Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?
Al cuore del problema
COSA DICE LA LEGGE:
Secondo la normativa vigente i sindaci sono responsabili per i cani vaganti nel territorio del Comune che amministrano.
Al fine di curare i cani presenti nel suo territorio, i Comuni ricevono finanziamenti da parte dello Stato centrale (pagati da noi cittadini mediante le tasse) per cui gli stessi sono tenuti a predisporre le strutture per risolvere il problema del randagismo e a finanziarle con i denari a ciò destinati.
LA SOLUZIONE MIGLIORE:
Le Associazioni senza scopo di lucro costituiscono i migliori soggetti per la gestione del canile in quanto, agendo senza scopo di lucro, danno maggiori garanzie sul fatto che i denari ad esse corrisposti dal Comune siano effettivamente destinati alla migliore cura del cane.
QUELLO CHE ACCADE NORMALMENTE:
L'affidamento ai gestori privati è invece assai pericoloso in quanto gran parte degli stessi sono tentati dal non garantire buone condizioni di vita o la stessa sopravvivenza dei cani ospitati nel canile al fine di massimizzare i guadagni.
A mero titolo di esempio, vi segnaliamo che sono numerosi i Comuni che hanno stipulato convenzioni con gestori privati per l'affidamento agli stessi della gestione dei canili a seguito di gare di appalto vinte con aste fortemente al ribasso. Sono numerosi gli esempi di gestori che hanno vinto con offerte che prevedano il mantenimento del cane per soli 70 centesimi di euro al giorno! 70 centesimi con cui il gestore dovrebbe pagare il cibo per il cane, le cure mediche, parte delle spese di gestione (operai, luce, acqua etc.) e, addirittura, ricavarci qualcosa per vivere.
Appare del tutto evidente, quindi, che in tali casi il benessere del cane non potrà di certo essere garantito.
IL BUSINESS DEL RANDAGISMO: 500 MILIONI DI EURO ALL'ANNO
Parecchi imprenditori privati hanno nella gestione dei canili una vera miniera d'oro. Si tratta spesso di delinquenti o persone senza scrupoli capaci di creare importanti connivenze con istituzioni che dovrebbero controllare.
Il business del randagismo in Italia genera un fatturato annuale di circa 500 milioni di Euro. 500 milioni di euro pagati dai contribuenti che spesso sono oggetto di vere e proprie truffe da parte dei gestori ai danni dei Comuni e, quindi, di chi paga le tasse.
IL CUORE DEL PROBLEMA:
Nella maggioranza dei Comuni poi la domanda d'ingresso dei cani supera largamente l'offerta di posti in canile, con la conseguenza che per ogni cane morto o fatto adottare, sono pronte altre due richieste di accalappiamento e che chi volesse speculare riesce a percepire sempre e comunque il suo guadagno su un numero garantito di cani. Alla minima spesa sul singolo animale corrisponde il massimo guadagno in termini di utile.
Così che si assiste spesso ad insufficienza di personale, mancanza di lavoratori qualificati, minimi spazi nei box, in cui i cani superano il numero di 3 animali, arrivando anche ad essere 15 o più, senza tenere in alcun conto la loro compatibilità (la prima causa di morte in canile è lo sbranamento!!!!).
Per non parlare delle speculazioni che si realizzano attraverso l'accalappiamento degli animali e lo smaltimento delle loro carcasse che crea un circolo vizioso per cui prima muore un cane prima si guadagna sullo smaltimento della sua carcassa e sull'accalappiamento del nuovo cane che lo sostituisce.
LA CONNIVENZA:
Altro fenomeno che acuisce il problema è la forte connivenza tra chi dovrebbe controllare e chi è controllato. Accade sovente nei Comuni più piccoli (ma non solo) che il Sindaco (che affida la gestione del canile), i responsabili della ASL (preposti al controllo) e il gestore del canile (colui che dovrebbe essere controllato) siano amici, compagni di merende o, addirittura, parenti.
Appare evidente come in queste situazioni sia realmente impossibile far rispettare la legge e far garantire il benessere dei cani ospitati nei canili.
LA SOLUZIONE:
Ciò non accadrebbe se i Comuni provvedessero come per legge alla costruzione e risanamento delle proprie strutture e soprattutto ne affidassero la gestione ad Associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che diano garanzie di controllo, di apertura al pubblico e di trattamento secondo parametri di benessere misurabili molto elevati.
L'ACL – Associazione Canili Lazio Onlus da anni combatte il fenomeno del randagismo. Perché il canile deve essere un punto di partenza per una nuova vita alla quale arrivare attraverso l'adozione e non un punto di arrivo in cui morire.
Abbandono : condanna a morte
lunedì 12 luglio 2010
prov. Treviso - Sparano contro il gatto E caccia ai tiratori
Mattia quel che resta di un maltese
intenta ad acquistare del mangime....decellero con l'auto e con la coda
dell'occhio vedo , una busta bianca, un groviglio di lana...legato ad
un paletto che delimitava la zona dei lavori in corso...
No! NoN era
una busta , ne' lana buttata via! Era un cagnolino che si rotolava su
se stesso, per grattarsi e ...urlava....guaiva...mi son fermata e con
quella stessa corda l'ho portato a piedi dal primo tolettatore!
Mai
viste tante zecche e pulci vive e morte su di uno stesso cane, il pelo
era un manto aggrovigliato di nodi , zecche , feci e quant'altro si
possa solo immaginare! Ho chiesto al ragazzo toilettatore di ...tosare
quell'esserino, non capivo dove cominciasse e dove finisse! Anche lui
scioccato ed incredulo....
Detto fatto !! Dal groviglio di un tutto...
ne e' uscito un maltesino, dal veterinario la sorpresa...
L'occhio Dx
nn si apriva , cosi' dilatando l'occhio...ne sono usciti due proiettili
da cacciatore ...quell'occhietto nn vedra' piu'!!!
E sul corpo,
escoriazioni di ogni genere, altri piccoli proiettili tra il pelo e
sotto la pelle, escoriazioni di ogni genere, dermatite da pulci....la
coda ripiegata a causa dell'aggrovigliarsi del pelo presenta delle
spaccature ...impressionanti!
ed ancora, l'orecchio che gli faceva
male....4 forasacchi, prontamente tolti....il timpano perforato...
quell'orecchio nn sentira' piu'!!! Nella speranza di una
ricicatrizzazione spontanea.........
Sono tecnica in questa mia!..Per
quanto mi e' possibile apprendere dai veterinari!
Sono stanca di ....
spiegare , fotografando un momento che chi legge dovrebbe provare, ma
per provare dovrebbe viverlo!!! nn la pena , ma la rabbia!!! Non
vendetta ma giustizia!
Malti' e' dolce, tanto dolce, affettuoso e
coccolone e si e' unito al gruppo di casa mia.....e' sotto cura
antibiotica, clindamicina vibravet etc etc....
PER INF. E ADOZIONI
MENA 393 79 66 788
memedog@libero.it
PER CHI VOLESSE CONTRIBUIRE NELLE
SPESE, DI QUESTO E...PIU' CANI, PUO' FARE VERSANDO paypost N. 4023 6004
6247 2624 intestata a Filomena D'agostino
OPPURE , DIRETTAMENTE SUL
CONTO CORRENTE DELL'ASSOCIAZIONE
Associazione Progetto Virginia c/o
Monte dei Paschi di Siena - ag. Sant'Angelo
Lodigiano COD. IBAN: IT 93
E 01030 33760 000000093852
Grazie infinite a tutti!
Mena
domenica 4 luglio 2010
prov. di Udine, gattina impallinata e uccisa
Trieste, gatti impallinati, assolto il proprietario del fucile
mercoledì 30 giugno 2010
Reato di ostruzionismo alla caccia?
venerdì 11 giugno 2010
CANI PER CACCIA PRIGIONIERI NEL CAMION
8 GIUGNO 2010
CANI PER CACCIA PRIGIONIERI NEL CAMION
Polstrada denuncia il conducente, Capogreco (Enpa): �Speriamo nella confisca�. In venti senza acqua e cibo scoperti nel sottofondo: trasporto illecito. Terza operazione degli agenti nell'aretino.
Venti, belli, forti, anche cuccioli. Gli agenti della Polstrada di Battifolle (Arezzo) li hanno trovati nel sottofondo di un camion: al buio, ammassati vicino alle ruote, senza cibo e senza acqua; sporchi. Sembrava un controllo qualsiasi sull�Autosole quello operato dai poliziotti. Sembrava. Invece i poliziotti hanno avuto buon fiuto e hanno fatto la scoperta. Dopo essere stato pizzicato, l�autista del mezzo è stato denunciato, il traffico illecito stroncato. Allertata
Poi la scoperta di ieri con diversi cuccioli ammassati in un sottofondo del camion, destinati a chissà quale piazza. Animali come merce, trattati (maltrattati) Interpellata, l�Enpa di Arezzo, per bocca della presidente Sandra Capogreco, ringrazia �
prov. di Verona, gatta impallinata
�Ha la coda da amputare ed è a rischio amputazione anche una zampa per la presenza di larve di mosche che hanno causato una grave infezione all�arto. Ha subito la frattura della tibia e del metarso e frattura della coda e dei metacarpi dell�arto anteriore. � arrivata in forte stato di shoc, quasi morta�, spiega il veterinario Stefano Fertonani, che dirige la clinica �Verona-Lago� a Lazise, pronto soccorso per animali aperto 24 ore, tutti i giorni.
E di gatti �sparati�, ne ha visti tanti. Clara è stata trovata dalla padrona martedì: non era tornata a casa la sera prima, nel parco pubblico denominato �parco della baita degli alpini�, vicino alla chiesa in pieno centro. Qualcuno, pare, si sia �divertito� a spararle con due armi diverse, forse è l�opera di due persone: nella tibia dell�arto posteriore della gatta, la radiografia mostra un grosso pallettone, probabilmente da caccia, mentre nelle zampine anteriori, la lastra mostra una rosa di piccoli pallini, tipici dei flobert. Il reato (tale è per la legge) si aggrava, se si calcola che le è stata data la caccia in un parco pubblico e in una via frequentata da bambini e persone.
�Nel giorno prima, nel parco, c�è stata una festa di compleanno di ragazzini. Non è la prima volta che succede�, spiega la proprietaria di Clara. �Sono convinta di sapere di chi si tratti�, dice la donna: �proprio quella persona avrebbe anche ammesso di andare a sparare nel parco per uccidere i topi. Un mio vicino che ama gli animali gli ha parlato ma non è servito. Credo sia la stessa persona che nel 2007 a sparare al mio gatto �Speedy�, scomparso poi un anno fa in circostanze sospette. Anche lui aveva gli stessi pallini nel muso: è stato operato e salvato e dalle radiografie è emerso che ne aveva altri in corpo di vecchia data�.
L�odissea della signora Bendazzoli sembra non finire mai. �Il 9 maggio scorso, hanno sparato nell�occhio a un altro mio gatto maschio, Alessandro, e ora il 31 maggio, alla micia. Io amo i gatti, ne ho adottato cinque nell�estate del 2007. Il primo è stato colpito davanti alla porta di casa: ho sentito dei botti verso le sei di sera, sono uscita e ho visto il gatto sanguinante. La via è anche trafficata: ci sono bambini in bicicletta, tra cui mio figlio, c�è un parcheggio e il parco pubblico di fronte�. �Nei casi precedenti�, continua Bendazzoli, �ho segnalato i fatti ai vigili di Castelnuovo e ai carabinieri di Peschiera, che hanno fatto controlli confermando come a casa di questa persona vi siano armi da caccia e flobert. I vigili mi hanno scoraggiato però dal fare denuncia perch�, dicono, se il responsabile non è colto sul fatto, non si può fare nulla. Ma come facciamo? Non si mettono di certo a sparare davanti a noi. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo subire e vedere i nostri animali feriti o ammazzati dalla cattiveria di qualcuno?�, conclude amareggiata e arrabbiata la donna.
sabato 22 maggio 2010
prov. di Ancona, maltrattava la cagnetta, cacciatore condannato
L�uomo durante una battuta di caccia sul monte San Vicino, aveva smarrito la cagnetta Lea, un segugio di razza di 2 anni, un cane il cui valore supererebbe i 20.000 euro. Era stata ritrovata qualche giorno dopo, spaventata, affamata e disorientata. Portata al canile di Jesi, la Procura ha disposto il sequestro dell�animale, nonostante avesse il microchip di identificazione. Sottoposto a perizia da un veterinario comportamentalista, è emerso che il segugio presentava tutte le caratteristiche comportamentali alterate. Il giudice ha condannato il suo padrone per maltrattamenti, ma lui ha sempre respinto ogni addebito. L�avvocato difensore Marco Fioretti annuncia il ricorso in appello. Oltretutto, nel corso del dibattimento era emersa l�ipotesi che il cane possa essere stato oggetto di un tentativo di appropriamento da parte di ignoti.
mercoledì 12 maggio 2010
Genova - Volevano sequestragli i cani, spara e ammazza due guardie zoofile
Le cause della sparatoria Si chiama Renzo Castagnola, aveva 65 anni, l'uomo che stamani ha sparato a due guardie zoofile, un uomo ed una donna, e si è poi suicidato a Sussisa. Nella sparatoria è rimasta ferita anche la moglie dell'uomo. Le guardie provinciali - Elvio Fichera e Paola Quartino - si erano presentate presso l'abitazione dell'uomo con un decreto, firmato dal pubblico ministero Piercarlo di Gennaro, di sequestro dei suoi cani da caccia in seguito a segnalazioni di maltrattamenti.
\"Prendo una penna\", ma torna armato Dopo aver ascoltato la lettura del decreto e delle contestazioni, al momento di firmare, l'uomo ha detto: \"Vado a prendere una penna\". E\` invece tornato armato e ha iniziato a sparare all'impazzata. La moglie, che si trovava sulla traiettoria è rimasta ferita. Sul luogo erano presenti anche vigili urbani e carabinieri che sono riusciti a mettersi in salvo. Castagnola aveva un porto d'armi per armi da caccia e, secondo le prime informazioni, faceva parte di una squadra per le battute di caccia al cinghiale.
Le vittime Paola Quartini aveva 55 anni ed era di Camogli (Genova). Era una guardia zoofila volontaria iscritta alla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Genova. Elvio Fichera, 72 anni di Genova, era anch'egli guardia zoofila volontaria iscritto all'associazione Amici Animali Abbandonati di Genova. Negli ultimi mesi si era occupato del caso del cinghiale \"Piero\", adottato dagli abitanti di un quartiere sulle alture genovesi in cui entrava per frugare tra i rifiuti. Fichera era vedovo ed aveva due figli. L'assassino, Renzo Castagnola, di 58 anni, era residente a Sori ed era molto conosciuto negli ambienti venatori del Levante genovese.
mercoledì 5 maggio 2010
Mattanza per pochi chili di carne
Bracconaggio: ignoti uccidono daini a sprangate
VARESE NEWS
3 MAGGIO 2010
Bracconaggio: ignoti uccidono daini a sprangate
Ammazzata una femmina gravida, scomparso un maschio della stessa specie: è successo in un'azienda agricola-allevamento nel bosco del Rugareto. "Una barbarie"
Gorla Minore (VA) - Fatto di sangue in un'azienda agricola-allevamento del Bosco Rugareto di Gorla Minore. All'alba di sabato ignoti, probabilmente due o tre persone, sono entrati di soppiatto nell'azienda agricola Chato dove hanno ucciso una femmina di daino, gravida, lasciandola sul posto, e portato via un maschio della stessa specie. Il fatto è stato denunciato ai Carabinieri della locale stazione e alla Forestale.
A raccontare l'episodio è Antonella Ghidini, proprietaria dell'azienda. ?La mattina del primo maggio mi ero recata presto in azienda per dare da mangiare ai cani, che teniamo separati dai daini. Saranno state le sette e mezza, quando ho visto fuori dal recinto un animale, e ho subito riconosciuto la nostra femmina riversa a terra, sventrata. Intorno c'era sangue dappertutto?. Probabilmente lo stato di gravidanza della bestia ha indotto gli ignoti assalitori, entrati forzando un lucchetto dell'accesso, a lasciarla sul posto, portandosi invece via il maschio, non si sa se vivo e legato, per rivenderlo, o morto, per farcisi una grigliata e "solennizzare" a modo loro la festività. ?Vista la situazione sono andata subito alla caserma dei carabinieri di Gorla Minore, senza toccare nulla per non alterare la scena del crimine, e ho sporto denuncia. Poi con i militari sono tornata sul posto, e ho potuto verificare tra l'altro che la femmina era morta da poco, forse un'ora e mezza, era ancora calda e non si era ancora irrigidita?. Intorno vi erano altri animali morti: oche, galline, ?vittime collaterali? , dice Ghidini, di quello che deve essere stato un inseguimento molto movimentato, probabilmente attuato da più persone, organizzatesi per dare la caccia ad animali veloci e muniti di robuste corna. ?Abbiamo rinvenuto dei tondini di ferro zigrinato da costruzione, hanno colpito con quelli le bestie alla testa. Una cosa veramente barbara, una violenza gratuita, non siamo nemmeno al bracconaggio ma a qualcosa di peggio?. I ladri, sgozzata la femmina, stavano per scuoiarla ma accortisi che era gravida l'hanno lasciata lì. Si sono quindi lavati del sangue in un secchio. ?Una barbarie anche perchè questo è un posto da cui la gente nei fine settimana passa, anche i bambini, aspettavamo proprio la nascita del piccolo. Ora devono avere paura a passare da questi boschi??. Dall'azienda mancava anche una carriola, presumibilmente usata dai ladri per portarsi via l'altro animale. La proprietaria ha sciolto i suoi cani che fiutando una pista si sono diretti verso la provinciale 21 per Cislago, che corre qualche centinaio di metri a sud. Un fatto simile non si era ancora registrato al bosco del Rugareto, dove l'allevamento Chato è attivo da tre anni, e lascia interdetti. Se in tempi antichi di fame e miseria diffusa, fino a cent'anni fa, il furto campestre (di frutta o animali) era diffusissimo, l'accaduto appare di una violenza preoccupante. Difficile capire chi possa essere arrivato a tanto: di certo si tratta di qualcuno che aveva preventivamente "studiato" l'obiettivo, tanto da sapere come erano separati i recinti, e che comunque non avrebbe avuto nulla da temere dai cani. Di più, di qualcuno che potrebbe avere una qualche preventiva esperienza di caccia. Un po' poco per fare ipotesi. Quel che invece è certo è che nella zona, anche in anni passati, non erano del tutto ignoti atti di bracconaggio ai danni di queste specie.
mercoledì 28 aprile 2010
Avvistato all'Asinara un delfino con un arpione conficcato in testa
prov. di Lodi: gatto impallinato nel giardino di casa
lunedì 19 aprile 2010
Modena: cane ucciso a fucilate
Il fatto e' accaduto ieri sera alle 19,30 a Villavara di Bomporto nel modenese. L'uomo che ha sparato e' un 75enne. Ha imbracciato il suo fucile da caccia mirando all'animale, un pastore tedesco. Il proprietario del cane, un 27enne di Bomporto, e i vicini dell'anziano hanno chiamato sul posto i carabinieri che hanno sequestrato al pensionato i suoi tre fucili da caccia. Tutti erano detenuti regolarmente.
venerdì 9 aprile 2010
prov. di Verona: randagina impallinata
L'ARENA GIORNALE DI VERONA
9 APRILE 2010
CAVAION (VR). Ƞil quarto episodio nel giro di pochi giorni: le lastre fatte dal veterinario mostrano ben 5 proiettili nel corpo
Tiro al bersaglio contro i gatti Impallinata la randagia Rossa
In via Berengario è strage di felini Stavolta, grazie all?intervento della famiglia Andreazza, l?animale è stato curato e salvato
Cavaion (VR) - Strage di gatti in via Berengario, la strada che dal municipio scende verso la rotonda in direzione Bardolino. Ƞun quartiere molto popolato e con alta densità di abitazioni. Lì, qualcuno, con sadismo, si diverte a sparare ai gatti con il ?flobert?, il fucile ad aria compressa che spara pallini di piombo.
La ?Rossa? è il quarto gatto impallinato in poco tempo nei giardini dietro le case che si affacciano sulla via. Probabilmente la gattina ce la farà ma altri due sono morti ed un quarto vive con due degli stessi pallini in corpo.
La signora Lucia Duello, 53 anni, insegnate di scuola materna, abita con il marito Giorgio Andreazza e la figlia Alessia in una di queste palazzine affiancate le une alle altre, lungo la via. Con la famiglia vive anche Whisky, un gattone dagli occhi azzurri. Loro, sebbene non siano i proprietari dei gatti che vivono in cattività, si prendono cura anche di Puzzo e della Rossa, portandogli tutti i giorni del cibo.
?Il giorno di Pasqua?, spiega Lucia, ?mio marito è sceso alle otto come tutti i giorni per portare da mangiare ma
Lucia continua: ?Al controllo radiografico i dottori hanno scoperto che aveva 5 pallini in corpo e non si poteva sapere se sarebbe sopravvissuta o meno?.
La famiglia Andreazza mostra la radiografia del torace di Puzzo, con i due pallini impiantati con cui convive da due anni. ?In luglio?, racconta Lucia, ?la mia vicina ha trovato il suo gatto agonizzante. Non ha fatto in tempo ad arrivare dal veterinario qua a Cavaion, come è arrivata è morto. Aveva questi stessi pallini. La settimana scorsa, il 31 marzo, è stato trovato morto un altro gatto randagio, con la bava alla bocca anche lui, sempre qua sotto. Ed ora il giorno di Pasqua hanno sparato anche alla Rossa?.
Martedì Lucia è andata a sporgere denuncia sia alla polizia locale che ai carabinieri di Cavaion, dopo aver chiamato l?ente protezione animali di Verona per segnalare i fatti. L?Enpa infatti era già intervenuto 4-5 anni fa, sempre su segnalazione della famiglia, quando si era formata la colonia di gatti dalla quale sono nati anche Puzzo e
?Abbiamo voluto denunciare anche pubblicamente la vicenda, perch頍 se nessuno fa niente qua la strage continua. Ora attendiamo il ritorno della Rossa, sperando che azioni così spregevoli non si ripetano e che i responabili si sentano almeno feriti allo stesso modo di questi poveri gatti che non fanno male a nessuno?, conlude Lucia Duello, che ora deve anche sobbarcarsi il conto della clinica veterinaria.
giovedì 8 aprile 2010
prov. Lucca - Bracconieri al lavoro
NOTIZIARIO ITALIANO
8 APRILE 2010
Ecco fino a dove può spingersi l'ingegno dell'uomo
Scoperto nuovo tipo di trappola! Bracconieri fermati prima del possibile massacro
LUCCA - I bracconieri sono un male difficile da estirpare. Ogni giorno
E' di poco fa la notizia che
Una buca, alcuni bastoni appuntiti, resti di mele, bucce d'arancia e rami secchi per ricoprire il tutto. Ecco fino a dove si è spinto l'ingegno dei bracconieri. Il metodo era semplicissimo. Gli animali si avvicinavano al luogo attratti dall'odore del mangime e poi i rami secchi ed il peso della povera bestiola faceva il resto.
Stabilire chi abbia posizionato lì quell'ingegno malefico non è cosa facile. Resta comunque una consolazione.
La trappola per fortuna è stata scoperta prima che un animale innocente divenisse preda di un animale colpevole.
IL TIRRENO
6 APRILE 2010
Una buca con lance acuminate per catturare gli animali
Provincia di Lucca - DIECIMO. Una trappola mortale per gli animali. Una buca profonda alcuni metri e in fondo alla quale erano stati piantati pezzi di legno appuntiti, di fatto delle lance in grado di ferire e di provocare la morte di animali dopo atroci sofferenze, è stata scoperta lungo il greto del Serchio a Diecimo. Sono stati alcuni cittadini a notarla e subito ci si è resi conto che quella buca rappresentava un grande pericolo non solo per gli animali ma anche per le persone, in particolare i bambini. Davvero è meglio non pensare a cosa sarebbe potuto accadere se un piccolo vi fosse finito dentro. Gli incoscienti che l?hanno realizzata probabilmente non ci hanno pensato. Le lance sono state tolte da qualcuno e sono state state lasciate di fianco alla buca in modo da non costituire pericolo e sul posto è intervenuta anche la polizia provinciale. Gli agenti in fondo alla buca hanno rinvenuto resti di cibo, frutta e granturco, che sarebbero dovuti servire ad attirare la selvaggina. Una volta caduti nella buca gli animali sarebbero rimasti infilzati nei pali acuminati e sarebbero morti dopo inimmaginabili sofferenze. In questo tratto del lungofiume passano soprattutto caprioli e forse erano proprio loro l?obiettivo di chi ha scavato quella buca.
IL TIRRENO
6 APRILE 2010
Trappola sul fiume
BORGO A MOZZANO (LU). Una buca profonda alcuni metri e in fondo alla quale erano stati piantati pezzi di legno appuntiti, di fatto delle lance in grado di ferire e di provocare la morte di animali dopo atroci sofferenze, è stata scoperta in Garfagnana lungo il greto del Serchio a Diecimo, nel comune di Borgo a Mozzano. Un pericolo anche per le persone.
mercoledì 31 marzo 2010
prov. Sondrio - Uccidono cervo: nel bosco lasciano la pelle e le zampe
Le condizioni dei resti hanno fatto pensare a un'azione avvenuta a metà settimana. Non è detto che la cattura dell'animale sia avvenuta proprio in quel luogo: forse la bestia, dopo essere stata uccisa, è stata abbandonata in un punto differente, magari per confondere le idee a chi sarà chiamato a raccogliere elementi utili per le indagini. La notizia si è diffusa in città e in particolare fra i cacciatori, suscitando una notevole amarezza. Secondo quanto riferito in occasione di eventi analoghi avvenuti in passato, molto spesso gli autori di queste non hanno nulla a che vedere con il mondo della caccia.
domenica 21 marzo 2010
prov. di Pisa: gatto accecato da una fucilata
LEGA E PDL CHIEDONO CACCIA AD AGOSTO!
Animalieanimali
19 MARZO 2010
LEGA E PDL CHIEDONO CACCIA AD AGOSTO!
Presentato emendamento alla Camera nella "Comunitaria 2009" a prime firme Biava e Pini.
Con gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati da alcuni deputati di Lega e PDL è finalmente esplicito quello che abbiamo denunciato da tempo: dietro ai reiterati tentativi di modificare la legge 157/92, attraverso la legge Comunitaria 2009, non c?è alcuna intenzione di rispondere alle procedure di infrazione europee ma solo il tentativo di allungare la stagione di caccia, lanciando messaggi strumentali utili alla campagna elettorale tra i cacciatori?. Lo affermano le associazioni Amici della Terra, Animalisti italiani, Associazione Vittime della caccia, ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU, No alla caccia, VAS, WWF Italia a proposito di due emendamenti, primi firmatari Pini (Lega) e Biava e Rossi (PDL) che prevedono l?estensione della stagione di caccia ai mesi di agosto e febbraio. ?Cade definitivamente la maschera che nascondeva il vero motivo dei reiterati blitz di cui è stata oggetto in questi mesi la legge Comunitaria 2009 e che, per fortuna, sono stati finora respinti dal voto bipartisan della Camera dei Deputati. Nessun sincero proposito di rispondere alle procedure di infrazione, che chiedono la riduzione della caccia sotto il profilo delle deroghe e dei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli selvatici, ma solo il gioco scorretto di chi, non riuscendo a cambiare la legge nazionale dalla ?porta? del testo Orsi, ci prova dalla ?finestra? della legge Comunitaria. E? allora opportuno ricordare che per il regolamento della legge Comunitaria alla Camera dei Deputati, come rimarcato dal Presidente della Commissione Agricoltura on. Paolo Russo, ?sono inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi recanti modifiche di discipline vigenti per le quali non si presentino profili di incompatibilità con la normativa comunitaria?. E? esattamente il caso degli emendamenti che propongono l?allungamento della stagione venatoria ed è il caso dell?articolo 43, approvato al Senato, che ha cancellato i limiti massimi 1 settembre ? 31 gennaio per la stagione venatoria. Persevera quindi l?azione di mera propaganda filovenatoria da parte di gruppi di parlamentari, che stanno agendo sulla pelle degli animali e a discapito dell?Italia e degli italiani, considerato che alla ormai scontata condanna che presto giungerà dalla Corte di Giustizia Europea, per troppa e cattiva caccia, potrebbe aggiungersene subito un?altra, per violazione dell?articolo 228 del Trattato europeo, con multe e altre pesanti sanzioni economiche.
ANSA AMBIENTE
18 MARZO 2010
CACCIA: AMBIENTALISTI, ORA PDL E LEGA HANNO GETTATO LA MASCHERA
ROMA - ''Con gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati da alcuni deputati di Lega e Pdl e' finalmente esplicito quello che abbiamo denunciato da tempo: dietro ai reiterati tentativi di modificare la legge 157/92, attraverso la legge Comunitaria 2009, non c'e' alcuna intenzione di rispondere alle procedure di infrazione europee ma solo il tentativo di allungare la stagione di caccia, lanciando messaggi strumentali utili alla campagna elettorale tra i cacciatori''. Lo affermano le associazioni Amici della Terra, Animalisti italiani, Associazione Vittime della caccia, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, No alla caccia, Vas, Wwf Italia a proposito di due emendamenti, primi firmatari Pini (Lega) e Biava e Rossi (Pdl) che prevedono l'estensione della stagione di caccia ai mesi di agosto e febbraio. ''Cade definitivamente la maschera che nascondeva il vero motivo dei reiterati blitz di cui e' stata oggetto in questi mesi la legge Comunitaria 2009 e che, per fortuna, sono stati finora respinti dal voto bipartisan della Camera dei Deputati. Nessun sincero proposito di rispondere alle procedure di infrazione, che chiedono la riduzione della caccia sotto il profilo delle deroghe e dei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli selvatici, ma solo il gioco scorretto di chi, non riuscendo a cambiare la legge nazionale dalla ''porta'' del testo Orsi, ci prova dalla 'finestra' della legge Comunitaria. ''E' allora opportuno ricordare - sottolineano gli ambientalisti - che per il regolamento della legge Comunitaria alla Camera dei Deputati, come rimarcato dal Presidente della Commissione Agricoltura Paolo Russo, 'sono inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi recanti modifiche di discipline vigenti per le quali non si presentino profili di incompatibilita' con la normativa comunitaria'. E' esattamente il caso degli emendamenti che propongono l'allungamento della stagione venatoria ed e' il caso dell'articolo 43, approvato al Senato, che ha cancellato i limiti massimi 1 settembre - 31 gennaio per la stagione venatoria.
giovedì 18 marzo 2010
prov. Brescia -Strangola una volpe con un laccio e la finisce a fucilate nel cranio
BRESCIA OGGI
17 MARZO 2010
Strangola una volpe con un laccio e la finisce a fucilate nel cranio
BAGNOLO (BS). Le guardie Wwf sorprendono un cacciatore spietato
Bagnolo Mella (BS) - Caccia in periodo di divieto, utilizzo di mezzi vietati e violazione della legislazione sulle armi per l'uso di un fucile non suo. La denuncia plurima a carico di un cacciatore di Bagnolo Mella sorpreso dalle guardie venatorie del Wwf è significativa, ma non rende l'idea di cosa il signore in questione ha realizzato prima di essere scoperto nella prima mattinata di domenica.
In sintesi, l'uomo aveva piazzato nella campagna vicina alla propria cascina un vietatissimo laccio metallico con il quale aveva catturato una volpe: l'animale era stato straziato ma non ancora ucciso dalla trappola, e così il denunciato lo ha finito sparandogli nel cranio alcuni colpi di fucile ?Flobert?. Il tutto, dicevamo, fuori dalla stagione di caccia e con un'arma non sua ma di proprietà del figlio .
I volontari hanno scoperto la vicenda proprio udendo gli spari, a margine di un controllo su uno stagno artificiale che si trova nelle vicinanze e teatro sistematico di abbattimenti illegali di fauna acquatica.
La storia è finita con il tempestivo intervento dei carabinieri di Bagnolo, che hanno effettuato sequestri penali (dell'arma, del laccio e della volpe uccisa) e verbalizzazione.
E sempre domenica e a Bagnolo, ma nel pomeriggio, gli stessi agenti del Wwf (che offrono il numero telefonico 328-7308288 per eventuali segnalazioni, anche anonime) hanno sorpreso un altro cacciatore che usava una gabbia-trappola (vietata) con un pettirosso (protetto) come ?esca?. E ancora una volta i carabinieri hanno sequestrato il tutto insieme a due merli e tre pispole.




