Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia

In questo blog potrai leggere e vedere le immagini della crudeltà e della cattiveria umana .
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?

Al cuore del problema

Ogni anno migliaia di cani vengono introdotti nei canili esistenti nel nostro Paese. Nei canili migliori solo alcuni riacquistano dignità attraverso l'adozione. In altri li aspettano malattie, sbranamenti o comunque la fine naturale della vita trascorsa dietro le sbarre. Il tutto con costi altissimi per le amministrazioni. Aiutateci a dire basta. Il fenomeno del randagismo si può controllare e sconfiggere.


COSA DICE LA LEGGE:
Secondo la normativa vigente i sindaci sono responsabili per i cani vaganti nel territorio del Comune che amministrano.

Al fine di curare i cani presenti nel suo territorio, i Comuni ricevono finanziamenti da parte dello Stato centrale (pagati da noi cittadini mediante le tasse) per cui gli stessi sono tenuti a predisporre le strutture per risolvere il problema del randagismo e a finanziarle con i denari a ciò destinati.


LA SOLUZIONE MIGLIORE:
Le Associazioni senza scopo di lucro costituiscono i migliori soggetti per la gestione del canile in quanto, agendo senza scopo di lucro, danno maggiori garanzie sul fatto che i denari ad esse corrisposti dal Comune siano effettivamente destinati alla migliore cura del cane.


QUELLO CHE ACCADE NORMALMENTE:
L'affidamento ai gestori privati è invece assai pericoloso in quanto gran parte degli stessi sono tentati dal non garantire buone condizioni di vita o la stessa sopravvivenza dei cani ospitati nel canile al fine di massimizzare i guadagni.

A mero titolo di esempio, vi segnaliamo che sono numerosi i Comuni che hanno stipulato convenzioni con gestori privati per l'affidamento agli stessi della gestione dei canili a seguito di gare di appalto vinte con aste fortemente al ribasso. Sono numerosi gli esempi di gestori che hanno vinto con offerte che prevedano il mantenimento del cane per soli 70 centesimi di euro al giorno! 70 centesimi con cui il gestore dovrebbe pagare il cibo per il cane, le cure mediche, parte delle spese di gestione (operai, luce, acqua etc.) e, addirittura, ricavarci qualcosa per vivere.

Appare del tutto evidente, quindi, che in tali casi il benessere del cane non potrà di certo essere garantito.


IL BUSINESS DEL RANDAGISMO: 500 MILIONI DI EURO ALL'ANNO
Parecchi imprenditori privati hanno nella gestione dei canili una vera miniera d'oro. Si tratta spesso di delinquenti o persone senza scrupoli capaci di creare importanti connivenze con istituzioni che dovrebbero controllare.

Il business del randagismo in Italia genera un fatturato annuale di circa 500 milioni di Euro. 500 milioni di euro pagati dai contribuenti che spesso sono oggetto di vere e proprie truffe da parte dei gestori ai danni dei Comuni e, quindi, di chi paga le tasse.


IL CUORE DEL PROBLEMA:
Nella maggioranza dei Comuni poi la domanda d'ingresso dei cani supera largamente l'offerta di posti in canile, con la conseguenza che per ogni cane morto o fatto adottare, sono pronte altre due richieste di accalappiamento e che chi volesse speculare riesce a percepire sempre e comunque il suo guadagno su un numero garantito di cani. Alla minima spesa sul singolo animale corrisponde il massimo guadagno in termini di utile.

Così che si assiste spesso ad insufficienza di personale, mancanza di lavoratori qualificati, minimi spazi nei box, in cui i cani superano il numero di 3 animali, arrivando anche ad essere 15 o più, senza tenere in alcun conto la loro compatibilità (la prima causa di morte in canile è lo sbranamento!!!!).

Per non parlare delle speculazioni che si realizzano attraverso l'accalappiamento degli animali e lo smaltimento delle loro carcasse che crea un circolo vizioso per cui prima muore un cane prima si guadagna sullo smaltimento della sua carcassa e sull'accalappiamento del nuovo cane che lo sostituisce.


LA CONNIVENZA:
Altro fenomeno che acuisce il problema è la forte connivenza tra chi dovrebbe controllare e chi è controllato. Accade sovente nei Comuni più piccoli (ma non solo) che il Sindaco (che affida la gestione del canile), i responsabili della ASL (preposti al controllo) e il gestore del canile (colui che dovrebbe essere controllato) siano amici, compagni di merende o, addirittura, parenti.

Appare evidente come in queste situazioni sia realmente impossibile far rispettare la legge e far garantire il benessere dei cani ospitati nei canili.


LA SOLUZIONE:
Ciò non accadrebbe se i Comuni provvedessero come per legge alla costruzione e risanamento delle proprie strutture e soprattutto ne affidassero la gestione ad Associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che diano garanzie di controllo, di apertura al pubblico e di trattamento secondo parametri di benessere misurabili molto elevati.

L'ACL – Associazione Canili Lazio Onlus da anni combatte il fenomeno del randagismo. Perché il canile deve essere un punto di partenza per una nuova vita alla quale arrivare attraverso l'adozione e non un punto di arrivo in cui morire.

Abbandono : condanna a morte

Abbandono  : condanna a morte
Visualizzazione post con etichetta Marche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marche. Mostra tutti i post

mercoledì 16 giugno 2010

maltrattamenti nell'Anconetano

 
VIVERE SENIGALLIA
14 GIUGNO 2010
 
Montemarciano (AN): cane segregato in una capanna e rifiuti illeciti, denunciato un pensionato
Sono continuate anche nelle ultime settimane le attività di vigilanza dei Nuclei Vigilanza Zoofila e Ambientale della Legambiente e del WWF di Ancona.
 
MOntemarciano (AN) - Giungono infatti continue segnalazioni di maltrattamento di animali, in particolare di cani, e di reati contro l�ambiente, che vengono puntualmente controllate dalle Guardie Zoofile dei Nuclei di Vigilanza. Alcune settimane fa, in una zona rurale del Comune di Monsano, proprio da una segnalazione di un cittadino è scattato un controllo per una detenzione incompatibile di 7 cani, tra cui 3 cuccioli di poco più di un mese. I cani erano detenuti in mezzo al fango delle piogge dei giorni precedenti, senza adeguati ricoveri e con l�acqua da bere putrida. Il proprietario dei cani, già precedentemente diffidato a dare un giusto ricovero ai cani, è stato quindi denunciato all�Autorità Giudiziaria per la detenzione incompatibile dei 7 cani, i quali sono stati sequestrati e temporaneamente ricoverati presso una struttura privata. Nei giorni scorsi invece, a Montemarciano, è stato denunciato un pensionato che deteneva il suo pastore maremmano in uno stazzo buio di 1,5 metri per 4 metri.
Il povero cane, costantemente segregato nell�angusta capanna, senza mai uscire, era costretto a vivere tra i propri escrementi e nutrirsi degli animali morti nell�allevamento del proprietario. Anche in questo caso il cane è stato sequestrato ed è attualmente custodito presso un canile. Nella stessa operazione è inoltre stato sequestrato un cumulo di rifiuti smaltiti illegalmente delle dimensioni di circa 6 metri per 6 metri. Lo stesso pensionato che deteneva il maremmano è stato quindi denunciato anche per smaltimento illegale di rifiuti Tutti i sequestri sono stati effettuati da parte delle Guardie Zoofile ed Ambientali del Nucleo di Ancona e da Veterinari dell�ASUR di Jesi ed Ancona e convalidati dalla Procura della Repubblica di Ancona. Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori controlli in materia zoofila, verificando le numerose segnalazione giunte dai cittadini, a cui va il nostro ringraziamento per la preziosa opera di controllo del territorio.
da Legambiente Marche

ANSA
14 GIUGNO 2010
 
Animali: 2 denunce per maltrattamenti nell'Anconetano
A Monsano 7 cani nel fango, a Montemarciano marammano al buio
 
ANCONA - La vigilanza zoofila e ambientale di Legambiente e Wwf di Ancona ha denunciato per detenzione incompatibile il padrone di 7 cani, tra cui 3 cuccioli.
I cani, che vivevano a Monsano nel fango, senza adeguati ricoveri e con l'acqua da bere putrida, sono stati sequestrati e temporaneamente ricoverati in una struttura privata. A Montemarciano, invece, e' stato denunciato un pensionato che teneva il suo pastore maremmano in uno stazzo buio di 1,5 per 4 metri.
 
 

sabato 1 maggio 2010

prov. di MC: strage di cani sul viale del cimitero

CORRIERE ADRIATICO

30 APRILE 2010

Gli animali vengono uccisi con le polpette avvelenate. I proprietari hanno presentato una denuncia ai carabinieri

Strage di cani sul viale del cimitero

Camerino (MC) - Polpette avvelenate preparate per uccidere. A fare la scoperta dei micidiali bocconcini sono stati diversi camerinesi, proprietari di cani, che hanno lanciato l?allarme. Teatro dell?agguato per gli amici a quattro zampe è la stradina che dal monastero di Santa Chiara scende verso il cimitero. E? qui che una barboncina di pochi anni ha rischiato di morire dopo aver ingoiato una piccola polpetta avvelenata. Ad accorgersi dell?accaduto è stata un?anziana signora, proprietaria dell?animale. La sua cagnetta ha iniziato subito a dare i primi segni di reazione al veleno contenuto nel boccone. Ha cercato di buttar fuori quanto aveva appena morso e poi, subito dopo, non è riuscita a reggersi sulle zampe. Immediata la corsa verso un veterinario cui l?animale deve, con ogni probabilità, la vita. L?episodio ha messo in allerta, per fortuna, altri proprietari di cani che vivono in zona e che frequentano la stradina, dove non ci sono molte abitazioni, per far fare quattro passi ai loro animali. ?Ho trovato altri sei bocconcini già pronti ? racconta Fabrizio Marsili, proprietario di un cane ? .A della semplice carne macinata chi voleva fare del male a cani e gatti ha aggiunto del veleno, una sostanza bluastra?. Gli ispettori del servizio veterinario della Zona Territoriale 10 di Camerino dell?Asur sono intervenuti ed hanno preso in consegna i bocconcini che saranno ora analizzati. Secondo un primo sommario accertamento alla carne potrebbe essere stato aggiunto del veleno antilumache, facilmente reperibile in commercio. La sostanza può provocare danni irreparabili se ingoiata da cani e gatti e può arrivare a causare la morte. Ma chi ha voluto fare del male? Chi ha cercato di uccidere poveri animali indifesi? I proprietari dei cani allarmati da quanto accaduto hanno anche presentato una denuncia alla locale stazione dei carabinieri. Non sarà però facile scoprire il responsabile del gesto che forse era intenzionato così a mettere la parola fine alla passeggiata di diversi amici a quattro zampe.

sabato 2 gennaio 2010

prov. di Ascoli Piceno: legato ad un albero e sgozzato


IL RESTO DEL CARLINO
30 DICEMBRE 2009
Violenza sugli animali nella notte di santo Stefano
Trovato un cane legato ad un albero e sgozzato
Monte Vidon Corrado (FM) - L'autore del gesto ?? ancora ignoto, ma quello avvenuto nella notte fra Santo Stefano e domenica nelle campagne di Monte Vidon Corrado resta un atto di assoluta crudelt?? verso gli animali. Un cane di taglia media, probabilmente un bastardino senza collare, ?? stato prima legato al tronco di un albero in mezzo ai campi con una corda e poi sgozzato con un coltello. A trovarlo ?? stato un residente del luogo. Un fatto insolito, che ha colpito molto gli abitanti della zona. Alcuni soprattutto fra gli anziani, hanno ipotizzato si potesse trattare anche di qualche pagano. un gesto, comunque, assolutamente da condannare.

giovedì 24 dicembre 2009

prov. di AN: abbandonati senza cibo e al gelo da proprietaria

 

ANSA
22 DICEMBRE 2009
 
Animali: guardie zoofile salvano cinque cani a Osimo
Abbandonati senza cibo e al gelo da proprietaria
 
OSIMO (ANCONA) - Le guardie zoofile di Wwf e Legambiente, allertate da alcuni cittadini, hanno soccorso ad Osimo cinque cani trovati in una ''situazione disastrosa''. Due pastori tedeschi erano ''detenuti'' dentro una gabbia, senza cibo da giorni e senza alcun riparo, con temperature che di notte scendono sotto lo zero. Altri tre cani, due meticci e un Beagle, erano invece rinchiusi in un ex pollaio dove filtrava solo un filo di luce, anch'essi a digiuno da giorni e in condizioni igieniche precarie. La proprietaria e' stata denunciata per maltrattamento di animali, ai sensi dell'art. 727 del Codice penale, che precede pene fino a un anno e sanzioni fino a 10.000 euro.

domenica 6 dicembre 2009

Fermo - Traffico cani razza dall'Est Europa, sequestro cuccioli


Otto cuccioli di bulldog e shar pei provenienti dall\`Est Europa sono stati sequestrati dai carabinieri a Montegranaro. Viaggiavano a bordo di un furgone con tre cittadini ucraini, in condizioni igieniche penose, con una documentazione sanitaria di accompagnamento falsificata. Per i tre ucraini e\` scattata una denuncia per maltrattamento di animali e uso di atto falso. I cani erano destinati al mercato clandestino locale, dove sarebbero stati venduti a un prezzo molto inferiore al loro valore.







venerdì 4 dicembre 2009

prov. di CH: ritrovato morto il cane randagio Belle


IL CENTRO

2 DICEMBRE 2009

Ritrovato morto il cane randagio Belle

QUADRI (CH). E' stato ritrovato morto nel deposito comunale Belle, il pastore abruzzese vittima di maltrattamenti, come riportato in una denuncia arrivata pochi giorni fa ai carabinieri di Quadri contro due residenti del paese. Secondo le indiscrezioni che circolano sulla vicenda, il randagio è morto in seguito a svariati traumi. Non è esclusa la morte per strozzamento. L'animale era ricercato da giorni, dopo che un residente aveva notato due persone che trascinavano a forza l'esemplare legato con una corda a un'auto in movimento. Dall'episodio è scaturita la denuncia per maltrattamenti. Intanto le indagini sono ancora in corso. Si cerca di stabilire chi ha portato il cane nel deposito e le cause della morte. Il randagio, secondo le voci raccolte in paese, sarebbe stato di indole particolarmente docile e non avrebbe mai causato problemi tanto da essere stato adottato dai bambini della scuola.

domenica 29 novembre 2009

prov. di Chieti : Cane trascinato chilometri col furgone

La povera maremmana, buona e gentile con i bambini, è stata ritrovata morta in una discarica, con i chiari segni della tortura subita,

IL CENTRO
27 NOVEMBRE 2009
Cane trascinato chilometri col furgone
Daria De Laurentiis
QUADRI (CH). Hanno legato un cane randagio con una corda a un furgoncino e lo hanno trascinato per chilometri. E' sfociata in una denuncia per maltrattamento di animali la bravata di G.P. , 53enne, e M.D. , 51enne, entrambi residenti nel paese sangrino. I due sono stati denunciati al comando dei carabinieri di Quadri dopo essere stati notati da alcuni residenti mentre avvicinavano il cane con un boccone di cibo e poi, visto che non voleva saperne di salire sul furgone, mentre lo trascinavano legato al paraurti fino in un posto conosciuto come "Punto della guardata". Il cane, un pastore abruzzese di taglia medio grande, di cui si sono perse le tracce, secondo le informazioni raccolte dai carabinieri probabilmente è morto ed è stato gettato in un fosso ma si stanno effettuando comunque delle ricerche sul territorio. I due uomini, sentiti dai militari, hanno asserito di aver accalappiato la bestia e averla ceduta a un pastore di passaggio. Qualcuno in paese giura invece di aver visto la carcassa dell'animale in una boscaglia dove di solito i residenti vanno a cercare i tartufi, qualche altro pensa che sia stato buttato nel deposito comunale dei rifiuti. Se così fosse, per i due la situazione cambierebbe in peggio. Una recente legge prevede fino a 18 mesi di carcere. Intanto la storiaccia ha creato imbarazzo e sdegno. Il cane, a dire dei residenti era docile e di indole tranquilla, sostava nella piazzetta di fronte la scuola da almeno tre anni ed era stato adottato dai residenti e dai bambini che lo avevano chiamato "Belle", come un pastore abruzzese protagonista di un cartone animato. Della vicenda si interessa anche la lega nazionale del cane, sezione di Lanciano, di cui è presidente Simona Pizzacalla . «In paese Belle era amato da tutti - ha dichiarato Maria Francesca Mazzella , una residente che ha adottato 15 randagi - quanto accaduto è indegno di un paese civile. Gli unici cani che contano qui sono quelli da tartufo, gli altri sono a malapena tollerati».

domenica 25 ottobre 2009

prov. di PU: giocava al tiro a segno contro gli uccelli


IL MESSAGGERO
24 OTTOBRE 2009
Giocava al tiro a segno contro gli uccelli
EMY INDINI

PERGOLA (PU) - Giocava al tiro a segno contro gli uccelli nel parco cittadino. M.R., 21 anni, non ha esitato a sparare a una tortora con la sua carabina ad aria compressa, uccidendola sul colpo. Così, tanto per passare il tempo. Un gioco crudele che, però, gli è costato caro. Il 21enne, infatti, è stato beccato e denunciato dai carabinieri mentre a Pergola, nel giardino pubblico poco distante dalla sua abitazione, si divertiva a prendere di mira tortore e piccioni. Il giovane, volto noto alle forze dell'ordine, è stato notato dai passanti che hanno segnalato la cosa ai militari della locale stazione. Così è scattata la denuncia per maltrattamento di animali e porto abusivo d'armi. Carabina e munizioni sono state sequestrate dai carabinieri. Un gesto grave, quello di M.R. che rischia anche il carcere fino a tre anni.
Sempre a Pergola, è stata sorpresa ubriaca alla guida della sua auto una donna di 40 anni. Aveva alzato il gomito in occasione di una serata ma il verdetto dell'etilometro non le ha dato scampo. Per lei, patente ritirata sul posto dai carabinieri. E ancora. Controlli su strada anche per contrastare l'immigrazione clandestina. Tanti gli stranieri fermati e identificati. Chi non aveva con sè i documenti è stato portato in caserma e identificato attraverso il foto segnalamento. Nessuno degli extracomunitari controllati, però è risultato irregolare.

giovedì 15 ottobre 2009

prov. di AP: Il caso Pluto House nel mirino


IL RESTO DEL CARLINO
13 OTTOBRE 2009
Il caso Pluto House nel mirino
Ambientalisti denunciano le pessime condizioni del canile
Marisa Colibazzi
S. Elpidio a Mare (AP) - "Che ne è stato dal marzo 2007 ad oggi dei 600 cani ricoverati nel canile Pluto House? Secondo gli animalisti, ne sarebbero rimasti poco meno di 400 e molti di questi, soprattutto i più "anziani" e malaticci vivono in condizioni pietose.. Che fine faranno quando ci saranno le condizioni per il loro trasferimento nel canile comprensoriale, appena inaugurato, ma ancora da ultimare, a Villa Luciani di Montegranaro dove ne possono essere accolti "solo" 300?.- Sono i pressanti interrogativi che gli ambientalisti pongono ad amministratori, Asur, forze dell'ordine e magistratura, visto che da quando, nel 2007, il canile Pluto house è stato posto sotto sequestro, e affidato alla gestione Anta, è calato un silenzio assordante su questa struttura e sulla sorte dei cani. La prospettata possibilità di avere un canile comprensoriale per chiudere la fatiscente, indecorosa struttura Pluto House, aveva subito messo a tacere le polemiche e le coscienze. A preoccuparsi delle condizioni dei cani di Pluto House sono rimasti gli animalisti, Legambiente e alcuni fondatori del canile Pluto che stanno portando avanti praticamente inascoltati, una battaglia per riaccendere i riflettori sulla sorte dei cani.
L'inaugurazione del canile comprensoriale, costruito dall'Anta ha rinvigorito la battaglia degli animalisti che contestano il modo di operare di questa associazione a partire da una incongruenza sulla famosa irruzione nel canile Pluto da parte dei Nirda (Nucleo Investigativo per i reati a danno degli animali) assieme al presidente dell'Anta, il 12 marzo 2007.- L'Anta è stata riconosciuta nelle Marche nella sola sezione di Ancona il 24 aprile 2007, ma la gestione del canile sequestrato è stata subito affidata a una sezione di Civitanova non ancora iscritta e dunque non riconosciuta.- scrive P.C. in una lettera denuncia inviata ai sindaci del fermano e alle autorità territoriali.- Dopo il sequestro a dispetto delle promesse dell'Anta (container per custodire i cani, migliori condizioni igieniche e sanitarie, maggiore pulizia delle gabbie) le cose non sono andate meglio, tutt'altro e fin da subito sono stati ridotti ai cani il cibo e le cure. Così ancora oggi, molti sono deceduti, altri sono vistosamente denutriti e le ciotole del cibo e dell'acqua sono spesso vuote.- La lettera denuncia è infarcita di episodi anche gravi avvenuti nel canile. Precluso l'accesso ai volontari, può accedervi solo il personale dell'Asur. Non possono entrare neanche i Comuni che pagano quote per il mantenimento dei cani a loro carico. L'auspicio è che questa situazione venga affrontata e chiarita e che si vigili affinchè nel nuovo canile ci sia davvero vita nuova per i randagi.

lunedì 16 marzo 2009

Macerata provincia : ancora cani uccisi da bocconi avvelenati


CORRIERE ADRIATICO
15 MARZO 2009
Episodi simili erano stati già segnalati ai dannidi gatti randagi nella zone della ex fornace Massi
Le varie segnalazioni riguardano la zona di contrada Bura a due passi dalle Terme di Santa Lucia
Ancora cani uccisi da bocconi avvelenati
Tolentino (MC) - Una situazione inquietante si sta registrando da qualche tempo a questa parte nella zona di contrada Bura, a due passi dalle Terme di Santa Lucia. Infatti, sono stati segnalati diversi casi di cani morti con dei bocconi avvelenati. Una pratica barbara che, però, per il momento non ha ancora trovato riscontro con denunce ufficiali alle forze dell'ordine. Episodi simili erano stati già segnalati ai danni di gatti randagi nella zone della ex fornace Massi. I bocconi avvelenati, dunque, continuano a disseminare morte nella nostra città. Muoiono fra atroci sofferenze cani e gatti. Vi sono stati casi anche vicino ad abitazioni e la paura è che un giorno o l'altro qualche esca avvelenata possa arrivare nelle mani di un bambino. Eppure, poco o nulla si sente dire su questo problema e nulla si fa per fermarlo, nonostante che disseminare bocconi avvelenati sia una pratica illegale e costituisca un reato penale. Solo chi ha visto un cane morire di avvelenamento sa quale ne sia la sofferenza e l'agonia. E' una scena terribile, che non è possibile dimenticare. I veleni sono numerosi e per la maggior parte di essi non vi è antidoto. La terapia è in genere solo di supporto, nel tentativo di aiutare l'animale a vomitare la sostanza ingerita e a superare la fase critica. Molti di questi veleni agiscono lasciando completamente lucido l'animale, che quindi soffre fino alla fine. In questi ultimi anni si sono verificati con sempre maggiore frequenza casi di avvelenamento di animali. Migliaia di animali domestici hanno perso la vita per aver ingerito bocconi avvelenati e la stima di quelli selvatici è impossibile da effettuare. Anche nelle nostre zone, ormai nella maggior parte dei Comuni, si assiste con sconcertante frequenza a casi di avvelenamento. Moltissimi sono stati anche i cani e gatti domestici colpiti, sia sul territorio libero sia addirittura in alcuni casi in proprietà recintate e in prossimità di case. L'utilizzo di bocconi avvelenati è un crimine. La legge vieta espressamente l'uso di questi mezzi e prevede sanzioni penali per chi contravvenga a questo divieto. Sono mezzi di morte incontrollabili, che possono colpire qualunque animale e addirittura mettere in pericolo esseri umani, soprattutto i bambini. Porre fine a questa pratica è non solo un necessario passo per una società più civile, ma anche una questione di salute e sicurezza pubblica. Per questo, da parte di un gruppo di cittadini tolentinati che si occupa della cura di cani e gatti abbandonati, è giunto forte l'appello a cercare di contrastare la pratica di disseminare bocconi avvelenati ed a segnalare alle autorità episodi come quelli che si sono riscontrati in contrada Bura.

lunedì 9 marzo 2009

Ascoli Piceno provincia - Bocconi avvelenati: 20 cani e 50 gatti deceduti a Fermo


LAV.IT

9 MARZO 2009

Bocconi avvelenati: 20 cani e 50 gatti deceduti a Fermo (AP)

Circa una ventina di cani e più di 50 gatti avvelenati tra Pedaso, Monte Giberto e Fermo. Un bilancio inquietante che, dopo le denunce di alcuni proprietari degli animali morti, ha spinto i carabinieri ad aprire un'indagine che si muove su una pista a dir poco allarmante. Ci sarebbe infatti un serial killer di cani e gatti che si muove sul territorio e che colpisce sempre con la stessa tecnica. Il fulcro principale delle uccisioni sembra essere Pedaso, dove c'è stato il maggior numero di animali morti. Gli investigatori stanno cercando di capire come e perché questa persona abbia preso di mira cani e gatti. Ieri intanto il veterinario incaricato, Roberto Tomassetti, ha effettuato l'autopsia sul corpo di uno dei cani trovati avvelenati ed ha individuato le sostanze usate per uccidere."Nello stomaco dell'animale – spiega Tomassetti – ho rinvenuto coratelle di agnello contenenti un mix di veleni. Il materiale estratto dal cane è stata inviato all'istituto Zooprofiolattico di Fermo che ha analizzato ed individuato le sostanze utilizzate. Principalmente sono due i prodotti: un antiparassitario contro i pidocchi delle piante e un antilumaca. Una mistura estremamente letale che rende quasi impossibile salvare le vittime dell'avvelenamento".Gli elementi emersi dall'autopsia potrebbero essere molto importanti per le indagini e per individuare il serial killer, anche se il veterinario parla di sostanze accessibili a tutti. "I prodotti usati – aggiunge Tomassetti – possono essere acquistati da chiunque in qualsiasi negozio per forniture per l'agricoltura. Certo, chi ha preparato i bocconi avvelenati conosce bene gli effetti di queste sostanze sugli animali e sa anche come miscelarli. Il numero elevato delle morti esclude categoricamente la casualità – conclude Tomassetti – qui ci troviamo di fronte a qualcuno che odia profondamente questi animali".Un'ipotesi che in parte restringe il ventaglio dei possibili autori della strage. Il serial killer, intanto, deve aver acquistato il veleno in uno dei negozi specializzati e poi deve anche essere un esperto o avere avuto una consulenza adeguata. Particolari, questi, che potrebbero essere di fondamentale importanza per le indagini dei carabinieri.


Animalieanimali

9 MARZO 2009

POLPETTE AVVELENATE FANNO STRAGE DI CANI E GATTI NELLE MARCHE
Un bilancio inquietante che, dopo le denunce di alcuni proprietari degli animali morti, ha spinto i carabinieri ad aprire un'indagine che si muove su una pista a dir poco allarmante.

Circa una ventina di cani e più di 50 gatti avvelenati tra Pedaso, Monte Giberto e Fermo. Un bilancio inquietante che, dopo le denunce di alcuni proprietari degli animali morti, ha spinto i carabinieri ad aprire un'indagine che si muove su una pista a dir poco allarmante. Ci sarebbe infatti un serial killer di cani e gatti che si muove sul territorio e che colpisce sempre con la stessa tecnica. Il fulcro principale delle uccisioni sembra essere Pedaso, dove c'è stato il maggior numero di animali morti.Gli investigatori stanno cercando di capire come e perché questa persona abbia preso di mira cani e gatti. Ieri intanto il veterinario incaricato, Roberto Tomassetti, ha effettuato l'autopsia sul corpo di uno dei cani trovati avvelenati ed ha individuato le sostanze usate per uccidere. "Nello stomaco dell'animale – spiega Tomassetti – ho rinvenuto coratelle di agnello contenenti un mix di veleni. Il materiale estratto dal cane è stata inviato all'istituto Zooprofiolattico di Fermo che ha analizzato ed individuato le sostanze utilizzate. Principalmente sono due i prodotti: un antiparassitario contro i pidocchi delle piante e un antilumaca. Una mistura estremamente letale che rende quasi impossibile salvare le vittime dell'avvelenamento".Gli elementi emersi dall'autopsia potrebbero essere molto importanti per le indagini e per individuare il serial killer, anche se il veterinario parla di sostanze accessibili a tutti. "I prodotti usati – aggiunge Tomassetti – possono essere acquistati da chiunque in qualsiasi negozio per forniture per l'agricoltura. Certo, chi ha preparato i bocconi avvelenati conosce bene gli effetti di queste sostanze sugli animali e sa anche come miscelarli. Il numero elevato delle morti esclude categoricamente la casualità – conclude Tomassetti – qui ci troviamo di fronte a qualcuno che odia profondamente questi animali".Un'ipotesi che in parte restringe il ventaglio dei possibili autori della strage. Il serial killer, intanto, deve aver acquistato il veleno in uno dei negozi specializzati e poi deve anche essere un esperto o avere avuto una consulenza adeguata. Particolari, questi, che potrebbero essere di fondamentale importanza per le indagini dei carabinieri.

giovedì 5 febbraio 2009

Ascoli Piceno provincia : avvelenati oltre dieci cani

IL QUOTIDIANO

5 FEBBRAIO 2009

Avvelenati oltre dieci cani

Il ventisei dicembre intorno alle ore venti e trenta sono stati ritrovati avvelenati cani, grandi e cuccioli di proprietà del signor B. Amabili.

Tania Fiastra

Monteprandone (AP) - Il 26 dicembre pressola Tenuta Colle del Giglio in località Monteprandone sono stati ritrovati morti da avvelenamento quasi tutti i cani, pastori abruzzesi e maremmani, di proprietà del titolare della tenuta il signor Benito Amabili.Ad accorgersi dell'accaduto è stata la figlia che tornando a casa si è accorta che uno di loro camminava barcollando.
La donna ha subito avvisato il padre che ha ritrovato gli altri cani a terra morti. Ad ucciderli è stata carne con diserbante, circa quaranta Kg poggiata in tre diversi posti della tenuta. E' scattata subito la denuncia da parte del signor Benito presso il Comando dei Carabinieri di Monteprandone, e sono in atto le indagini.