte della cucciolata, i più fortunati si sono salvati. Sicuramente quelli a cui non è toccato finire tra le mani dei seviziatori, sadici fino al punto di mutilarli. «Ci è impossibile stabilire chi li abbia fatti sparire, così come è inutile sospettare di qualcuno in particolare. È certo soltanto che, per alcuni giorni, dei due gattini rimasti si sono perse le tracce. Fino a ieri, almeno». Quando uno dei due è tornato in cortile. Senza una zampa. en.rom.

mercoledì 21 ottobre 2009

prov. di AL: bocconi avvelenati in pieno centro


LA PROVINCIA PAVESE
20 OTTOBRE 2009
Bocconi avvelenati in pieno centro Scatta l'allarme
TORTONA (AL). Bocconi avvelenati destinati ai cani in pieno centro città, e scoppia nuovamente la polemica. «Progetto ambiente» vuole presentare una denuncia contro ignoti. «Alcuni nostri soci - dice il presidente dell'associazione ambientalista, Danilo Bottiroli - ci hanno segnalato la ricomparsa dei famigerati bocconi avvelenati. Si tratta di bocconi blu (gli avvelenatori usano l'antigelo per ammazzare gli animali con questo sistema) e li stiamo facendo analizzare». «Lo stesso commissario prefettizio Vito Cusumano e la polizia municipale, che mesi fa avevamo informato di quanto stava accadendo, ci avevano chiesto se si erano verificati ancora episodi di questo tipo, ma in quel periodo, e forse grazie anche ai nostri interventi non erano giunte più segnalazioni della presenza di bocconi avvelenati. Le associazioni venatorie chiamate in causa ci avevano risposto che i cacciatori non c'entravano nulla con i "bocconi avvelenati", per questo, adesso chiediamo di intraprendere insieme a loro una battaglia contro questa pratica barbara. Il fatto che i bocconi siano presenti in città significa che chi li mette lo fa evidentemente per ammazzare cani e gatti, ma questo costituisce un pericolo anche per i bambini». I bocconi, infatti, sarebbero stati rinvenuti anche nei pressi di alcune aree verdi frequentate dai bambini. Della questione, Progetto Ambiente ha già informato le forze dell'ordine alle quali chiede maggior attenzione e controlli sul territorio, sollecitando altresì la collaborazione dei cittadini.

domenica 11 ottobre 2009

Cuneo - Due fratelli denunciati dalle guardie ecozoofile per maltrattamento di 32 mucche e 10 vitellini denutriti in una stalla nelle vicinanze di Cuneo


Le guardie ecozoofile Anpana del Comando Provinciale di Cuneo hanno sequestrato 42 bovini, di cui 32 mucche e 10 vitellini,
in avanzato stato di deperimento.
Il reato di maltrattamento degli animali è stato perpetrato nelle vicinanze di Cuneo.
I bovini erano detenuti in una stalla alla catena, privi di acquae di cibo, le bestie ormai scheletriche, facevano fatica anche a stare in piedi. Già nel mese di luglio i proprietari, due fratelli, erano stati denunciati da alcuni vicini per maltrattamento di animali, allora nei confronti di un cane.

Ora dovranno rendere conto anche dello stato in cui si trovano questi 42 bovini, destinati alla riproduzione, e quindi di poco interesse economico. Di fatto in una stalla separata si trovavano altri bovini, questi decisamente in buona salute, perché tutti destinati alla macellazione.

La motivazione è stata così subito chiara alle guardie ecozoofile, che hanno operato il sequestro in perfetta sinergia con l'Autorità giudiziaria di Cuneo.
I due fratelli, per risparmiare fieno, nutrivano scarsamente le mucche utilizzate solo come fattrici, per riservare il resto ai bovini destinati alla vendita. Questa metodologia portava ad avere un alto tasso di mortalità di mucche.

Ora le guardie ecozoofile vigileranno affinchè i 42 bovini sequestrati possano alimentarsi a sufficienza, e abbeverarsi in quantità idonea alla loro condizione, mentre i due fratelli proprietari Rei dovranno rispondere dell'accusa di maltrattamento di animali, reato inasprito dalla legge 189/2004, che prevede oltre a sanzioni pesanti, anche la reclusione.

Il rispetto delle leggi in materia di protezione degli animali non è più da sottovalutare: il rispetto per gli animali è un diritto, oltre che un dovere, anche se si parla di animali da reddito destinati alla macellazione.

Questo è il compito delle guardie ecozoofile, vigilare sul rispetto delle normative in materia di animali e ambiente, con la massima professionalità e senza estremismi, diffondere informazione alla collettività, fornire ausilio e collaborazione alle forze di polizia presenti sul territorio.

Il Comando provinciale Anpana informa che nel mese di ottobre parte il corso per aspiranti guardie ecozoofile volontarie: per informazioni telefono 329.2242615, e-mail cuneo@anpana.piemonte.it oppure si può visitare il sito www.anpana.piemonte.it; per corrispondenza Casella Postale 19 Alba Centro 12051 Alba.






da http://www.amicicani.com

venerdì 4 settembre 2009

sabato 29 agosto 2009

venerdì 10 aprile 2009

prov. di Alessandria: massacrano un gatto a colpi di fucile


LA PROVINCIA PAVESE

7 APRILE 2009

 

Massacrano un gatto a colpi di fucile

 

GREMIASCO (AL). Spari in pieno giorno nel centro paese: qualcuno ha preso un fucile ed ha sparato al gatto del medico del paese, Fausto Pedemonte, uccidendolo. L'animale in fin di vita, ha avuto la forza di ritornare verso casa, andando a morire fra le braccia delle sue padroncine, due bambine di 9 ed 11 anni, figlie del dottore. L'episodio si è verificato l'altro giorno, poco dopo le 15, in corso Roma, cioè lungo la strada principale che conduce a Caldirola. L'animale si trovava nei pressi dell'abitazione e gli spari sono stati uditi da numerose persone che si trovavano nella piazza. Della questione sono stati informati i carabinieri di San Sebastiano Curone che a quanto pare stanno indagando sulla vicenda. Gli abitanti di Gremiasco, sono molto preoccupati: oltre al dispiacere per un animale ucciso in questo modo così violento, preoccupa il fatto che qualcuno abbia deciso di sparare colpi di fucile in pieno giorno e nel centro del paese. Una vicenda ancora misteriosa, perché non ci capisce se effettivamente i colpi erano destinati a uccidere proprio l'animale. «Si tratta di un gravissimo episodio di violenza contro un animale - afferma Pedemonte - ma non solo, oltre al dispiacere mio e delle mie figlie che hanno visto morire il loro gatto al quale erano molto affezionate, non riesco a comprendere come qualcuno possa prendere un' arma e sparare in paese. E' un episodio gravissimo».  Sulle cause dell'episodio, il medico ha le idee abbastanza chiare: «Anche se non escludo nulla a priori - conclude - non credo si sia trattato di una vendetta personale, semmai sono più propenso a pensare che si tratti di qualcuno che odia gli animali e ha voluto accanirsi sul mio gatto, in questo modo così barbaro». In paese, ci sono numerosi cacciatori, per cui non sarà facile, per i carabinieri, individuare il colpevole. Di certo la vicenda apre non pochi interrogativi.


LIBERO

8 APRILE 2009

 

Lilì la gattina impallinata una crudele uccisione senza movente nè reo

 

Oscar Grazioli 

 

"Hai visto Lilì ?" chiede Giulia alla sorellina Caterina. Caterina ci pensa qualche secondo. "No, in effetti è tutta mattina che non si vede. "Strano ribatte Giulia, mai successo in quattro anni. Andiamo dare un'occhiata che non sia rimasta chiusa in qualche armadio, come l'ultima volta". Rapida ma efficiente perlustrazione della casa. I gatti, come noto, s'infilano nei posti più strani e, per motivi che solo nelle loro menti hanno un significato, non rispondono ad alcuna chiamata. Tranne a una normalmente. Il rumore delle crocchette. Le sorelline agitano il sacchetto con vigore, ma Lilì non si fa vedere. Capiscono che la situazione è seria. Di solito, anche quando esce di casa, non si allontana molto e il suo udito finissimo, percepisce il "crocchiare" del cibo secco a centinaia di metri. Cominciano a perlustrare i dintorni della casa. Nessun segno. Poi, prendono la strada che va verso il centro e subito, dopo pochi metri, è Giulia che vede, per prima, qualcosa sul ciglio. "No, non sarà lei…". E invece è proprio lei. Le bambine non capiscono bene se respiri ancora e il papà gli ha insegnato a non sollevare mai il corpo di un animale o di un uomo gravemente ferito, perché si possono aggravare i danni già esistenti. D'altronde il papà è un veterinario, quindi fonte autorevole in quel campo E' Caterina che chiama piangendo con il cellulare. "State ferme lì, arrivo subito". Pochi minuti e papà scende dall'auto. Si accorge immediatamente che Lilì è morta. Il piccolo corteo funebre si dirige verso casa. Il dottor Pedemonte esamina la propria gatta defunta e l'investimento da parte di un'automobile non lo convince. Non ci sono strisciate, lesioni cutanee, non una frattura. Trasporta il corpo in ambulatorio e, basta una radiografia, per capire che le hanno sparato con un fucile da caccia. Il torace è pieno di pallini. Chiama allora la stazione dei carabinieri di S. Sebastiano Curone (Alessandria) e spiega l'accaduto. Se qualcuno pensa che i carabinieri, di fronte alla morte di un gatto, abbiano sempre altro da fare, questo non è certo il caso della stazione di S. Sebastiano Curone. I due agenti giungono prontamente, raccolgono la denuncia e interrogano i vicini di casa. Uno che spara in un paesino a pochi metri dalle abitazioni è pericoloso oltre che privo di senno. In effetti alcuni hanno udito il rumore di un'arma da fuoco, che ha sparato praticamente nel centro del paese, mentre una signora, affacciata alla finestra, ha assistito al tentativo di una Lilì che sbandava, non si reggeva in piedi, eppure gattonava con il respiro affannoso verso chi le avrebbe di sicuro offerto aiuto.Ora la gente di Gremiasco mormora, le autorità stanno indagando, ma, si sa, testimoniare è sempre noioso. Il papà di Giulia e Caterina chiede solo giustizia. D'accordo era solo una micia, ma il pianto di quelle due bambine impone che giustizia sia fatta. Se qualcuno vuole contattare anche anonimamente il Dr. Pedemonte questa è il suo indirizzo e mail: fausto.pedemonte@tele2.it

 

domenica 5 aprile 2009

prov. di Asti: bocconi avvelenati per cani e gatti


IL MONFERRATO
4 APRILE 2009
 
Bocconi avvelenati per cani e gatti
 
Claudio Galletto
 
Moncalvo (AT) - Il periodo è sempre lo stesso come pure la tecnica. Bocconi avvelenati lasciati presumibilmente sul ciglio di strade di campagna, dove possono transitare cani a passeggio. L'obiettivo sembra essere quello di eliminare proprio i cani che escono dai propri recinti e non solo. Lo scorso anno la moria di cani aveva interessato, proprio all'inizio della primavera, quella stessa zona tra Casorzo e Grazzano, individuata con i confini dell'Azienda Faunistica Venatoria locale. Diversi cani ci avevano rimesso la vita, colpevoli solo di essere passati, magari con il padrone a breve distanza, nel punto dove era stato sistemato un boccone letale (in alcuni casi era stato a base di stricnina). Quest'anno gli episodi non solo sembrano solo ripetersi ma intensificarsi. La denuncia viene da diverse famiglie di Grazzano, in particolare abitanti nella zona di Cascine Napoli. In poche settimane sono stati sette i cani improvvisamente morti. E i padroni, decisi a far luce sulla storia, hanno in alcuni casi persino disposto l'autopsia: «È un rischio continuo per i cani ma anche per le persone: basta pensare a cosa potrebbe succedere se il boccone andasse nelle mani di un bambino» avvertono spaventati gli abitanti della zona. Per questo le richieste di aiuto agli enti preposti alla sicurezza si sono moltiplicati. E il sindaco di Grazzano Rosaria Lunghi ha ricevuto numerose segnalazioni in Municipio con richiesta di intervento: «Abbiamo segnalato il caso – spiega il sindaco - al Settore Caccia della Provincia affinché sia al corrente della situazione ed intervenga». Questo è il periodo dei "piccoli" della selvaggina e qualcuno ha ipotizzato che i cani in campagna (nelle zone faunistiche) possano aver dato disturbo magari a chi pratica l'attività venatoria. «Se così fosse si potrebbe pensare alla comminazione di multe per i proprietari dei cani che invadono le aree faunistiche ma non di certo alla pena di morte per il cane» aggiunge il sindaco Lunghi. Ma i casi di Grazzano non sono isolati e non sembrano soltanto legati ai cani. In queste ultime settimane altri animali fra cui gatti sono stati trovati senza vita (senza apparenti cause naturali o di scontri con autovetture) in aperta campagna o nelle vicinanze di abitazioni anche nella zona di Moncalvo e Castelletto Merli. E di fronte a questi casi c'è chi sta meditando alcune soluzioni: ad esempio delle ronde per vigilare su chi frequenta quelle strade e lascia i bocconi avvelenati.
 

sabato 21 febbraio 2009

Torino provincia : volpi mutilate e impiccate

CRONACA QUI
20 FEBBRAIO 2009
Caccia agli autori del terribile gesto. Nove animali sono stati trovati appesi a un albero in zona San Vito
Volpi mutilate e impiccate
NOLE (TO) - Nove volpi morte e prive della coda sono state rinvenute, qualche giorno fa, nelle campagne alla periferia di Nole, in zona San Vito. Un abbattimento selvaggio sul quale sono in corso degli accertamenti ordinati dal Corpo forestale dello Stato. Il ritrovamento è stato effettuato da alcuni residenti che, in un boschetto, hanno notato i poveri animali uccisi e appesi agli alberi, come fossero un trofeo di caccia. I residenti, alla vista delle volpi, hanno immediatamente chiesto l'intervento della Lida, la Lega Italiana per i Diritti dell'Animale, e della polizia municipale, prontamente intervenuta sul posto insieme agli agenti del corpo forestale. I veterinari dell'Asl hanno poi recuperato le carcasse degli animali, notando in tutti l'assenza della coda. Saranno adesso le indagini del caso a stabilire con certezza quando è avvenuto l'abbattimento delle volpi: abbattimento che, su tutto il territorio regionale, è consentito solo in base ai piani numerici di prelievo e non successivamente al 31 gennaio. Non solo: dopo ogni singolo abbattimento di esemplari di volpe, al cacciatore, oltre ad annotare lo stesso sul tesserino regionale, è fatto obbligo di darne comunicazione all'ambito territoriale di caccia, via telefono, entro 24 ore dalla cattura. Gli accertamenti stanno cercando di capire se le nove volpi uccise nei pressi di Nole siano state regolarmente segnalate benché questo non giustifichi il fatto che le stesse siano state appese ad un albero e non regolarmente seppellite. La soluzione del giallo è comunque ancora lontana: resta indubbiamente il disappunto di quanti hanno potuto vedere con i loro occhi le povere bestiole prive di vita legate ai rami degli alberi. Ultimamente, del resto, le volpi sono tornate a popolare gran parte delle campagne anche nella zona del ciriacese: una presenza in certi casi scomoda dal momento che il massiccio ripopolamento di questa specie può anche portare a cospicui danni agli allevamenti locali e alle coltivazioni.

lunedì 12 gennaio 2009

Torino provincia - coniglio abbandonato in un cassonetto

IL SECOLO XIX

12 GENNAIO 2009

Coniglio abbandonato in un cassonetto salvato da un passante a Carignano

Carignano (TO) - L'hanno chiamata Vanda e deve la vita alla generosità di un passante. Vanda è un coniglio domestico, abbandonata perché la famiglia che per qualche mese l'aveva ospitata, ha deciso di non volerne più sapere di animali. Gli ex proprietari, però, non si sono limitati a lasciarla in qualche centro animalista o a regalarla magari a un vicino di casa più comprensiva. Vanda è stata messa in un cartone e lasciata in un cassonetto. Se fosse passato il camion dei rifiuti, la fine di Vanda sarebbe stata segnata e di lei probabilmente nessuno si sarebbe mai accorto. Ma a Carignano un abitante ha assistito alla scena dell'abbandono e ha deciso di andare a controllare. Vanda è stata portata ad Animal Assistence, il centro dell'Enpa. L'uomo ha anche riconosciuto l'autrice dell'abbandono. «Si tratta di una ragazza che ha appena compiuto 18 anni - racconta Rosanna Zanardi, presidente dell'associazione animalista - le abbiamo parlato e ci ha raccontato che in casa non volevano più il coniglio». Ovviamente, come accade in questi casi, è partita una segnalazione all'autorità giudiziaria. Per quanto riguarda l'animaletto, intanto ha ottenuto una bella scorta di carote un nome: è stato un bambino amico dell'Enpa a sceglierlo.

domenica 30 novembre 2008

Cuneo Provincia - 72 animali maltrattati

TARGATO CN
29 NOVEMBRE 2008
Val Varaita: sequestrati 72 animali maltrattati


Sampeyre (CN) - Cani legati con mezzo metro di fil di ferro, bovini malnutriti e stipati oltre ogni limite in strutture fatiscenti ed igienicamente improprie. Succede in valle Varaita dove, nella giornata di giovedì, un'operazione cui hanno partecipato carabinieri, agenti del Corpo Forestale dello Stato, funzionari dell'ASL e Guardie Zoofile dell'Ente Protezione Animali ha condotto al sequestro penale di 61 bovini, 3 ovini ed 8 cani in frazione Ricchetta, nei pressi di Sampeyre. Prendendo spunto dall'episodio l'ENPA si è appellata alla Coldiretti, che ha preso in custodia gli animali, affinchè provveda alla creazione di un 'certificato di qualità', utile a fornire una garanzia della corretta detenzione dei capi di bestiame da parte degli allevatori. L'associazioe animalista ha invitato anche la rappresentativa di categoria a costituirsi parte civile nel caso in cui un associato non si comporti correttamente tenendo in cattive condizioni i propri animali.