Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia

In questo blog potrai leggere e vedere le immagini della crudeltà e della cattiveria umana .
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?

Al cuore del problema

Ogni anno migliaia di cani vengono introdotti nei canili esistenti nel nostro Paese. Nei canili migliori solo alcuni riacquistano dignità attraverso l'adozione. In altri li aspettano malattie, sbranamenti o comunque la fine naturale della vita trascorsa dietro le sbarre. Il tutto con costi altissimi per le amministrazioni. Aiutateci a dire basta. Il fenomeno del randagismo si può controllare e sconfiggere.


COSA DICE LA LEGGE:
Secondo la normativa vigente i sindaci sono responsabili per i cani vaganti nel territorio del Comune che amministrano.

Al fine di curare i cani presenti nel suo territorio, i Comuni ricevono finanziamenti da parte dello Stato centrale (pagati da noi cittadini mediante le tasse) per cui gli stessi sono tenuti a predisporre le strutture per risolvere il problema del randagismo e a finanziarle con i denari a ciò destinati.


LA SOLUZIONE MIGLIORE:
Le Associazioni senza scopo di lucro costituiscono i migliori soggetti per la gestione del canile in quanto, agendo senza scopo di lucro, danno maggiori garanzie sul fatto che i denari ad esse corrisposti dal Comune siano effettivamente destinati alla migliore cura del cane.


QUELLO CHE ACCADE NORMALMENTE:
L'affidamento ai gestori privati è invece assai pericoloso in quanto gran parte degli stessi sono tentati dal non garantire buone condizioni di vita o la stessa sopravvivenza dei cani ospitati nel canile al fine di massimizzare i guadagni.

A mero titolo di esempio, vi segnaliamo che sono numerosi i Comuni che hanno stipulato convenzioni con gestori privati per l'affidamento agli stessi della gestione dei canili a seguito di gare di appalto vinte con aste fortemente al ribasso. Sono numerosi gli esempi di gestori che hanno vinto con offerte che prevedano il mantenimento del cane per soli 70 centesimi di euro al giorno! 70 centesimi con cui il gestore dovrebbe pagare il cibo per il cane, le cure mediche, parte delle spese di gestione (operai, luce, acqua etc.) e, addirittura, ricavarci qualcosa per vivere.

Appare del tutto evidente, quindi, che in tali casi il benessere del cane non potrà di certo essere garantito.


IL BUSINESS DEL RANDAGISMO: 500 MILIONI DI EURO ALL'ANNO
Parecchi imprenditori privati hanno nella gestione dei canili una vera miniera d'oro. Si tratta spesso di delinquenti o persone senza scrupoli capaci di creare importanti connivenze con istituzioni che dovrebbero controllare.

Il business del randagismo in Italia genera un fatturato annuale di circa 500 milioni di Euro. 500 milioni di euro pagati dai contribuenti che spesso sono oggetto di vere e proprie truffe da parte dei gestori ai danni dei Comuni e, quindi, di chi paga le tasse.


IL CUORE DEL PROBLEMA:
Nella maggioranza dei Comuni poi la domanda d'ingresso dei cani supera largamente l'offerta di posti in canile, con la conseguenza che per ogni cane morto o fatto adottare, sono pronte altre due richieste di accalappiamento e che chi volesse speculare riesce a percepire sempre e comunque il suo guadagno su un numero garantito di cani. Alla minima spesa sul singolo animale corrisponde il massimo guadagno in termini di utile.

Così che si assiste spesso ad insufficienza di personale, mancanza di lavoratori qualificati, minimi spazi nei box, in cui i cani superano il numero di 3 animali, arrivando anche ad essere 15 o più, senza tenere in alcun conto la loro compatibilità (la prima causa di morte in canile è lo sbranamento!!!!).

Per non parlare delle speculazioni che si realizzano attraverso l'accalappiamento degli animali e lo smaltimento delle loro carcasse che crea un circolo vizioso per cui prima muore un cane prima si guadagna sullo smaltimento della sua carcassa e sull'accalappiamento del nuovo cane che lo sostituisce.


LA CONNIVENZA:
Altro fenomeno che acuisce il problema è la forte connivenza tra chi dovrebbe controllare e chi è controllato. Accade sovente nei Comuni più piccoli (ma non solo) che il Sindaco (che affida la gestione del canile), i responsabili della ASL (preposti al controllo) e il gestore del canile (colui che dovrebbe essere controllato) siano amici, compagni di merende o, addirittura, parenti.

Appare evidente come in queste situazioni sia realmente impossibile far rispettare la legge e far garantire il benessere dei cani ospitati nei canili.


LA SOLUZIONE:
Ciò non accadrebbe se i Comuni provvedessero come per legge alla costruzione e risanamento delle proprie strutture e soprattutto ne affidassero la gestione ad Associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che diano garanzie di controllo, di apertura al pubblico e di trattamento secondo parametri di benessere misurabili molto elevati.

L'ACL – Associazione Canili Lazio Onlus da anni combatte il fenomeno del randagismo. Perché il canile deve essere un punto di partenza per una nuova vita alla quale arrivare attraverso l'adozione e non un punto di arrivo in cui morire.

Abbandono : condanna a morte

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Visualizzazione post con etichetta 07 - Il baldo cacciatore. Mostra tutti i post
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lunedì 12 luglio 2010

prov. Treviso - Sparano contro il gatto E caccia ai tiratori

LA TRIBUNA DI TREVISO
10 LUGLIO 2010
Sparano contro il gatto E caccia ai tiratori
VILLORBA (TV). Altro episodio di violenza nei confronti degli animali. La vittima questa volta è un gatto, Chicco, colpito dai proiettili di una pistola ad aria compressa. A denunciare l accaduto è la sezione trevigiana dell Enpa. L agguato sarebbe avvenuto sulla tettoia di un magazzino adiacente alla casa in cui il gatto vive a Lancenigo. A dimostrarlo alcune macchie di sangue. Il gatto si sarebbe quindi trascinato fino al abitazione, dove i proprietari lo hanno trovato agonizzante. I veterinari di Fontane sono riusciti a salvarlo dopo un interveneto chirurgico per estrarre il pallino che si era conficcato tra due vertebre cervicali. L Enpa lancia anche un appello affinchè chi ha visto il responsabile lo denunci alla caserma dei carabinieri di Villorba. Quel che è certo è che il colpevole ha sparato intenzionalmente al gatto, e probabilmente solo per un macabro divertimento.

Mattia quel che resta di un maltese

Sabato , ero semplicemente
intenta ad acquistare del mangime....decellero con l'auto e con la coda
dell'occhio vedo , una busta bianca, un groviglio di lana...legato ad
un paletto che delimitava la zona dei lavori in corso...
No! NoN era
una busta , ne' lana buttata via! Era un cagnolino che si rotolava su
se stesso, per grattarsi e ...urlava....guaiva...mi son fermata e con
quella stessa corda l'ho portato a piedi dal primo tolettatore!
Mai
viste tante zecche e pulci vive e morte su di uno stesso cane, il pelo
era un manto aggrovigliato di nodi , zecche , feci e quant'altro si
possa solo immaginare! Ho chiesto al ragazzo toilettatore di ...tosare
quell'esserino, non capivo dove cominciasse e dove finisse! Anche lui
scioccato ed incredulo....
Detto fatto !! Dal groviglio di un tutto...
ne e' uscito un maltesino, dal veterinario la sorpresa...
L'occhio Dx
nn si apriva , cosi' dilatando l'occhio...ne sono usciti due proiettili
da cacciatore ...quell'occhietto nn vedra' piu'!!!
E sul corpo,
escoriazioni di ogni genere, altri piccoli proiettili tra il pelo e
sotto la pelle, escoriazioni di ogni genere, dermatite da pulci....
la
coda ripiegata a causa dell'aggrovigliarsi del pelo presenta delle
spaccature ...impressionanti!
ed ancora, l'orecchio che gli faceva
male....4 forasacchi, prontamente tolti....il timpano perforato...
quell'orecchio nn sentira' piu'!!! Nella speranza di una
ricicatrizzazione spontanea.........

Sono tecnica in questa mia!..Per
quanto mi e' possibile apprendere dai veterinari!
Sono stanca di ....
spiegare , fotografando un momento che chi legge dovrebbe provare, ma
per provare dovrebbe viverlo!!! nn la pena , ma la rabbia!!! Non
vendetta ma giustizia!

Malti' e' dolce, tanto dolce, affettuoso e
coccolone e si e' unito al gruppo di casa mia.....e' sotto cura
antibiotica, clindamicina vibravet etc etc....

PER INF. E ADOZIONI
MENA 393 79 66 788
memedog@libero.it

PER CHI VOLESSE CONTRIBUIRE NELLE
SPESE, DI QUESTO E...PIU' CANI, PUO' FARE VERSANDO paypost N. 4023 6004
6247 2624 intestata a Filomena D'agostino

OPPURE , DIRETTAMENTE SUL
CONTO CORRENTE DELL'ASSOCIAZIONE

Associazione Progetto Virginia c/o
Monte dei Paschi di Siena - ag. Sant'Angelo
Lodigiano COD. IBAN: IT 93
E 01030 33760 000000093852

Grazie infinite a tutti!
Mena

domenica 4 luglio 2010

prov. di Udine, gattina impallinata e uccisa

MESSAGGERO VENETO
2 LUGLIO 2010
Gattina impallinata e uccisa Ennesimo episodio di inciviltà
Terenzano (Udine) - Impaurita e ferita a morte. E� stato trovata così, sotto la siepe di casa, Mimmi, una micina tigrata di sei anni, che, dopo essersi allontanata per una passeggiata, è stata raggiunta e uccisa da una raffica di pallini di piombo sparati da un fucile da caccia. Un grave episodio di inciviltà, l�ennesimo, che ha sconvolto non solo la signora Tiziana, proprietaria del micio, che abita a Terenzano, in provincia di Udine, ma anche alcuni residenti della zona. �La scomparsa di Mimmi - racconta la signora Tiziana Magnis - ha lasciato un vuoto dentro di noi, era diventata un membro della nostra famiglia. Come la maggior parte dei gatti amava curiosare anche nei giardini limitrofi ma non si allontanava mai. Non vedendola arrivare alla solita ora, mi sono preoccupata e ho capito subito che era successo qualcosa di grave�. La veterinaria che ha medicato Mimmi ha diagnosticato gravi lesioni interne provocate dai pallini di piombo, sparati da un fucile da caccia. �Purtroppo abbiamo dovuto ricorrere all�eutanasia - spiega la proprietaria della povera bestiola - Non capisco come si possa essere così crudeli nei confronti di un animale che probabilmente è soltanto entrato nel giardino sbagliato. Ho sporto denuncia ai Carabinieri e, anche se non sarà facile risalire al colpevole, spero davvero che quella persona si penta di quello che ha fatto�.

Trieste, gatti impallinati, assolto il proprietario del fucile

Complimenti al giudice !
IL PICCOLO TRIESTE
3 LUGLIO 2010
Gatti impallinati, assolto il proprietario del fucile
Trieste - Non è un �nemico� dei gatti e nemmeno uno �sparafucile� Giovanni Mazzaroli, 68 anni, via dello Scoglio, trascinato ieri davanti al giudice e assolto dall�accusa di maltrattamento di animali. Secondo i carabinieri di Guardiella dal suo fucile ad aria compressa �Diana�, un paio di anni fa sarebbero stati esplosi i �piombini� che avevano ferito parecchi gatti residenti nel rione di San Giovanni. Ai militari dell�Arma si erano rivolti un paio di proprietari di felini che avevano dovuto curare i loro mici rientrati a casa feriti. Pelo zuppo di sangue, piombo nei muscoli e nella carne, pericolo di infezioni. I militari avevano avviato un�accurata indagine e scorrendo i nomi dei proprietari di fucili ad aria compressa regolarmente denunciati, si erano imbattuti in Giovanni Mazzaroli. Era l�unica persona di via dello Scoglio a poter imbracciare l�arma. Per questo una pattuglia si era presentata a casa sua cercando di perquisire l�appartamento. �Non apro, non ho un fucile� aveva sostenuto l�anziano tentando di difendere la propria dimora. �Abbiamo un ordine del magistrato. O apre o ci pensiamo noi...� L�uomo aveva aperto e subito dopo aveva consegnato il fucile e una scatola di piombini. L�indagine era stata chiusa col suo rinvio a giudizio anche perch� dopo il sequestro del fucile di Giovanni Mazzaroli nessun gatto di quel rione era ritornato a casa con ferite da �piombino�. Ieri in aula davanti al giudice Massimo Tomassini, il colpo di scena; qualcosa di analogo, seppure su scala ridotta, del caso Unabomber. I colpi estratti dal veterinario dai muscoli dei gatti feriti, erano diversi, seppure di poco, da quelli ricuperati nell�abitazione dell�anziano accusato di essere uno �sparafucile�. Diversa la rigatura, diversa la punta. Piatta nei primi �piombini�, accuminata nei secondi. Il pm Pietro Montrone ha chiesto il prosciogliente, seppure col dubbio, dell�imputato. Altrettanto ha fatto il difensore, l�avvocato Paolo Codiglia., Il giudice ha accolto la tesi e ha disposto l�immediato dissequestro dell�arma, �Posso allora portare a casa il mio fucile?� ha affermato l�ex imputato riconosciuto innocente. �Passi in caserma, servono un sacco di carte, di bolli e di timbri� hanno detto i carabinieri allontanandosi col fucile inserito in un sacco di plastica nera.

mercoledì 30 giugno 2010

Reato di ostruzionismo alla caccia?

VITTIME DELLA CACCIA
28 GIUGNO 2010
Reato di ostruzionismo alla caccia?
Un bavaglio alla legittima difesa dei cittadini e alla libertà di espressione!
L'annunciata presentazione del DDL da parte del Senatore del PDL Valerio Carrara che istituisce in Italia il reato di ostruzionismo alla caccia, costituisce un palese tentativo di intimidazione, anche se non il primo, nei confronti della maggioranza dei cittadini contrari all'attività venatoria, sia per motivi etici che per i danni provocati da questa obsoleta e crudele pratica.Di fatto si punta a imbavagliare, non solo il legittimo dissenso alla caccia, ma anche la voce di chi vivendo in campagna, è costretto a difendersi dalla furia impallinatrice dei cacciatori che ad ogni stagione si riversa contro gli animali e le persone.
"Siamo di fronte ad una forzatura anti democratica e illiberale" denuncia Daniela Casprini presidente dell'Associazione Vittime della Caccia e aggiunge "Il Senatore Carrara si ricordi che la sicurezza dei cittadini in rapporto all'esercizio dell'attività venatoria è un diritto primario e non può essere in alcun modo compresso!""Contrapporsi alla presenza di gente armata che pensa di vagare impunemente nelle immediate vicinanze di abitazioni o a ridosso di sedi stradali, è in primo luogo un sacrosanto atto di legittima difesa che nessuna legge può imbrigliare" conclude Daniela Casprini.L'Associazione esprime la sua più netta contrarietà e profondo sdegno al tentativo del Senatore Carrara di conferire un'ulteriore status di intoccabilità alla lobby venatoria, in barba anche al libero esercizio di critica e di pensiero, elementi questi, fondanti della nostra Costituzione, e ricorda infine che l'opinione pubblica si mobiliterà in massa al fine di bloccare questo DDL e screditare quanti ancora insistono ad imporre la barbarie alla maggioranza degli italiani contrari.
Maurizio Giulianelli Ufficio Stampa Associazione Vittime della Caccia

venerdì 11 giugno 2010

CANI PER CACCIA PRIGIONIERI NEL CAMION

 

8 GIUGNO 2010

 

CANI PER CACCIA PRIGIONIERI NEL CAMION
Polstrada denuncia il conducente, Capogreco (Enpa): �Speriamo nella confisca�. In venti senza acqua e cibo scoperti nel sottofondo: trasporto illecito. Terza operazione degli agenti nell'aretino.

 

Federico Sciurpa - Corriere di Arezzo

 

Venti, belli, forti, anche cuccioli. Gli agenti della Polstrada di Battifolle (Arezzo) li hanno trovati nel sottofondo di un camion: al buio, ammassati vicino alle ruote, senza cibo e senza acqua; sporchi. Sembrava un controllo qualsiasi sull�Autosole quello operato dai poliziotti. Sembrava. Invece i poliziotti hanno avuto buon fiuto e hanno fatto la scoperta. Dopo essere stato pizzicato, l�autista del mezzo è stato denunciato, il traffico illecito stroncato. Allertata la Usl, ne è stato disposto il sequestro e i cani dalla mattinata di ieri sono ospiti di due strutture:il canile sanitario della Usl e quello di Policiano, dagli Amici di Argo. Non è la prima volta che la Polstrada di Battifolle riesce in operazioni di questo genere. Tre anni fa scoprì il traffico, il trasporto illecito, di 43 cani. Più recente un altro sequestro ancora degli stessi agenti.
Poi la scoperta di ieri con diversi cuccioli ammassati in un sottofondo del camion, destinati a chissà quale piazza. Animali come merce, trattati (maltrattati) Interpellata, l�Enpa di Arezzo, per bocca della presidente Sandra Capogreco, ringrazia �la Polstrada per aver individuato e fermato, ancora una volta, questo carico di malvagità. I maltrattamenti, il trasporto illecito di cani trattati alla stregua della merce, anzi peggio - spiega Capogreco - vanno stroncati e in questo troviamo non solo sensibilità da parte delle forze dell�ordine, ma anche alta capacità di azione. Noi faremo la nostra parte, così come l�ha fatta la Usl che ringraziamo.� Terminati i giorni delle cure per i �prigionieri� del camion, scatta adesso il dilemma della collocazione. L�Enpa spera nella confisca degli animali per poi trovarne casa degna. �Mi auguro che il giudice ne disponga la confisca - afferma Sandra Capogreco - in maniera tale che si possa arrivare all�adozione di questi cani�.

prov. di Verona, gatta impallinata

 
L'ARENA
6 GIUGNO 2010
 
CASTELNUOVO (VR). La proprietaria: �Non è il primo caso ma tutti i miei sospetti, riferiti alle autorità, restano senza esito�
Gatta impallinata nel parco dove giocano anche i bambini
� stata colpita con pallettoni e pallini da flobert in una zona frequentata: si salverà ma forse le verrà amputata una zampa
 
      
 
Provincia di Verona - Sembra essere diventato uno �sport� sempre più diffuso quello di sparare ai gatti. Uno �sport� vergognoso. Questa volta ad andarci di mezzo è stata una micia, �Clara�, di tre anni, che vive con la signora Lucia Bendazzoli, 47 anni, a Castelnuovo in via Testi, 6. E per fortuna ancora una volta, come in un recente episodio a Cavaion, la gatta si è salvata, anche se malconcia.
�Ha la coda da amputare ed è a rischio amputazione anche una zampa per la presenza di larve di mosche che hanno causato una grave infezione all�arto. Ha subito la frattura della tibia e del metarso e frattura della coda e dei metacarpi dell�arto anteriore. � arrivata in forte stato di shoc, quasi morta�, spiega il veterinario Stefano Fertonani, che dirige la clinica �Verona-Lago� a Lazise, pronto soccorso per animali aperto 24 ore, tutti i giorni.
E di gatti �sparati�, ne ha visti tanti. Clara è stata trovata dalla padrona martedì: non era tornata a casa la sera prima, nel parco pubblico denominato �parco della baita degli alpini�, vicino alla chiesa in pieno centro. Qualcuno, pare, si sia �divertito� a spararle con due armi diverse, forse è l�opera di due persone: nella tibia dell�arto posteriore della gatta, la radiografia mostra un grosso pallettone, probabilmente da caccia, mentre nelle zampine anteriori, la lastra mostra una rosa di piccoli pallini, tipici dei flobert. Il reato (tale è per la legge) si aggrava, se si calcola che le è stata data la caccia in un parco pubblico e in una via frequentata da bambini e persone.
�Nel giorno prima, nel parco, c�è stata una festa di compleanno di ragazzini. Non è la prima volta che succede�, spiega la proprietaria di Clara. �Sono convinta di sapere di chi si tratti�, dice la donna: �proprio quella persona avrebbe anche ammesso di andare a sparare nel parco per uccidere i topi. Un mio vicino che ama gli animali gli ha parlato ma non è servito. Credo sia la stessa persona che nel 2007 a sparare al mio gatto �Speedy�, scomparso poi un anno fa in circostanze sospette. Anche lui aveva gli stessi pallini nel muso: è stato operato e salvato e dalle radiografie è emerso che ne aveva altri in corpo di vecchia data�.
L�odissea della signora Bendazzoli sembra non finire mai. �Il 9 maggio scorso, hanno sparato nell�occhio a un altro mio gatto maschio, Alessandro, e ora il 31 maggio, alla micia. Io amo i gatti, ne ho adottato cinque nell�estate del 2007. Il primo è stato colpito davanti alla porta di casa: ho sentito dei botti verso le sei di sera, sono uscita e ho visto il gatto sanguinante. La via è anche trafficata: ci sono bambini in bicicletta, tra cui mio figlio, c�è un parcheggio e il parco pubblico di fronte�. �Nei casi precedenti�, continua Bendazzoli, �ho segnalato i fatti ai vigili di Castelnuovo e ai carabinieri di Peschiera, che hanno fatto controlli confermando come a casa di questa persona vi siano armi da caccia e flobert. I vigili mi hanno scoraggiato però dal fare denuncia perch�, dicono, se il responsabile non è colto sul fatto, non si può fare nulla. Ma come facciamo? Non si mettono di certo a sparare davanti a noi. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo subire e vedere i nostri animali feriti o ammazzati dalla cattiveria di qualcuno?�, conclude amareggiata e arrabbiata la donna.
 

sabato 22 maggio 2010

prov. di Ancona, maltrattava la cagnetta, cacciatore condannato

CORRIERE ADRIATICO
22 MAGGIO 2010
Punito l�uso del collare elettrico
Maltrattava la cagnetta Cacciatore condannato
Serra San Quirico (AN) - Condannato per maltrattamenti sulla sua cagnetta, reo secondo il giudice di aver addestrato il suo segugio con un collare elettrico, quegli aggeggi per modificare in maniera coercitiva attraverso scosse elettriche il comportamento animale. Ma seppur nell�assurda contraddizione che questi collari usati per l�addestramento coercitivo siano regolarmente in vendita, per la legge il loro uso è considerato maltrattamento. Lo conferma una sentenza dei giorni scorsi pronunciata dal giudice del Tribunale di Jesi Antonella Passalacqua. Davanti al giudice e al pm Vincenza Montoneri è comparso un cacciatore di Serra San Quirico (A.P., 51 anni) che è stato condannato al pagamento di 3.500 euro di ammenda, alla confisca del collare e del suo segugio Lea, poi affidato all�associazione �I miei amici animali� e al canile municipale. I fatti risalgono al 2007, ma solo nei giorni scorsi è finito l�incubo per il segugio.
L�uomo durante una battuta di caccia sul monte San Vicino, aveva smarrito la cagnetta Lea, un segugio di razza di 2 anni, un cane il cui valore supererebbe i 20.000 euro. Era stata ritrovata qualche giorno dopo, spaventata, affamata e disorientata. Portata al canile di Jesi, la Procura ha disposto il sequestro dell�animale, nonostante avesse il microchip di identificazione. Sottoposto a perizia da un veterinario comportamentalista, è emerso che il segugio presentava tutte le caratteristiche comportamentali alterate. Il giudice ha condannato il suo padrone per maltrattamenti, ma lui ha sempre respinto ogni addebito. L�avvocato difensore Marco Fioretti annuncia il ricorso in appello. Oltretutto, nel corso del dibattimento era emersa l�ipotesi che il cane possa essere stato oggetto di un tentativo di appropriamento da parte di ignoti.

mercoledì 12 maggio 2010

Genova - Volevano sequestragli i cani, spara e ammazza due guardie zoofile

Tre persone sono morte in una sparatoria avvenuta stamani in strada a Sussisa, una frazione di Sori, sulle alture della riviera genovese di levante. Si tratta di un duplice omicidio e di un suicidio.

Le cause della sparatoria Si chiama Renzo Castagnola, aveva 65 anni, l'uomo che stamani ha sparato a due guardie zoofile, un uomo ed una donna, e si è poi suicidato a Sussisa. Nella sparatoria è rimasta ferita anche la moglie dell'uomo. Le guardie provinciali - Elvio Fichera e Paola Quartino - si erano presentate presso l'abitazione dell'uomo con un decreto, firmato dal pubblico ministero Piercarlo di Gennaro, di sequestro dei suoi cani da caccia in seguito a segnalazioni di maltrattamenti.

\"Prendo una penna\", ma torna armato Dopo aver ascoltato la lettura del decreto e delle contestazioni, al momento di firmare, l'uomo ha detto: \"Vado a prendere una penna\". E\` invece tornato armato e ha iniziato a sparare all'impazzata. La moglie, che si trovava sulla traiettoria è rimasta ferita. Sul luogo erano presenti anche vigili urbani e carabinieri che sono riusciti a mettersi in salvo. Castagnola aveva un porto d'armi per armi da caccia e, secondo le prime informazioni, faceva parte di una squadra per le battute di caccia al cinghiale.

Le vittime Paola Quartini aveva 55 anni ed era di Camogli (Genova). Era una guardia zoofila volontaria iscritta alla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Genova. Elvio Fichera, 72 anni di Genova, era anch'egli guardia zoofila volontaria iscritto all'associazione Amici Animali Abbandonati di Genova. Negli ultimi mesi si era occupato del caso del cinghiale \"Piero\", adottato dagli abitanti di un quartiere sulle alture genovesi in cui entrava per frugare tra i rifiuti. Fichera era vedovo ed aveva due figli. L'assassino, Renzo Castagnola, di 58 anni, era residente a Sori ed era molto conosciuto negli ambienti venatori del Levante genovese.




mercoledì 5 maggio 2010

Mattanza per pochi chili di carne

VARESE NOTIZIE
5 MAGGIO 2010
Mattanza per pochi chili di carne
GORLA MINORE (VA) - Un atto barbaro e disumano, di una ferocia brutale. Uno scempio assurdo, che lunedì sera ha avuto svelato il suo scopo: hanno ucciso senza pietà, in piena notte, per qualche chilo di carne di daino.E' successo nelle prime ore di sabato 1 maggio: ignoti si sono introdotti nell'allevamento "Chato" nel cuore del parco del Rugareto e, forzato un lucchetto, sono entrati nel recinto. Qui hanno fatto una strage inaudita, massacrando a sprangate un maschio e una femmina gravida di daino, ma anche oche e galline. Una mattanza barbara ma tutt'altro che improvvisata, eseguita dopo un inseguimento feroce, nel quale gli assalitori hanno saputo affrontare animali veloci e pericolosi.
LA VIOLENZA
I delinquenti hanno poi lasciato la femmina senza vita sul posto, accortisi solo dopo averla uccisa che era gravida, e rinunciando a quel punto a macellarla. Sorte che invece è toccata al daino maschio, i cui resti sono stati ritrovati solo lunedì sera, portato con una carriola in un terreno a poca distanza dal luogo dello scempio e qui scuoiato per appropriarsi della carne e con questa fuggire, lungo la Sp21, nei pressi della quale avevano lasciato il loro mezzo.
CONOSCEVANO IL POSTO
Sull'episodio di inaudita violenza stanno indagando i Carabinieri di Gorla Minore, allertati la mattina del 1 maggio dalla proprietaria dell'allevamento, Antonella Ghidini, che giunta sul posto si è trovata di fronte una scena raccapricciante e dolorosa, con sangue ovunque: "Deve essere stato un inseguimento molto movimentato, probabilmente attuato da più persone che sanno come comportarsi con animali veloci e muniti di corna. Gente che conosceva l'allevamento e sapeva che i cani erano in un recinto separato e che ha dimestichezza con le specie selvatiche, eppure armati di spranghe e non di fucile, con il quale avrebbero potuto rischiare decisamente meno...".
NON E' BRACCONAGGIO
Molti gli interrogativi che rimangono aperti: "Escluso il bracconaggio ? spiega Antonella Ghidini ? credo che l'abbiano fatto per poche decine di chili di carne. Mi chiedo però cosa spinga a rischiare tanto per così poco, quando semmai il daino ha un valore da vivo, non certo macellato". A fare male non è però certo la perdita economica: "E' una questione affettiva ? dice la proprietaria ? resa ancor più dolorosa dall'assurdità di quanto hanno fatto".

Bracconaggio: ignoti uccidono daini a sprangate

VARESE NEWS

3 MAGGIO 2010

Bracconaggio: ignoti uccidono daini a sprangate

Ammazzata una femmina gravida, scomparso un maschio della stessa specie: è successo in un'azienda agricola-allevamento nel bosco del Rugareto. "Una barbarie"

Gorla Minore (VA) - Fatto di sangue in un'azienda agricola-allevamento del Bosco Rugareto di Gorla Minore. All'alba di sabato ignoti, probabilmente due o tre persone, sono entrati di soppiatto nell'azienda agricola Chato dove hanno ucciso una femmina di daino, gravida, lasciandola sul posto, e portato via un maschio della stessa specie. Il fatto è stato denunciato ai Carabinieri della locale stazione e alla Forestale.
A raccontare l'episodio è Antonella Ghidini, proprietaria dell'azienda. ?La mattina del primo maggio mi ero recata presto in azienda per dare da mangiare ai cani, che teniamo separati dai daini. Saranno state le sette e mezza, quando ho visto fuori dal recinto un animale, e ho subito riconosciuto la nostra femmina riversa a terra, sventrata. Intorno c'era sangue dappertutto?. Probabilmente lo stato di gravidanza della bestia ha indotto gli ignoti assalitori, entrati forzando un lucchetto dell'accesso, a lasciarla sul posto, portandosi invece via il maschio, non si sa se vivo e legato, per rivenderlo, o morto, per farcisi una grigliata e "solennizzare" a modo loro la festività. ?Vista la situazione sono andata subito alla caserma dei carabinieri di Gorla Minore, senza toccare nulla per non alterare la scena del crimine, e ho sporto denuncia. Poi con i militari sono tornata sul posto, e ho potuto verificare tra l'altro che la femmina era morta da poco, forse un'ora e mezza, era ancora calda e non si era ancora irrigidita?. Intorno vi erano altri animali morti: oche, galline, ?vittime collaterali? , dice Ghidini, di quello che deve essere stato un inseguimento molto movimentato, probabilmente attuato da più persone, organizzatesi per dare la caccia ad animali veloci e muniti di robuste corna. ?Abbiamo rinvenuto dei tondini di ferro zigrinato da costruzione, hanno colpito con quelli le bestie alla testa. Una cosa veramente barbara, una violenza gratuita, non siamo nemmeno al bracconaggio ma a qualcosa di peggio?. I ladri, sgozzata la femmina, stavano per scuoiarla ma accortisi che era gravida l'hanno lasciata lì. Si sono quindi lavati del sangue in un secchio. ?Una barbarie anche perchè questo è un posto da cui la gente nei fine settimana passa, anche i bambini, aspettavamo proprio la nascita del piccolo. Ora devono avere paura a passare da questi boschi??. Dall'azienda mancava anche una carriola, presumibilmente usata dai ladri per portarsi via l'altro animale. La proprietaria ha sciolto i suoi cani che fiutando una pista si sono diretti verso la provinciale 21 per Cislago, che corre qualche centinaio di metri a sud. Un fatto simile non si era ancora registrato al bosco del Rugareto, dove l'allevamento Chato è attivo da tre anni, e lascia interdetti. Se in tempi antichi di fame e miseria diffusa, fino a cent'anni fa, il furto campestre (di frutta o animali) era diffusissimo, l'accaduto appare di una violenza preoccupante. Difficile capire chi possa essere arrivato a tanto: di certo si tratta di qualcuno che aveva preventivamente "studiato" l'obiettivo, tanto da sapere come erano separati i recinti, e che comunque non avrebbe avuto nulla da temere dai cani. Di più, di qualcuno che potrebbe avere una qualche preventiva esperienza di caccia. Un po' poco per fare ipotesi. Quel che invece è certo è che nella zona, anche in anni passati, non erano del tutto ignoti atti di bracconaggio ai danni di queste specie.

mercoledì 28 aprile 2010

Avvistato all'Asinara un delfino con un arpione conficcato in testa

LA NUOVA SARDEGNA
27 APRILE 2010
Avvistato all'Asinara un delfino con un arpione conficcato in testa
Gavino Masia
PORTO TORRES (SS). I ricercatori del Cts, durante le attività di ricerca scientifica e monitoraggio della popolazione di tursiope, hanno avvistato un giovane esemplare di delfino colpito da un?asta di fucile all?altezza della testa, sul lato destro. L?avvistamento risale a sabato mattina e ora gli esperti del Centro turistico studentescom con base all?Asinara, temono che la ferita possa avere esiti fatali per il cetaceo. I ricercatori, considerando l?angolazione dell?asta, suppongono che questa sia profondamente conficcata nel tessuto muscolare e non semplicemente inserita nel tessuto cutaneo. Ciò riduce ovviamente le possibilità di sopravvivenza dell?animale, e conferma che questi mammiferi sono a rischio di estinzione proprio a causa delle sempre maggiori invasive attività umane. Un gesto incomprensibile da parte di un pescatore subacqueo visto che tutte le specie di delfini non rientrano fra quelle cacciabili. Un?agguato al tursiope che fa il paio con la recente uccisione di un delfino maschio di duecentocinquanta chilogrammi, ammazzato con otto colpi di fucile caricato a pallettoni, davanti alle spiagge di Siniscola. Il delfino era stato centrato dalle fucilate, probabilmente esplose da qualcuno che si trovava a bordo di un peschereccio, andando poi a spiaggiarsi e morire sul bagnasciuga di ?Confetti?. I pescatori, infatti, da sempre denunciano le incursioni dei delfini all?interno delle reti da posta dove fanno man bassa di specie pregiate, come le triglie. Incursioni che finiscono per danneggiare anche le attrezzature da pesca. Per il delfino ferito nelle acque dell?Asinara, invece, c?è l?appello da parte del centro Cts dell?Asinara: chiunque avvistasse l?animale ferito è pregato di informare lo staff del Parco o gli operatori del Centro recupero tartarughe marine.

prov. di Lodi: gatto impallinato nel giardino di casa

IL CITTADINO
28 APRILE 2010
Orio, gatto impallinato nel giardino di casa: nemmeno i Ris di Parma chiariscono il giallo
Carlo Catena
Orio (LO) - Gatto impallinato con una carabina ad aria compressa a Orio Litta, entrano in scena i Ris di Parma: questo il colpo di scena del processo che vede un trentenne residente in paese accusato di maltrattamento di animali, denunciato da un vicino di casa che si era ritrovato il micio ferito da un proiettile di piombo di piccolo calibro. I fatti risalgono al 2006, ma in questi giorni in tribunale a Lodi sono cominciati a sfilare i primi testimoni dell?accusa e la prossima udienza si terrà solamente in ottobre. Un giorno d?estate, P.P., queste le iniziali dell?uomo che aveva presentato denuncia ai carabinieri, sostiene di aver sentito uno sparo e di aver visto il proprio gatto scappare di corsa. Questo episodio, è emerso ieri dalla deposizione di un terzo vicino di casa, testimone parziale del fatto, sarebbe stato accompagnato da una frase, ?Ti ho visto, ti ho visto?, pronunciata dalla vittima (o meglio, dal suo proprietario) nei confronti del dirimpettaio 30enne. Dopo quel fatto, il micio sarebbe scomparso per alcuni giorni, per ritornare poi con un buco nella pelle, che un veterinario di Codogno ha ricondotto a un foro di proiettile. Il professionista ha anche sottoposto il gatto a un intervento chirurgico per l?estrazione dell?ogiva, che il proprietario del gatto ha consegnato ai carabinieri di Orio Litta, come allegato del verbale della denuncia in cui indicava il vicino di casa, P.C., appassionato cacciatore come il padre, come uno dei sospettati per il ferimento dell?animale. Così i carabinieri di Orio si sono presentati dai cacciatori, hanno trovato due carabine ad aria compressa e, per allontanare ogni rischio di errore giudiziario, hanno affidato le armi, regolarmente denunciate, e il proiettile agli specialisti di balistica del Ris di Parma. Ieri in tribunale uno dei militari ha riferito il contenuto della relazione del reparto scientifico: il proiettile è dello stesso tipo che può essere sparato da quelle armi ed effettivamente a una distanza di qualche decine di metri una carabina di quel tipo può ferire o uccidere un piccolo animale. Ma non sono armi a canna rigata, per cui le prove di tiro effettuate dai Ris non hanno portato a determinare con certezza che il proiettile che ha ferito il gatto provenisse da uno di quei fucili. Il 30enne si professa però innocente, e per questo vuole affrontare fino in fondo il processo. In caso di condanna rischia un minimo di 3 mesi di carcere e una multa, ?ma non vi è alcuna prova che sia stato lui a sparare?, sostiene l?avvocato Stefanina Losi di Piacenza, che difende il giovane cacciatore.

lunedì 19 aprile 2010

Modena: cane ucciso a fucilate

ANSA
18 APRILE 2010
Cane si avvicina al pollaio, pensionato lo uccide a fucilate
I carabinieri gli hanno sequestrato tre fucili da caccia
MODENA - Vedendo che un cane era entrato nella sua proprieta' e si avvicinava al pollaio, ha pensato bene di uccidere l'animale a fucilate.
Il fatto e' accaduto ieri sera alle 19,30 a Villavara di Bomporto nel modenese. L'uomo che ha sparato e' un 75enne. Ha imbracciato il suo fucile da caccia mirando all'animale, un pastore tedesco. Il proprietario del cane, un 27enne di Bomporto, e i vicini dell'anziano hanno chiamato sul posto i carabinieri che hanno sequestrato al pensionato i suoi tre fucili da caccia. Tutti erano detenuti regolarmente.

VIA EMILIA.NET
18 APRILE 2010
Uccide cane del vicino
Ha sparato e ucciso un pastore tedesco che si era avvicinato al pollaio. Sequestrati a pensionato tre fucili da caccia.
di Cristina Bonfatti
Provincia di Modena - Ha sparato senza alcuno scrupolo a un cane che aveva osato mettere zampa nella sua proprietà. Il 75enne, che vive a Villavara di Bomporto, in via Per Modena, ha imbracciato il fucile e ucciso un pastore tedesco che gironzolava nell?aia vicino a un pollaio. E? accaduto ieri sera: il proprietario dell?animale, 27 anni, e altri vicini hanno chiamato subito i carabinieri. Sequestrati al pensionato tre fucili da caccia regolarmente denunciati. [...]

venerdì 9 aprile 2010

prov. di Verona: randagina impallinata

L'ARENA GIORNALE DI VERONA

9 APRILE 2010

CAVAION (VR). Ƞil quarto episodio nel giro di pochi giorni: le lastre fatte dal veterinario mostrano ben 5 proiettili nel corpo

Tiro al bersaglio contro i gatti Impallinata la randagia Rossa

In via Berengario è strage di felini Stavolta, grazie all?intervento della famiglia Andreazza, l?animale è stato curato e salvato

Cavaion (VR) - Strage di gatti in via Berengario, la strada che dal municipio scende verso la rotonda in direzione Bardolino. Ƞun quartiere molto popolato e con alta densità di abitazioni. Lì, qualcuno, con sadismo, si diverte a sparare ai gatti con il ?flobert?, il fucile ad aria compressa che spara pallini di piombo.
La ?Rossa? è il quarto gatto impallinato in poco tempo nei giardini dietro le case che si affacciano sulla via. Probabilmente la gattina ce la farà ma altri due sono morti ed un quarto vive con due degli stessi pallini in corpo.
La signora Lucia Duello, 53 anni, insegnate di scuola materna, abita con il marito Giorgio Andreazza e la figlia Alessia in una di queste palazzine affiancate le une alle altre, lungo la via. Con la famiglia vive anche Whisky, un gattone dagli occhi azzurri. Loro, sebbene non siano i proprietari dei gatti che vivono in cattività, si prendono cura anche di Puzzo e della Rossa, portandogli tutti i giorni del cibo.
?Il giorno di Pasqua?, spiega Lucia, ?mio marito è sceso alle otto come tutti i giorni per portare da mangiare ma la Rossa non c?era. Poi, a mezzogiorno, la vediamo dalla finestra nel giardino di sotto, come sempre sdraiata al sole. Alle cinque del pomeriggio la chiamiamo per un bocconcino, ma non si muove. Allora?, continua Lucia, ?andiamo giù a vedere cosa le è accaduto e la troviamo con la bava alla bocca, praticamente morta. Ci siamo precipitati alla clinica veterinaria di Lazise, che sappiamo essere aperta sempre 24 ore al giorno?.
Lucia continua: ?Al controllo radiografico i dottori hanno scoperto che aveva 5 pallini in corpo e non si poteva sapere se sarebbe sopravvissuta o meno?. La Rossa, per fortuna, sembra avercela fatta. La dottoressa Marta Toniolo che l?ha curata spiega: ?Sta meglio, ha iniziato a mangiare. Con la radiografia sono risultati visibili almeno 4 pallini: due nel torace e due nel gluteo e nell?arto sinistro. La sua fortuna è stata che non hanno colpito organi, occhi o la testa?.
La famiglia Andreazza mostra la radiografia del torace di Puzzo, con i due pallini impiantati con cui convive da due anni. ?In luglio?, racconta Lucia, ?la mia vicina ha trovato il suo gatto agonizzante. Non ha fatto in tempo ad arrivare dal veterinario qua a Cavaion, come è arrivata è morto. Aveva questi stessi pallini. La settimana scorsa, il 31 marzo, è stato trovato morto un altro gatto randagio, con la bava alla bocca anche lui, sempre qua sotto. Ed ora il giorno di Pasqua hanno sparato anche alla Rossa?.
Martedì Lucia è andata a sporgere denuncia sia alla polizia locale che ai carabinieri di Cavaion, dopo aver chiamato l?ente protezione animali di Verona per segnalare i fatti. L?Enpa infatti era già intervenuto 4-5 anni fa, sempre su segnalazione della famiglia, quando si era formata la colonia di gatti dalla quale sono nati anche Puzzo e la Rossa. ?Continuavano a riprodursi, così abbiamo chiamato la protezione animali e nella stessa giornata sono venuti con le gabbiette a prenderli, li hanno sterilizzati e poi riportati qui. Con i vicini siamo riusciti a farli adottare da varie famiglie?.
?Abbiamo voluto denunciare anche pubblicamente la vicenda, perch頍 se nessuno fa niente qua la strage continua. Ora attendiamo il ritorno della Rossa, sperando che azioni così spregevoli non si ripetano e che i responabili si sentano almeno feriti allo stesso modo di questi poveri gatti che non fanno male a nessuno?, conlude Lucia Duello, che ora deve anche sobbarcarsi il conto della clinica veterinaria.

giovedì 8 aprile 2010

prov. Lucca - Bracconieri al lavoro

NOTIZIARIO ITALIANO

8 APRILE 2010

Ecco fino a dove può spingersi l'ingegno dell'uomo

Scoperto nuovo tipo di trappola! Bracconieri fermati prima del possibile massacro

LUCCA - I bracconieri sono un male difficile da estirpare. Ogni giorno la Guardia Forestale si adopera per consegnare alla legge questi killer del male, che ammazzano senza alcuna remora e soprattutto con una ferocia che appartiene più al mondo animale che a quello prettamente umano.
E' di poco fa la notizia che la Polizia Provinciale di Lucca ha scoperto, nella giornata di ieri, la presenza di alcune trappole in una zona frequentemente attraversata da cinghiali e caprioli.
Una buca, alcuni bastoni appuntiti, resti di mele, bucce d'arancia e rami secchi per ricoprire il tutto. Ecco fino a dove si è spinto l'ingegno dei bracconieri. Il metodo era semplicissimo. Gli animali si avvicinavano al luogo attratti dall'odore del mangime e poi i rami secchi ed il peso della povera bestiola faceva il resto.
Stabilire chi abbia posizionato lì quell'ingegno malefico non è cosa facile. Resta comunque una consolazione.
La trappola per fortuna è stata scoperta prima che un animale innocente divenisse preda di un animale colpevole.


IL TIRRENO

6 APRILE 2010

Una buca con lance acuminate per catturare gli animali

Provincia di Lucca - DIECIMO. Una trappola mortale per gli animali. Una buca profonda alcuni metri e in fondo alla quale erano stati piantati pezzi di legno appuntiti, di fatto delle lance in grado di ferire e di provocare la morte di animali dopo atroci sofferenze, è stata scoperta lungo il greto del Serchio a Diecimo. Sono stati alcuni cittadini a notarla e subito ci si è resi conto che quella buca rappresentava un grande pericolo non solo per gli animali ma anche per le persone, in particolare i bambini. Davvero è meglio non pensare a cosa sarebbe potuto accadere se un piccolo vi fosse finito dentro. Gli incoscienti che l?hanno realizzata probabilmente non ci hanno pensato. Le lance sono state tolte da qualcuno e sono state state lasciate di fianco alla buca in modo da non costituire pericolo e sul posto è intervenuta anche la polizia provinciale. Gli agenti in fondo alla buca hanno rinvenuto resti di cibo, frutta e granturco, che sarebbero dovuti servire ad attirare la selvaggina. Una volta caduti nella buca gli animali sarebbero rimasti infilzati nei pali acuminati e sarebbero morti dopo inimmaginabili sofferenze. In questo tratto del lungofiume passano soprattutto caprioli e forse erano proprio loro l?obiettivo di chi ha scavato quella buca.


IL TIRRENO

6 APRILE 2010

Trappola sul fiume

BORGO A MOZZANO (LU). Una buca profonda alcuni metri e in fondo alla quale erano stati piantati pezzi di legno appuntiti, di fatto delle lance in grado di ferire e di provocare la morte di animali dopo atroci sofferenze, è stata scoperta in Garfagnana lungo il greto del Serchio a Diecimo, nel comune di Borgo a Mozzano. Un pericolo anche per le persone.

mercoledì 31 marzo 2010

prov. Sondrio - Uccidono cervo: nel bosco lasciano la pelle e le zampe

LA PROVINCIA DI SONDRIO
29 MARZO 2010
 
Uccidono cervo: nel bosco lasciano la pelle e le zampe
 
 
Provincia di Sondrio - Hanno ucciso un cervo di un anno e hanno lasciato nel bosco la pelle e le zampe. Questa volta i bracconieri hanno agito nella zona di via per Uggia, tra la zona Bette e San Giacomo Filippo. Nel pomeriggio di ieri, alcuni cittadini si sono imbattuti nei resti dell'animale lungo la strada che sale verso i crotti, all'imbocco della Valle Spluga. Secondo gli accertamenti effettuati dalla polizia provinciale, intervenuta sul posto nel giro di pochi minuti, diversi elementi fanno pensare all'azione di un bracconiere. Risulta improbabile, infatti, che ci si trovi di fronte a un incidente o a un'origine differente della vicenda.
Le condizioni dei resti hanno fatto pensare a un'azione avvenuta a metà settimana. Non è detto che la cattura dell'animale sia avvenuta proprio in quel luogo: forse la bestia, dopo essere stata uccisa, è stata abbandonata in un punto differente, magari per confondere le idee a chi sarà chiamato a raccogliere elementi utili per le indagini. La notizia si è diffusa in città e in particolare fra i cacciatori, suscitando una notevole amarezza. Secondo quanto riferito in occasione di eventi analoghi avvenuti in passato, molto spesso gli autori di queste non hanno nulla a che vedere con il mondo della caccia.
 

domenica 21 marzo 2010

prov. di Pisa: gatto accecato da una fucilata

 

IL TIRRENO
19 MARZO 2010
 
Gatto accecato da una fucilata ?Un gesto vile?
POMAIA (PI). Hanno sparito al nostro gatto, accecandolo per sempre. Claudia Toncelli, residente a Pomaia, denuncia - insieme alle sue tre figlie - un grave episodio avvenuto nella notte tra domenica 14 e lunedi 15 marzo ?quando il mio gatto dal pelo color cipria con due occhioni verdi, scambiato nella notte per chissà quale buon animale da fare arrosto o infastidito dai suoi acuti miagolii da micione innamorato, lo ha vilmente colpito con una rosata di pallini in pieno muso. Tutto questo in un terreno con divieto di caccia?. Toncelli prosegue: ?Non lo hanno ucciso, ma lo hanno reso cieco per il resto della sua vita?.

LEGA E PDL CHIEDONO CACCIA AD AGOSTO!


Animalieanimali

19 MARZO 2010

 

LEGA E PDL CHIEDONO CACCIA AD AGOSTO!
Presentato emendamento alla Camera nella "Comunitaria 2009" a prime firme Biava e Pini.

 

Con gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati da alcuni deputati di Lega e PDL è finalmente esplicito quello che abbiamo denunciato da tempo: dietro ai reiterati tentativi di modificare la legge 157/92, attraverso la legge Comunitaria 2009, non c?è alcuna intenzione di rispondere alle procedure di infrazione europee ma solo il tentativo di allungare la stagione di caccia, lanciando messaggi strumentali utili alla campagna elettorale tra i cacciatori?. Lo affermano le associazioni Amici della Terra, Animalisti italiani, Associazione Vittime della caccia, ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU, No alla caccia, VAS, WWF Italia a proposito di due emendamenti, primi firmatari Pini (Lega) e Biava e Rossi (PDL) che prevedono l?estensione della stagione di caccia ai mesi di agosto e febbraio. ?Cade definitivamente la maschera che nascondeva il vero motivo dei reiterati blitz di cui è stata oggetto in questi mesi la legge Comunitaria 2009 e che, per fortuna, sono stati finora respinti dal voto bipartisan della Camera dei Deputati. Nessun sincero proposito di rispondere alle procedure di infrazione, che chiedono la riduzione della caccia sotto il profilo delle deroghe e dei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli selvatici, ma solo il gioco scorretto di chi, non riuscendo a cambiare la legge nazionale dalla ?porta? del testo Orsi, ci prova dalla ?finestra? della legge Comunitaria. E? allora opportuno ricordare che per il regolamento della legge Comunitaria alla Camera dei Deputati, come rimarcato dal Presidente della Commissione Agricoltura on. Paolo Russo, ?sono inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi recanti modifiche di discipline vigenti per le quali non si presentino profili di incompatibilità con la normativa comunitaria?. E? esattamente il caso degli emendamenti che propongono l?allungamento della stagione venatoria ed è il caso dell?articolo 43, approvato al Senato, che ha cancellato i limiti massimi 1 settembre ? 31 gennaio per la stagione venatoria. Persevera quindi l?azione di mera propaganda filovenatoria da parte di gruppi di parlamentari, che stanno agendo sulla pelle degli animali e a discapito dell?Italia e degli italiani, considerato che alla ormai scontata condanna che presto giungerà dalla Corte di Giustizia Europea, per troppa e cattiva caccia, potrebbe aggiungersene subito un?altra, per violazione dell?articolo 228 del Trattato europeo, con multe e altre pesanti sanzioni economiche. La Camera dei Deputati e il Governo hanno dunque il dovere di bloccare questo vergognoso e dannoso tentativo, modificando l?articolo 43 della legge Comunitaria, a partire dal reinserimento dei limiti 1 settembre ? 31 gennaio per la stagione di caccia, ovvero sopprimendo l?articolo, per predisporre, al riparo da blitz e trucchetti vari, l?adeguamento italiano alle richieste europee in tema di tutela della fauna.?


ANSA AMBIENTE

18 MARZO 2010

 

CACCIA: AMBIENTALISTI, ORA PDL E LEGA HANNO GETTATO LA MASCHERA

 

ROMA - ''Con gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati da alcuni deputati di Lega e Pdl e' finalmente esplicito quello che abbiamo denunciato da tempo: dietro ai reiterati tentativi di modificare la legge 157/92, attraverso la legge Comunitaria 2009, non c'e' alcuna intenzione di rispondere alle procedure di infrazione europee ma solo il tentativo di allungare la stagione di caccia, lanciando messaggi strumentali utili alla campagna elettorale tra i cacciatori''. Lo affermano le associazioni Amici della Terra, Animalisti italiani, Associazione Vittime della caccia, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, No alla caccia, Vas, Wwf Italia a proposito di due emendamenti, primi firmatari Pini (Lega) e Biava e Rossi (Pdl) che prevedono l'estensione della stagione di caccia ai mesi di agosto e febbraio. ''Cade definitivamente la maschera che nascondeva il vero motivo dei reiterati blitz di cui e' stata oggetto in questi mesi la legge Comunitaria 2009 e che, per fortuna, sono stati finora respinti dal voto bipartisan della Camera dei Deputati. Nessun sincero proposito di rispondere alle procedure di infrazione, che chiedono la riduzione della caccia sotto il profilo delle deroghe e dei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli selvatici, ma solo il gioco scorretto di chi, non riuscendo a cambiare la legge nazionale dalla ''porta'' del testo Orsi, ci prova dalla 'finestra' della legge Comunitaria. ''E' allora opportuno ricordare - sottolineano gli ambientalisti - che per il regolamento della legge Comunitaria alla Camera dei Deputati, come rimarcato dal Presidente della Commissione Agricoltura Paolo Russo, 'sono inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi recanti modifiche di discipline vigenti per le quali non si presentino profili di incompatibilita' con la normativa comunitaria'. E' esattamente il caso degli emendamenti che propongono l'allungamento della stagione venatoria ed e' il caso dell'articolo 43, approvato al Senato, che ha cancellato i limiti massimi 1 settembre - 31 gennaio per la stagione venatoria.

 

giovedì 18 marzo 2010

prov. Brescia -Strangola una volpe con un laccio e la finisce a fucilate nel cranio

BRESCIA OGGI

17 MARZO 2010

Strangola una volpe con un laccio e la finisce a fucilate nel cranio

BAGNOLO (BS). Le guardie Wwf sorprendono un cacciatore spietato

Bagnolo Mella (BS) - Caccia in periodo di divieto, utilizzo di mezzi vietati e violazione della legislazione sulle armi per l'uso di un fucile non suo. La denuncia plurima a carico di un cacciatore di Bagnolo Mella sorpreso dalle guardie venatorie del Wwf è significativa, ma non rende l'idea di cosa il signore in questione ha realizzato prima di essere scoperto nella prima mattinata di domenica.
In sintesi, l'uomo aveva piazzato nella campagna vicina alla propria cascina un vietatissimo laccio metallico con il quale aveva catturato una volpe: l'animale era stato straziato ma non ancora ucciso dalla trappola, e così il denunciato lo ha finito sparandogli nel cranio alcuni colpi di fucile ?Flobert?. Il tutto, dicevamo, fuori dalla stagione di caccia e con un'arma non sua ma di proprietà del figlio .
I volontari hanno scoperto la vicenda proprio udendo gli spari, a margine di un controllo su uno stagno artificiale che si trova nelle vicinanze e teatro sistematico di abbattimenti illegali di fauna acquatica.
La storia è finita con il tempestivo intervento dei carabinieri di Bagnolo, che hanno effettuato sequestri penali (dell'arma, del laccio e della volpe uccisa) e verbalizzazione.
E sempre domenica e a Bagnolo, ma nel pomeriggio, gli stessi agenti del Wwf (che offrono il numero telefonico 328-7308288 per eventuali segnalazioni, anche anonime) hanno sorpreso un altro cacciatore che usava una gabbia-trappola (vietata) con un pettirosso (protetto) come ?esca?. E ancora una volta i carabinieri hanno sequestrato il tutto insieme a due merli e tre pispole.