Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia

In questo blog potrai leggere e vedere le immagini della crudeltà e della cattiveria umana .
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?

Al cuore del problema

Ogni anno migliaia di cani vengono introdotti nei canili esistenti nel nostro Paese. Nei canili migliori solo alcuni riacquistano dignità attraverso l'adozione. In altri li aspettano malattie, sbranamenti o comunque la fine naturale della vita trascorsa dietro le sbarre. Il tutto con costi altissimi per le amministrazioni. Aiutateci a dire basta. Il fenomeno del randagismo si può controllare e sconfiggere.


COSA DICE LA LEGGE:
Secondo la normativa vigente i sindaci sono responsabili per i cani vaganti nel territorio del Comune che amministrano.

Al fine di curare i cani presenti nel suo territorio, i Comuni ricevono finanziamenti da parte dello Stato centrale (pagati da noi cittadini mediante le tasse) per cui gli stessi sono tenuti a predisporre le strutture per risolvere il problema del randagismo e a finanziarle con i denari a ciò destinati.


LA SOLUZIONE MIGLIORE:
Le Associazioni senza scopo di lucro costituiscono i migliori soggetti per la gestione del canile in quanto, agendo senza scopo di lucro, danno maggiori garanzie sul fatto che i denari ad esse corrisposti dal Comune siano effettivamente destinati alla migliore cura del cane.


QUELLO CHE ACCADE NORMALMENTE:
L'affidamento ai gestori privati è invece assai pericoloso in quanto gran parte degli stessi sono tentati dal non garantire buone condizioni di vita o la stessa sopravvivenza dei cani ospitati nel canile al fine di massimizzare i guadagni.

A mero titolo di esempio, vi segnaliamo che sono numerosi i Comuni che hanno stipulato convenzioni con gestori privati per l'affidamento agli stessi della gestione dei canili a seguito di gare di appalto vinte con aste fortemente al ribasso. Sono numerosi gli esempi di gestori che hanno vinto con offerte che prevedano il mantenimento del cane per soli 70 centesimi di euro al giorno! 70 centesimi con cui il gestore dovrebbe pagare il cibo per il cane, le cure mediche, parte delle spese di gestione (operai, luce, acqua etc.) e, addirittura, ricavarci qualcosa per vivere.

Appare del tutto evidente, quindi, che in tali casi il benessere del cane non potrà di certo essere garantito.


IL BUSINESS DEL RANDAGISMO: 500 MILIONI DI EURO ALL'ANNO
Parecchi imprenditori privati hanno nella gestione dei canili una vera miniera d'oro. Si tratta spesso di delinquenti o persone senza scrupoli capaci di creare importanti connivenze con istituzioni che dovrebbero controllare.

Il business del randagismo in Italia genera un fatturato annuale di circa 500 milioni di Euro. 500 milioni di euro pagati dai contribuenti che spesso sono oggetto di vere e proprie truffe da parte dei gestori ai danni dei Comuni e, quindi, di chi paga le tasse.


IL CUORE DEL PROBLEMA:
Nella maggioranza dei Comuni poi la domanda d'ingresso dei cani supera largamente l'offerta di posti in canile, con la conseguenza che per ogni cane morto o fatto adottare, sono pronte altre due richieste di accalappiamento e che chi volesse speculare riesce a percepire sempre e comunque il suo guadagno su un numero garantito di cani. Alla minima spesa sul singolo animale corrisponde il massimo guadagno in termini di utile.

Così che si assiste spesso ad insufficienza di personale, mancanza di lavoratori qualificati, minimi spazi nei box, in cui i cani superano il numero di 3 animali, arrivando anche ad essere 15 o più, senza tenere in alcun conto la loro compatibilità (la prima causa di morte in canile è lo sbranamento!!!!).

Per non parlare delle speculazioni che si realizzano attraverso l'accalappiamento degli animali e lo smaltimento delle loro carcasse che crea un circolo vizioso per cui prima muore un cane prima si guadagna sullo smaltimento della sua carcassa e sull'accalappiamento del nuovo cane che lo sostituisce.


LA CONNIVENZA:
Altro fenomeno che acuisce il problema è la forte connivenza tra chi dovrebbe controllare e chi è controllato. Accade sovente nei Comuni più piccoli (ma non solo) che il Sindaco (che affida la gestione del canile), i responsabili della ASL (preposti al controllo) e il gestore del canile (colui che dovrebbe essere controllato) siano amici, compagni di merende o, addirittura, parenti.

Appare evidente come in queste situazioni sia realmente impossibile far rispettare la legge e far garantire il benessere dei cani ospitati nei canili.


LA SOLUZIONE:
Ciò non accadrebbe se i Comuni provvedessero come per legge alla costruzione e risanamento delle proprie strutture e soprattutto ne affidassero la gestione ad Associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che diano garanzie di controllo, di apertura al pubblico e di trattamento secondo parametri di benessere misurabili molto elevati.

L'ACL – Associazione Canili Lazio Onlus da anni combatte il fenomeno del randagismo. Perché il canile deve essere un punto di partenza per una nuova vita alla quale arrivare attraverso l'adozione e non un punto di arrivo in cui morire.

Abbandono : condanna a morte

Abbandono  : condanna a morte
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mercoledì 16 giugno 2010

LUPO STRANGOLATO, ORRORE IN ABRUZZO

 
LEGGO ONLINE
14 GIUGNO 2010
 
LUPO STRANGOLATO, ORRORE IN ABRUZZO
 
 
 
Sulmona (AQ) - Un lupo di due anni trovato strangolato oggi alla periferia di Sulmona; due orse, una adulta di 5-7 anni e un cucciolo femmina di circa 18 mesi, morte l'altro ieri dopo che la piccola era caduta in una vasca d'acqua piovana e la madre aveva tentato di soccorrerla. I due episodi, dalle modalità diverse, ripropongono la necessità della tutela di queste specie, in particolare dell'orso bruno marsicano che conta solo 50 esemplari in Italia, mentre il lupo, con un migliaio di unità, è sicuramente meno a rischio. Il lupo è stato trovato morto lungo una strada: attorno al collo l'animale aveva ancora un laccio con il quale è rimasto strangolato. A trovarlo un contadino della zona quando, recandosi nel suo appezzamento di terreno, ha notato il lupo in mezzo alla strada. All'inizio era convinto che si trattasse di un cane, ma quando si è avvicinato, ha visto che si trattava della specie protetta e ha avvisato il Corpo Forestale. Dopo il sopralluogo, l'animale è stato trasportato nel Centro del lupo di Montecorvo del Corpo Forestale a Popoli da dove è stato portato all'Istituto Zooprofilattico di Teramo.
BRACCONAGGIO Sulla vicenda il Corpo Forestale di Sulmona ha avviato un'inchiesta in cui si ipotizza il reato di bracconaggio contro specie protette. �Fatti del genere sono sempre molto gravi - commenta il direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Vittorio Ducoli - ma in genere non sono diretti contro i lupi, bensì possono essere faide tra cercatori di tartufi, come pure trappole per catturare ungulati�. Ducoli ricorda che la popolazione di lupi in Italia ammonta a 1000 esemplari: nel Parco d'Abruzzo se ne contano 50, divisi in 8 branchi. A preoccupare maggiormente i naturalisti è la morte delle due orse: le carcasse di due orse sono state recuperate sabato nella zona di protezione esterna del parco Nazionale d'Abruzzo. Gli animali erano in una vasca per la raccolta dell'acqua piovana a Serralunga di Villavallelonga (L'Aquila). Il Wwf ha denunciato che le vasche erano incustodite: �Lasciare vasche incustodite del tipo in cui sono finiti i due orsi - osserva ancora Rocco - per la fauna selvatica è certamente una trappola mortale. I pascoli appenninici sono purtroppo sempre più soffocati da una invadente avanzata di bovini e cavalli che tolgono spazio alla fauna selvatica. Per salvare l'orso marsicano, gioiello della biodiversità italiana, serve una strategia complessiva� conclude l'esponente Wwf, a giudizio del quale �non bastano i piani di azione assunti dai Ministeri e dagli altri enti territoriali, serve un serio intervento e soprattutto risorse concrete�.

giovedì 13 maggio 2010

prov. di l'Aquila: strage di cani

IL CENTRO

11 MAGGIO 2010

Strage di cani pastori abruzzesi sui monti Avvelenati con polpette alla stricnina

Mario Lucci

COLLARMELE (AQ). I bocconi avvelenati fanno strage di cani pastori abruzzesi. Sono almeno sei i casi scoperti a nord della Piana del Fucino, in particolare in prossimità di Fonte Citura. Su quanto avvenuto sono in corso accertamenti. Nonostante il tempestivo intervento dei proprietari, i cani sono morti dopo un atroce agonia. Gli sconosciuti hanno abbandonato i bocconi nelle località in cui vengono portate le greggi in questo periodo. Per uccidere i cani di razza pastore abruzzese sono stati utilizzati degli antiparassitari. Forse stricnina. Un duro colpo per alcuni pastori marsicani che chiedono maggiori controlli per evitare il ripetersi di simili episodi. ?Come se non bastassero i randagi che spesso assalgono le bestie al pascolo?, affermano i proprietari, ?adesso ci si mettono pure coloro che hanno deciso di fare una strage di cani di razza. Una situazione del genere non è più sostenibile?. La zona in cui sono stati avvelenati i cani rientra nel Parco Velino Sirente. Non è la prima volta che sui monti a nord del Fucino si verifica una strage di cani.

venerdì 26 marzo 2010

prov. di AQ: poligono di tiro clandestino cani utilizzati come bersagli

 

IL CENTRO

24 MARZO 2010

 

Nel poligono di tiro clandestino

 cani utilizzati come bersagli

 

AVEZZANO (AQ). Un poligono clandestino dove chi spara usa come bersaglio anche i cani. Nell?ex cava sul monte Salviano, a poche centinaia di metri dal Santuario della Madonna di Pietraquaria, una carcassa di cane ammazzato a colpi di fucile è circondata da rovi, bossoli e ossa di altri animali forse uccisi allo stesso modo. Un orecchio e due dita di plastica sono ciò che resta delle sagome di manichini, tra cocci di bottiglia e tiri al bersaglio. Un gruppo di escursionisti ha segnalato al Centro la presenza del poligono.

 

**

Cani uccisi nel poligono illegale

 

Roberto Raschiatore

 

AVEZZANO (AQ). La carcassa del cane ammazzato è circondata da rovi, bossoli di pistole e ossa di altri animali forse uccisi allo stesso modo. Un orecchio e due dita di plastica sono ciò che resta delle sagome di manichini utilizzati come bersagli. Tutt?intorno centinaia di cartucce. Ecco il poligono di tiro clandestino sul monte Salviano.  La stretta strada per arrivarci si trova poco dopo il valico della Pietraquaria e porta verso il versante della frazione di Cese. Qui si incontra una vecchia cava. Ed è qui che un gruppo di escursionisti si è imbattuto nel poligono di tiro clandestino e ha segnalato la scoperta al Centro. Una scoperta inquietante. Chi frequenta l?ex cava utilizza armi di ogni tipo e qualsiasi calibro, come testimoniano le ogive dei proiettili e le cartucce. E per le ?esibizioni? si scelgono i bersagli più svariati. Così è stato ucciso un cane e così, forse, sono stati ammazzati altri animali (le ossa sono sparse in diversi punti). Un cane randagio che probabilmente ha avuto la malasorte di trovarsi a passare nella zona e che è stato scelto come bersaglio prima di venire selvaggiamente abbattuto. Ma nel poligono clandestino ci si imbatte anche in parti di manichini: un orecchio e un dito si trovano fra le rocce dell?ex cava del monte Salviano. Così come cocci di bottiglie, videocassette. Su alcune tavole ci sono fogli scaricati da un apposito sito Internet frequentato dagli amanti delle armi: raffigurano bersagli e punteggi. Si spara da una distanza di un centinaio di metri, con le armi puntate verso la parete della montagna. A terra persino gli appositi tappi per le orecchie, utilizzati per proteggersi dai rumori. Tutto sembra curato nei particolari in questa sorta di territorio western a due passi dal frequentatissimo santuario della Madonna di Pietraquaria, patrona della città di Avezzano. ?Ƞassurdo che possano esserci simili esibizioni di orrore in una zona tanto frequentata?, affermano alcuni escursionisti, ?senza dimenticare il pericolo che si può correre trovandosi a passare nella cava diventata poligono di tiro. Speriamo che qualcuno intervenga al più presto, anche per tutelare l?ambiente circostante?. L?appello è rivolto a Forestale e carabinieri. I frequentatori della vecchia cava rischiano reati che vanno dall?omessa custodia di armi all?esercizio illecito di poligono di tiro. L?area si trova fra l?altro all?interno della riserva naturale del Salviano, istituita con legge regionale nel 1999, ed è uno dei parchi più importanti a ridosso di una città (si estende per 722 ettari, dalla Valle Roveto al Parco Sirente-Velino). In questo ambiente vivono istrici, lepri, volpi, scoiattoli, poiane e grifoni. Specie protette in un?area dove si spara.

martedì 16 marzo 2010

prov. Chieti - Uccide un tasso con un ferro rovente

IL CENTRO

14 MARZO 2010

Uccide un tasso con un ferro rovente

Paola Calvano

VASTO (CH). Seviziato con un ferro arroventato. E? morto così, tra atroci sofferenze, un tasso finito ieri mattina nella mani di un anziano agricoltore. E? accaduto nelle campagne del quartiere Incoronata, alla periferia nord della città. Alla scena ha assistito una giovane che ha chiamato gli agenti della Forestale. Il pensionato è stato denunciato per maltrattamenti e sevizie a un animale protetto. Per il tasso, purtroppo, non c?è stato nulla da fare. Non è il primo n頬?ultimo animale ucciso barbaramente. Gli animalisti implorano una legislazione più severa allineata a quella di altri Paesi come Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti. Pene che riescano a scoraggiare e frenare la spirale di crudeltà e abusi sugli animali. Nessuno sa cosa ha spinto l?agricoltore ad infierire con brutalità sulla bestia che ha avuto la sola colpa di attraversare un terreno vicino alla casa dell?uomo. Forse l?anziano non ha capito neppure di avere catturato un animale protetto dalla legge quadro sulla caccia (la 968 del 27 dicembre 1977). La ragazza che lo ha scoperto chiamando la Forestale racconta di avere visto uccidere il tasso con un ferro arroventato. Quando gli agenti sono arrivati l?animale era agonizzante. Il comandante provinciale della Forestale, Nevio Savini , al momento preferisce non fare dichiarazioni. ?Voglio prima parlare con gli agenti intervenuti e leggere la loro relazione. Poi si vedrà?, afferma il dirigente. ?Di sicuro il tasso è un animale che non può essere cacciato n頵cciso: appartiene alla fauna selvatica italiana?.

venerdì 5 marzo 2010

prov. di Chieti: canile lager, 8 cani morti 18 in condizioni pietose

IL CENTRO

3 MARZO 2010

Canile lager, padrone denunciato per maltrattamenti

VASTO (CH). Otto cani morti e altri 18 in condizioni pietose. E? quanto hanno scoperto gli agenti della polizia municipale in un terreno alla periferia nord della città. Il proprietario dell?area è stato denunciato per maltrattamento di animali. Lui nega e si difende. Assicura di amare profondamente i cani e di avere deciso per questo di farli vivere in un recinto in aperta campagna. ?Purtroppo, abbiamo trovato alcuni esemplari con profonde ferite al collo. Altri debilitati. Otto cani si sono sbranati a vicenda?, afferma il comandante della polizia municipale, Ernesto Grippo , che ha disposto il sequestro degli animali affidandoli a persone esperte e che si prenderanno cura di loro. Il canile è stato scoperto durante un servizio di vigilanza nelle contrade.

martedì 2 marzo 2010

PESCARA: COLPI DI PISTOLA CONTRO DUE CANI, UNO E' MORTO

AGI
1 MARZO 2010
COLPI DI PISTOLA CONTRO DUE CANI, UNO E' MORTO
Pescara - Due cani sono stati aggrediti a colpi di pistola all'interno del cimitero di Pianella (Pescara). Uno dei due e' stato trovato morto circa un mese fa con una evidente ferita alla nuca, l'altro e' rimasto gravemente ferito, anch'esso alla nuca, ed e' stato trovato pochi giorni fa. I due cani erano stati abbandonati cuccioli circa 8 mesi fa nel cimitero e li' sono rimasti. A darne notizia e' stata oggi Carmelita Bellini, responsabile locale dell'Ente nazionale Protezione animali (Enpa). Proprio l'Enpa ha preso in cura il cane ferito, che ora e' sistemato all'interno del Dog Village di Montesilvano (Pescara). A seguito dell'intervento della Asl si e' stabilito - ha riferito Bellini - che il proiettile e' calibro 12 e il colpo e' stato sparato a distanza ravvicinata. La Asl ha sporto denuncia alla Procura contro ignoti. Bellini ha parlato di "un atto brutale".

mercoledì 13 gennaio 2010

L'Aquila - Camionista abbandona due cani sulla A24

Accosta l'autocarro sul margine della carreggiata e abbandona, in momenti successivi, due cani sull'autostrada. L'autore dell\`incivile e deprecabile gesto è un autotrasportatore di Fiamignano (Rieti) di 55 anni, che questa mattina è stato colto sul fatto, dalla polizia stradale di Carsoli, e poi denunciato per abbandono di animali.



L'episodio si è verificato sull'autostrada L'Aquila-Roma, in direzione ovest, nel territorio di Carsoli. Il camionista, che viaggiava a bordo di un autocarro Iveco, si è fermato sulla corsia di emergenza e in rapida sequenza ha letteralmente spinto fuori dall'abitacolo i due cani: un bassotto e un meticcio del tipo spinone. Mentre stava "disfacendosi" del secondo cane, spingendolo al di là dal guard-rail, l'autocarro è stato affiancato da una pattuglia della Polstrada e gli agenti hanno visto con i loro occhi cosa stava accadendo. A qualche metro di distanza, sul margine della carreggiata, inoltre stava passeggiando l'altro animale che l'uomo aveva abbandonato poco prima. Gli agenti hanno dapprima recuperato il bassotto, che poteva essere investito dai mezzi in transito sulla corsia autostradale, e rappresentare un pericolo per la stessa circolazione. Poi, dopo circa 30' di ricerche, i poliziotti hanno anche recuperato l'altro animale lanciato dal camionista fuori dallo sportello. L'uomo è stato denunciato con l'accusa di abbandono di animali, mentre i due cani sono stati affidati al servizio veterinario del Comune di Carsoli, competente per territorio.

 Secondo la polizia, l\`uomo potrebbe aver deciso di abbandonare i due animali, malati, perchè non più in grado di accudirli.

di Luca Zarroli

 

Bella la scusa del camionista ! Speriamo che quando diventera' lui vecchio ed ammalato, i suoi figli la penseranno allo stesso modo !

martedì 15 dicembre 2009

DODICI CANI UCCISI CON IL VELENO IN ABRUZZO

 

Animalieanimali

15 DICEMBRE 2009

 

DODICI CANI UCCISI CON IL VELENO IN ABRUZZO
In paese si sta costituendo un gruppo per denunciare la strage a San Benedetto dei Marsi.

 

 

Strage di cani. Nella notte a cavallo dell'Immacolata addirittura la mattanza è stata perpetrata con ferocia indescrivibile. Una dozzina di cani sono stati uccisi barbaramente nel giro di poche ore. «Una cosa inaudita - dice l'ing. Anna Malandra - perché è stata compiuta una vera barbarie nei confronti di questi animali. Ma quello che preoccupa è che quanto è successo non è un singolo episodio, ma la mattanza va avanti da parecchio tempo». Quasi con le lacrime agli occhi la giovanissima professionista racconta di come il suo piccolo cagnolino si sia miracolosamente salvato. «Perché era nella vicinanze di un rottweiler e due cani pastori - racconta - e questi, evidentemente, non l'hanno fatto avvicinare a quello che presumibilmente era un boccone avvelenato salvandolo da sicura morte». E si fanno varie ipotesi, tra quanti ci hanno segnalato l'uccisione del proprio cane: potrebbe trattarsi di bocconi confezionati con una potente esca lumachicida pronta all'uso: insetticida per combattere le lumache, per intenderci. Diversi animali sono stati trovati ammazzati nei capannoni che si trovano a cavallo tra la circonvallazione e il fiume. Perché eliminare cani che fanno la guardia ai depositi? «Vedere un cane rantolare - dice Malandra - fa una pena indescrivibile. Si aggiunga poi il fatto che sono animali acquistati legalmente e registrati. E un rottweiler costa 700-800 euro». Sull'episodio indagano le forze dell'ordine, mentre si va costituendo un gruppo per denunciare questa strage.

HOPE: IL MUSO RITROVATO



Eccola qua, la mia cagna, con il suo splendido muso.
Sabato,
io e
Fabiana, siamo andate a riprenderla e grazie a Giovanna e Carla
di Roma
¨¨ stata portata in pensione.
L¡¯ho trovata in una cella buia,
in un
angolo, apatica e spenta.
Sono entrata nel suo box per prenderla
perch¨¦
gli ¡°operatori¡± dicevano che era cattiva e pericolosa e che, a
L¡¯
Aquila, per il trasporto in canile, avevano dovuto sedarla.
In
realt¨¤
era impaurita, stordita e disperata.
Lei ¨¨ salva, ora ha un
Muso e un
Nome (l¡¯abbiamo chiamata Hope), ma l¨¬ c¡¯erano oltre 800
musi, nascosti
dalle travi di legno, buttati a terra come pelli di
leopardo, finiti,
tristi, dimenticati, trasparenti, inesistenti, senza
nome, senza
identit¨¤, senza cuccia, senza alcuna speranza, semplici
lingotti d¡¯oro
senza valore aggiunto, accatastati alla rinfusa, per
consentire all¡¯
imprenditore e ai suoi adepti di acquistare vestiti
firmati, macchine
di lusso, case sontuose, vacanze esclusive, cene e
divertimenti sulla
sofferenza, sulla persecuzione, sulla crudelt¨¤,
sulla spietatezza nei
confronti di esseri innocenti, condannati al
carcere duro senza aver
commesso alcun crimine.
Spero, con tutto il
mio cuore, che l¡¯angelo
della morte, il prima possibile, li porti via
con s¨¦ per renderli
stelle di un altro firmamento e che, le persone
spietate, senza cuore
e cervello, che consentono tutto questo,
possano, in un¡¯altra vita
ricevere lo stesso identico trattamento.
La
cosa pi¨´ schifosa ¨¨ che
sono tutti complici di accordi segreti di cui,
noi, dal cuore puro e
distrutto, siamo pedine inconsapevoli.
Non
esiste, al mondo, un cuore
abbastanza grande, da ospitare tutti questi
poveri infelici.
Ma i cani
imprigionati in queste strutture soffrono,
la loro non ¨¨ vita ¨¨ morte
lenta e dolorosa.
Nella mia citt¨¤, alcuni
sostengono che bisogna fare
tutto ¡°in base alla legge¡± e che io sarei
una "peracottara"
perch¨¨, a
mio rischio, vado oltre.
Ora ho capito,
uscendo dalla mia realt¨¤, chi ¨¨
il vero "peracottaro", chi si
nasconde, per sfuggire alle
proprie
responsabilit¨¤ dietro una legge
sul randagismo che non ¨¨ stata fatta
per aiutare gli animali ma per
creare nuova fonte di ricchezza per
¡°parenti ed amici¡± o per far
sentire importante chi non lo ¨¨.
Ho capito
che, l¡¯unica legge seria da
seguire ¨¨ quella del cuore altrimenti si
diventa complici di un
sistema che solo con ideali ¡°puri¡± potr¨¤ essere
minimamente
osteggiato.
Noi, a L¡¯Aquila, eravamo riusciti con sacrifici
indescrivibili, a creare una collaborazione tra istituzioni e
volontari, che sarebbe dovuta diventare un esempio per tutti.
Ebbene
anche qui, tutto questo sta per finire, perch¨¦ non c¡¯¨¨ differenza tra
persone e persone quando ci sono soldi di mezzo o una realizzazione
che, altrove, nessuno riuscirebbe mai e poi mai a trovare.

P.S. Tra
questi 800 musi, inoltrandomi furtivamente in canile, prima che uno
¡°scagnozzo¡± mi prendesse per un braccio e portasse via, sono riuscita
a
scorgere, un cagnolino, pelo raso bianco/nocciola, di piccola
taglia:
per lui sicuramente si troverebbe adozione e vi chiedo di
aiutarmi
anche se non ho, anche per lui, una foto.
Per gli altri,
quelli grossi
o medi, anonimi, dal carattere difficile, che non
suscitano tenerezza,
apparentemente sani, casi normali, il destino ¨¨
segnato: per loro
esiste solo il canile e basta!
Io, da noi, cerco di
difenderli oltre
quella miserabile legge da cambiare se non ci fossero
interessi
superiori che lo impediscono, e per questo vengo umiliata,
offesa,
maltrattata e giudicata: ma finch¨¨ avr¨° ancora un po¡¯ di
salute fisica
e mentale mi batter¨° sempre per l¡¯uguaglianza di tutti i
cani
(cuccioli, grandi, piccoli, teneri, mordaci, malati, in salute,
con tre
zampe, con cinque zampe, intelligenti, fieri, forti, deboli):
tutti
devono avere una speranza, altrimenti non mi resta che pregare
per la
loro morte, per togliere il pane di bocca a chi, mi auguro, si
rompa
presto i denti in questa ingordigia di ¡°altri interessi¡± che
caratterizza questo nostro mondo.
Info: Elvira 3933567046 www.
piccoliamicigrandiamori.blogspot.com
 

lunedì 14 dicembre 2009

prov. di AQ: dodici cani uccisi col veleno

 

IL TEMPO

14 DICEMBRE 2009

Misteriosa e crudele mattanza di animali padronali, acquistati legalmente e registrati

Dodici cani uccisi col veleno

San Benedetto In paese si sta costituendo un gruppo per denunciare la strage

 

Ferdinando Mercuri

 

S. BENEDETTO DEI MARSI (AQ) -  Strage di cani nell'immediata periferia del centro marruviano. Nella notte a cavallo dell'Immacolata addirittura la mattanza è stata perpetrata con ferocia indescrivibile. Una dozzina di cani sono stati uccisi barbaramente nel giro di poche ore. «Una cosa inaudita - dice l'ing. Anna Malandra - perché è stata compiuta una vera barbarie nei confronti di questi animali. Ma quello che preoccupa è che quanto è successo non è un singolo episodio, ma la mattanza va avanti da parecchio tempo». Quasi con le lacrime agli occhi la giovanissima professionista racconta di come il suo piccolo cagnolino si sia miracolosamente salvato. «Perché era nella vicinanze di un rottweiler e due cani pastori - racconta - e questi, evidentemente, non l'hanno fatto avvicinare a quello che presumibilmente era un boccone avvelenato salvandolo da sicura morte». E si fanno varie ipotesi, tra quanti ci hanno segnalato l'uccisione del proprio cane: potrebbe trattarsi di bocconi confezionati con una potente esca lumachicida pronta all'uso: insetticida per combattere le lumache, per intenderci. Diversi animali sono stati trovati ammazzati nei capannoni che si trovano a cavallo tra la circonvallazione e il fiume. Perché eliminare cani che fanno la guardia ai depositi? «Vedere un cane rantolare - dice Malandra - fa una pena indescrivibile. Si aggiunga poi il fatto che sono animali acquistati legalmente e registrati. E un rottweiler costa 700-800 euro». Sull'episodio indagano le forze dell'ordine, mentre si va costituendo un gruppo per denunciare questa strage.

lunedì 2 febbraio 2009

L'Aquila provincia : cani avvelenati

IL CENTRO
31 GENNAIO 2009
Cani avvelenati, usato un insetticida
COCULLO (AQ). Per il momento la denuncia è contro ignoti, ma gli uomini del Corpo forestale sono convinti di aver individuato anche il responsabile della morte dei cani da caccia uccisi con bocconi avvelenati tra Cocullo e Anversa degli Abruzzi. Il rapporto è stato depositato nei giorni scorsi sul tavolo del procuratore, al terzo piano del palazzo di giustizia peligno. Un'articolata relazione in cui gli uomini del comando del Corpo forestale di Sulmona, guidati da Antonio Amatangelo, ricostruiscono l'intera vicenda scaturita dopo il ritrovamento di una mezza dozzina di cani da caccia che erano stati avvelenati, nel dicembre scorso, a ridosso dell'oasi naturalistica della Valle del Sagittario. E puntano il dito contro un agricoltore del posto che avrebbe messo in atto il deplorevole gesto, rischiando di avvelenare anche lupi e orsi che hanno il loro corridoio di transito proprio in quella zona. A mettere i forestali sulle tracce dell'uomo sarebbero stati i risultati delle analisi effettuate sui bocconi di carne recuperati vicino alle carcasse degli animali uccisi. Esami che avrebbero evidenziato la presenza di un potente insetticida che viene utilizzato in agricoltura, non facilmente reperibile in commercio, ma solo in alcuni negozi specializzati nella vendita di questo particolare tipo di prodotti. Ed è stato gioco facile per gli uomini del vice questore Guido Conti , individuare i pochi punti vendita della zona in cui viene commercializzato l'insetticida e raccogliere le notizie giuste per le loro indagini. I reati che i forestali hanno contestato, per il momento a ignoti sono: caccia con mezzi non consentiti, uccisione di animali, sofisticazione alimentare e getto pericolose di cose. Reati per i quali sono previste pene che vanno dai 3 mesi fino ai 5 anni di reclusione.

mercoledì 28 gennaio 2009

Teramo provincia : sparano sui gatti e li torturano

IL CENTRO

27 GENNAIO 2009

Sparano sui gatti e li torturano

Federico Centola

ROSETO (TE). Due gattini uccisi a fucilate e un altro impallinato a un occhio e salvo per miracolo. Tutto questo accade nella tranquilla frazione rosetana di Casal Thaulero, dove da qualche anno si registrano episodi di violenza gratuita contro animali, in particolare felini. Ma l'aspetto più inquietante è che l'ignoto, o gli ignoti sparatori non si preoccupano minimamente di usare le armi da fuoco vicino alle case dei vicini, come testimoniano gli stessi abitanti della zona. «Abbiamo trovato pallini conficcati contro gli alberi», riferisce una signora del luogo, la stessa cui hanno ucciso i gatti, «e altre persone mi hanno raccontato di aver sentito colpi di fucile anche durante il giorno». Secondo la donna, nella stessa frazione si sarebbero registrati numerosi maltrattamenti nei confronti di gatti, picchiati brutalmente e mutilati senza alcun motivo. «Il primo episodio che mi riguarda», racconta la donna, la quale preferisce restare anonima, «risale al maggio del 2007, quando ho ritrovato il mio gatto con il corpo ricoperto da gravi ferite, tanto che è morto tre giorni dopo i maltrattamenti subiti nonostante le cure del veterinario». Stessa sorte ha subito, circa un anno dopo, un altro gattino della donna, anche lui morto a causa delle ferite riportate, tra cui ce n'era una da arma da fuoco. «Adesso è toccato al mio povero Miki», dice ancora la proprietaria dei gatti, «al quale lo stesso veterinario ha dovuto asportare il bulbo oculare, suturando la ferita con numerosi punti. Spero che possa farcela, anche se sta ancora molto male». Le proteste della donna, che pure ci sono state, non hanno fermato la mano dei misteriosi torturatori, i quali continuano nel loro macabro passatempo evidentemente perché si sentono al sicuro. «Mi sono rivolta al Wwf», dice ancora la donna, «perché confido nella sensibilità dei suoi operatori, pertanto spero che il loro intervento possa far finire al più presto questa assurda situazione». Nonostante i tentativi della donna, però, fino a oggi sembra che nulla sia cambiato, tanto è vero che qualche giorno fa si è ripetuto ancora il brutale rito del gatto ferito a fucilate. «Oltre al dolore di veder soffrire i miei piccoli amici», dice ancora la donna, «mi sono dovuta sobbarcare notevoli spese per il veterinario, nello studio del quale ci sono tutte le lastre che testimoniano la brutalità dei maltrattamenti».

mercoledì 7 gennaio 2009

l'Aquila: gatti avvelenati

IL CENTRO
6 GENNAIO 2009
Gatti avvelenati a Cansatessa
L'AQUILA. Un commerciante aquilano, Florindo Bracciolini, è preccupato per la scomparsa di una quindicina di gatti randagi, cui lui e altri davano da mangiare, di cui da ieri non c'è più traccia. Si tratta di un episodio che si è verificato nella zona di Canaatessa. Uno di questi animali è stato ritrovato morto ed è stata chiamata la polizia veterinaria della Asl per verificare se sia stato avvelenato. Ma per gli altri gatti si teme che abbiano fatto la stessa fine visto che è inspiegabile la loro assenza da quella zona dopo diversi mesi.

domenica 14 dicembre 2008

L'Aquila Provincia - lupo ucciso a fucilate 'Un'azione dimostrativa'

IL CENTRO

14 DICEMBRE 2008

Lupo ucciso a fucilate "Un'azione dimostrativa"

Un lupo maschio di circa 4/5 anni è stato trovato morto nell'abitato

di Villa San Sebastiano, nei pressi di Tagliacozzo (L'Aquila).


Tagliacozzo (AQ) - Secondo una prima ricostruzione della Guardia Forestale l'animale è stato colpito con una fucilata alla schiena in luogo diverso da dove è stato ritrovato e poi trasportato nell'abitato tutto coperto di fango.

Secondo il comandante provinciale della Forestale Domenico Tascione questo dimostrerebbe che l'animale è stato colpito in montagna e trascinato morto per un lungo tratto: al momento però nelle zone alte non ci sono animali al pascolo, quindi l'ipotesi fatta è quella di una uccisione forse "dimostrativa, o per spregio, perché in inverno le mandrie sono in pianura e

non in montagna".

L'uccisione del lupo segue il ritrovamento nella zona della Duchessa nell'orso marsicano: la Forestale in questo caso ha ricostruito i movimenti dell'animale, inviato come il lupo presso l'Istituto zooprofilattico di Teramo per gli accertamenti del caso. L'orso nei giorni precedenti al ritrovamento si era recato oltre i 1.700 metri in una tana per svernare, per poi ridiscendere verso valle in modo repentino forse a causa dell'avvelenamento che ne ha procurato la morte.



IL TEMPO

13 DICEMBRE 2008

L'AQUILA: TROVATO LUPO UCCISO A FUCILATE

L'Aquila - La carcassa di un lupo, un esemplare maschio di cinque anni, e' stata trovata stamane alla periferia del comune di Tagliacozzo (L'Aquila). L'animale sarebbe stato ucciso con pallettoni di grossa dimensione usati solitamente dai cacciatori per abbattere cinghiali. Sul fatto stanno ora indagando gli agenti del Corpo forestale, i quali sostengono che l'animale sarebbe stato ucciso in montagna e sarebbe stato poi trascinato fino al posto dove e' stato rinvenuto e, sempre secondo gli agenti, si tratterebbe di un episodio a scopo dimostrativo. Nelle settimane scorse, invece, in altre zone del territorio della provincia aquilana c'era stato il ritrovamento di un orso marsicano ucciso forse per avvelenamento.

L'Aquila provincia : orso ucciso con il veleno

LA ZAMPA.IT

14 DICEMBRE 2008

Caccia al serial killer degli orsi marsicani

Un altro animale ucciso con il veleno. La Forestale: test del Dna per fermare la strage


GUIDO RUOTOLO

PESCASSEROLI (AQ) - Passeranno ancora alcuni giorni prima di avere una risposta sulle cause della morte della vittima, un orso marsicano adulto, avvenuta sabato scorso a Corvaro di Borgorose, Rieti, nella riserva naturale «Montagne della Duchessa». Difficile credere a un suicidio o a uno scatto di follia. Non si può sostenere neppure che la vittima fosse inesperta, insomma che non conoscesse il territorio quando è scesa a valle da un pendio di mille metri, terminando la sua corsa senza procurarsi neppure una ferita esterna.

E allora il sospetto è che la morte sia stata provocata molto probabilmente da una polpetta avvelenata, insomma da un esca innaffiata di veleno. Sospetto, quest’ultimo, avvalorato dalla stessa «scena del crimine». Gli investigatori della Forestale hanno ricostruito le ultime quarantott’ore di vita della vittima individuando le impronte lasciate sul terreno e repertando e spedendo ai laboratori persino campioni della sua urina. Le associazioni ambientaliste hanno subito denunciato l’«omicidio» per avvelenamento della vittima: «E’ l’ottavo orso marsicano morto negli ultimi 18 mesi». Una strage, un tentativo di sterminio se consideriamo che gli orsi marsicani che vivono in libertà sono tra i cinquanta e i sessanta esemplari (negli ultimi mesi sono nati una decina di cuccioli). «L’orso ritrovato sabato scorso deve aver mangiato qualcosa che ha provocato la sua morte - sospettano gli investigatori della Forestale -. Per il momento non abbiamo trovato altre carcasse di animali morti e, dunque, da questo punto di vista possiamo tirare un sospiro di sollievo. L’esca avvelenata potrebbe rientrare all’interno di una faida tra cacciatori di cinghiali o tartufai. Gli allevamenti della zona non hanno infatti registrato attacchi di orsi o di animali predatori».

Altra storia rispetto a quella di un anno fa quando, a una settantina di chilometri dalle «Montagne della Duchessa», fra il 30 settembre e il 2 ottobre furono trovati alle pendici del monte di Valle Caprara, nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tre orsi morti: Bernardo, un orso bruno marsicano adulto, una femmina e un cucciolo di un anno e mezzo. E poi cinque lupi e una quindicina di cinghiali.

Povero Bernardo. Agli atti delle indagini coordinate dalla Procura di Avezzano c’è la ricostruzione della sua agonia. Bernardo faceva parte di quel gruppo di cinque orsi marsicani costantemente «monitorati» con un radiocollare dai ricercatori dell’università La Sapienza di Roma. E la sua agonia è stata documentata: Bernardo mangia l’esca avvelenata, una capra innaffiata con un prodotto fitosanitario della Bayer che viene utilizzato negli uliveti (e ulivi nella zona non ce ne sono). Muove i primi passi. Vomita. Arranca, tenta di salire nel bosco. Si accascia, gli arti man mano si paralizzano. La testa oscilla. E’ come vedere e sentire il suo lamento, il dolore lancinante. Poi nulla più. Un’agonia durata tre giorni.

In quelle ore si gridò a una strage di tipo eversiva, una manifestazione di ribellione al Parco e alle sue regole. E partì una caccia mai vista prima per scoprire mandanti ed esecutori della strage. Pattuglie miste di Forestali, guardie del Parco e ricercatori del Dipartimento di Biologia animale setacciarono una estesa area di circa 26 chilometri quadrati.

Analisi di laboratorio approfondite - si è scoperto così che i cinghiali sono morti per un virus -, investigazioni, intercettazioni telefoniche, perquisizioni in abitazioni e in una decina di allevamenti di pecore e capre. Cinque allevatori sono finiti sul registro degli indagati. Ancora oggi, la Procura di Avezzano ha ottenuto la proroga delle indagini. Si aspettano i risultati dei laboratori sui Dna. Quelli delle esche, probabilmente due capre, quelle dei campioni di ovini e caprini prelevati in una decina di allevamenti.

«Se dovessero corrispondere i profili di Dna - spiega un investigatore della Forestale - avremo la certezza che l’assassino ha utilizzato una capra di quel tal allevamento. E’ già qualcosa. Ma è un elemento che da solo non porta da nessuna parte. Abbiamo indizi chiari ma ancora nessuna pistola fumante in grado di individuare con certezza il colpevole».

Bella inchiesta, quella della Procura di Avezzano. Che non ha risparmiato nulla. A partire dall’individuazione del veleno utilizzato, il «Lebaycid», il cui principio attivo, il Fenthion, è stato ritrovato negli stomaci degli orsi avvelenati. E’ un prodotto della Bayer che si può vendere solo a chi ha il patentino. Si è ricostruita la filiera della distribuzione, si sono individuati decine di acquirenti. E decine di persone sono state interrogate. Ma un anno dopo, non ci sono certezze sugli assassini di Bernardo e degli altri due orsi. Intanto ieri, sempre in Abruzzo, alla periferia di Tagliacozzo, è stato ritrovato morto un lupo, centrato da un pallettone che si usa nella caccia al cinghiale. «Un omicidio dimostrativo - è la tesi della Forestale -, è stato eliminato in montagna e trascinato a valle».