Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia

In questo blog potrai leggere e vedere le immagini della crudeltà e della cattiveria umana .
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?

Al cuore del problema

Ogni anno migliaia di cani vengono introdotti nei canili esistenti nel nostro Paese. Nei canili migliori solo alcuni riacquistano dignità attraverso l'adozione. In altri li aspettano malattie, sbranamenti o comunque la fine naturale della vita trascorsa dietro le sbarre. Il tutto con costi altissimi per le amministrazioni. Aiutateci a dire basta. Il fenomeno del randagismo si può controllare e sconfiggere.


COSA DICE LA LEGGE:
Secondo la normativa vigente i sindaci sono responsabili per i cani vaganti nel territorio del Comune che amministrano.

Al fine di curare i cani presenti nel suo territorio, i Comuni ricevono finanziamenti da parte dello Stato centrale (pagati da noi cittadini mediante le tasse) per cui gli stessi sono tenuti a predisporre le strutture per risolvere il problema del randagismo e a finanziarle con i denari a ciò destinati.


LA SOLUZIONE MIGLIORE:
Le Associazioni senza scopo di lucro costituiscono i migliori soggetti per la gestione del canile in quanto, agendo senza scopo di lucro, danno maggiori garanzie sul fatto che i denari ad esse corrisposti dal Comune siano effettivamente destinati alla migliore cura del cane.


QUELLO CHE ACCADE NORMALMENTE:
L'affidamento ai gestori privati è invece assai pericoloso in quanto gran parte degli stessi sono tentati dal non garantire buone condizioni di vita o la stessa sopravvivenza dei cani ospitati nel canile al fine di massimizzare i guadagni.

A mero titolo di esempio, vi segnaliamo che sono numerosi i Comuni che hanno stipulato convenzioni con gestori privati per l'affidamento agli stessi della gestione dei canili a seguito di gare di appalto vinte con aste fortemente al ribasso. Sono numerosi gli esempi di gestori che hanno vinto con offerte che prevedano il mantenimento del cane per soli 70 centesimi di euro al giorno! 70 centesimi con cui il gestore dovrebbe pagare il cibo per il cane, le cure mediche, parte delle spese di gestione (operai, luce, acqua etc.) e, addirittura, ricavarci qualcosa per vivere.

Appare del tutto evidente, quindi, che in tali casi il benessere del cane non potrà di certo essere garantito.


IL BUSINESS DEL RANDAGISMO: 500 MILIONI DI EURO ALL'ANNO
Parecchi imprenditori privati hanno nella gestione dei canili una vera miniera d'oro. Si tratta spesso di delinquenti o persone senza scrupoli capaci di creare importanti connivenze con istituzioni che dovrebbero controllare.

Il business del randagismo in Italia genera un fatturato annuale di circa 500 milioni di Euro. 500 milioni di euro pagati dai contribuenti che spesso sono oggetto di vere e proprie truffe da parte dei gestori ai danni dei Comuni e, quindi, di chi paga le tasse.


IL CUORE DEL PROBLEMA:
Nella maggioranza dei Comuni poi la domanda d'ingresso dei cani supera largamente l'offerta di posti in canile, con la conseguenza che per ogni cane morto o fatto adottare, sono pronte altre due richieste di accalappiamento e che chi volesse speculare riesce a percepire sempre e comunque il suo guadagno su un numero garantito di cani. Alla minima spesa sul singolo animale corrisponde il massimo guadagno in termini di utile.

Così che si assiste spesso ad insufficienza di personale, mancanza di lavoratori qualificati, minimi spazi nei box, in cui i cani superano il numero di 3 animali, arrivando anche ad essere 15 o più, senza tenere in alcun conto la loro compatibilità (la prima causa di morte in canile è lo sbranamento!!!!).

Per non parlare delle speculazioni che si realizzano attraverso l'accalappiamento degli animali e lo smaltimento delle loro carcasse che crea un circolo vizioso per cui prima muore un cane prima si guadagna sullo smaltimento della sua carcassa e sull'accalappiamento del nuovo cane che lo sostituisce.


LA CONNIVENZA:
Altro fenomeno che acuisce il problema è la forte connivenza tra chi dovrebbe controllare e chi è controllato. Accade sovente nei Comuni più piccoli (ma non solo) che il Sindaco (che affida la gestione del canile), i responsabili della ASL (preposti al controllo) e il gestore del canile (colui che dovrebbe essere controllato) siano amici, compagni di merende o, addirittura, parenti.

Appare evidente come in queste situazioni sia realmente impossibile far rispettare la legge e far garantire il benessere dei cani ospitati nei canili.


LA SOLUZIONE:
Ciò non accadrebbe se i Comuni provvedessero come per legge alla costruzione e risanamento delle proprie strutture e soprattutto ne affidassero la gestione ad Associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che diano garanzie di controllo, di apertura al pubblico e di trattamento secondo parametri di benessere misurabili molto elevati.

L'ACL – Associazione Canili Lazio Onlus da anni combatte il fenomeno del randagismo. Perché il canile deve essere un punto di partenza per una nuova vita alla quale arrivare attraverso l'adozione e non un punto di arrivo in cui morire.

Abbandono : condanna a morte

Abbandono  : condanna a morte
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venerdì 11 giugno 2010

prov. di Genova, conigli appena natitra i rifiuti

 
 IL SECOLO XIX
10 GIUGNO 2010
 
Conigli appena natitra i rifiuti, scattal'allarme abbandoni
Il fenomeno non riguarda più solo cani e gatti
Montanari: �Emergenza per i serpenti�
 
Edoardo Meoli
 
Cogoleto (GE) - Due coniglietti appena nati trovati in un cestino dei rifiuti a due passi dall'imbarco traghetti, la tartaruga lasciata libera sulla spiaggia di Cogoleto e quelle immerse nella vasca dei parchi di Nervi; ma anche il pitone abbandonato da una ragazza qualche giorno fa ad Animal Assistence. Il fenomeno dell'abbandono degli animali, purtroppo, va di pari passo con il cambiamento delle abitudini. E visto che sempre più spesso cani e gatti vengono sostituiti da altre specie, con la stessa frequenza aumentano gli abbandoni. Con l'aggravante che, essendo la gestire di un pitone reale o un iguana indubbiamente più complicato (e spesso più costoso), sono anche percentualmente più elevati i casi di abbandono.
�� un problema che conosciamo bene e che stiamo affrontando dal punto di vista della sistemazione degli animali abbandonati - conferma Pinuccia Montanari, assessore comunale -è chiaro che non si possono portare specie che necessitano di cure e attenzioni particolari al canile. Perciò ci affidiamo alle associazioni specializzate attraverso convenzioni. Ultimamente abbiamo firmato con Enpa quella riguardante la gestione della voliera. La stessa cosa faremo per il rettilario�.
L'ultimo e clamoroso caso di abbandono è quello dei due coniglietti recuperati in un cestino per la carta, nella zona del porto. Due pensionati si sono accorti che qualcosa si stava muovendo nel contenitore e hanno dato l'allarme. Gli animaletti erano dentro un sacchetto di plastica sigillato, dunque chi li ha lasciato voleva che morissero soffocati. Probabilmente l'autore del gesto è qualcuno che si doveva imbarcare sul traghetto per la Sardegna e che ha scoperto di non poter salire a bordo con le bestiole. Oggi sono in cura ad Animal Assistance, ma salvarli non sarà facile: troppo piccoli per allattarli artificialmente. A Cogoleto, ieri mattina, è stata ritrovata una tartaruga abbandonata dentro un cassonetto a due passi dalla spiaggia. In questo caso l'intervento è stato portato a termine dal nucleo Cites del Corpo Forestale, trattandosi di una specie protetta. Stessa sorte per le tartarughine sopravvissute ai batteri della vasca dei parchi di Nervi: una mezza dozzina è stata consegnata al Cites e trasferita in un centro specializzato. C'è poi il caso recentissimo del pitone lasciato da una ragazza all'Enpa: aveva acquistato il rettile con il fidanzato. Poi la copia si è divisa e nessuno dei due ha voluto saperne di tenere il pitone.
�Ormai questi casi sono all'ordine del giorno - dice Rosanna Zanardi, presidente dell'Enpa genovese - non a caso in due anni ci siamo dovuti dotare di un rettilario e di una voliera. Non sapevamo più dove mettere tutti gli animali abbandonati. In questi giorni chi viene da noi, in via Casaregis, si trova di fronte a uno zoo: abbiamo ogni genere di sauri, rettili e uccelli�. E, a proposito di cani e gatti, non è che si possa stare tropo tranquilli: �C'è un incremento del randagismo e degli abbandoni - dice Clara Bongiorno, responsabile del'associazione Una che gestisce il canile comunale - adesso abbiamo ben settanta molossidi, soprattutto pitt -bull. Ma gli abbandoni sono legati a ragioni economiche. C'è gente che non riesce più a mantenere gli animali domestici, Magari ha perso il lavoro o ha avuto lo sfratto�.
Per la stessa ragione sono in aumento anche gli abbandoni di gatti, come confermano al gattile di Quarto: �Quando arriva l'estate il fenomeno aumenta�. Per contribuire al mantenimento di molti gatti adulti, con rare possibilità di essere adottati, si è pensato di effettuare, sull'esempio di altre associazioni animaliste, un affido a distanza tramite il versamento di un contributo di 10 euro mensili. �Un gatto domestico, abituato a vivere in casa, ha ben poche possibilità di sopravvivere libero in città? aggiungono al gattile - per questo l'unica strada per salvarli è l'adozione�.

prov. di Imperia, ignoti sgozzano l'agnellino mascotte della fattoria

 
RIVIERA 24
7 GIUGNO 2010
 
Macabra scoperta
Ignoti hanno sgozzato l'agnellino mascotte della fattoria di San Romolo
 
 
Sanremo (IM) - "Lungo la strada che porta a Bignone ho visto la testa di un agnello, vicino c�erano le interiora e le altre parti del corpo non commestibili. Dalla fattoria mancava proprio l�agnello nato circa 4 mesi fa" racconta il custode Federigi Ignoti hanno sgozzato l'agnellino mascotte della fattoria di San Romolo. La macabra scoperta è stata effettuata dal custode del parco naturale di San Romolo e Monte Bignone, Giuseppe Federigi. "Ieri mattina tutti gli animali erano all�esterno della recinzione - racconta Federigi - Ho trovato un punto della recinzione in cui la rete era stata tagliata, probabilmente con un tronchese. Poi lungo la strada che porta a Bignone ho visto la testa di un agnello, vicino c�erano le interiora e le altre parti del corpo non commestibili. Dalla fattoria mancava proprio l�agnello nato circa 4 mesi fa, ucciso e macellato in mezzo agli alberi". Oggi l�episodio verrà denunciato alla magistratura.

IL SECOLO XIX

7 GIUGNO 2010

 

Sgozzato l'agnellino-mascotte

Orribile atto vandalico sulle alture di Sanremo
Era l'ultimo nato della fattoria didattica. Tagliata la testa, lo hanno macellato sul posto

 

Paolo Psaia

 

Sanremo (IM). Lo hanno attaccato ad un albero e lo hanno sgozzato, per poi tagliarne la testa e levarne le interiora. Una vera macellazione, di cui è stato vittima, la scorsa notte, un agnellino della fattoria didattica di San Romolo.
La macabra scoperta è stata effettuata alle 9 di ieri dal custode del parco naturale di San Romolo e Monte Bignone, Giuseppe Federigi. Il parco è gestito dal Comune, Federigi si occupa sia della fattoria che del maneggio. � lui stesso a raccontare l'accaduto.
�Alle 7 mi sono recato alla fattoria per dare da mangiare agli animali e verificare che tutto fosse a posto. Ho sentito subito che c'era qualcosa che non andava, fino a quando mi sono accorto che tutti gli animali erano all'esterno della recinzione. Li ho radunati e fatti rientrare, sulle prime non mi sembrava che mancasse qualche capo. Poi ho cercato di capire come avessero fatto ad uscire, e ho trovato un punto della recinzione in cui la rete era stata tagliata, probabilmente con un tronchese. � stato ricavato uno spazio sufficiente a fare passare una persona�.
Fino a quel momento, Federigi non poteva immaginare quello che era realmente successo. �Alle 9 - prosegue il custode del Parco - mi sono recato nel bosco assieme ad un cliente. In un tratto che si trova lungo la strada che porta a Bignone abbiamo visto la testa di un agnello, vicino c'erano le interiora e le altre parti del corpo che non sono commestibili: ho capito subito che era stato macellato. Credo che lo abbiano legato ad un albero, il tronco era imbevuto di sangue. Una scena davvero terribile, come si può fare una cosa del genere ad un agnellino, in mezzo al bosco?�.
Federigi, dopo la scoperta, ha capito che l'animale avrebbe potuto provenire dalla fattoria di San Romolo. �Ci sono subito tornato, e ho contato gli animali. Mancava proprio l'agnello nato circa 4 mesi fa, è quello che hanno ucciso e macellato in mezzo agli alberi�. Avuta la certezza che qualcuno si era introdotto nella fattoria e aveva portato via l'ovino, per poi ammazzarlo e lasciarne i resti nel bosco, Giuseppe Federigi ha chiamato un agente della polizia provinciale che vive a San Romolo, Giovanni Calvi, che ha effettuato un sopralluogo dell'area del ritrovamento e redatto un primo verbale. Oggi l'episodio verrà denunciato alla magistratura, mentre, sempre ieri - è stato informato dell'accaduto anche Claudio Littardi, responsabile del settore giardini di Palazzo Bellevue, sotto la cui competenza ricade il Parco naturale di San Romolo e Monte Bignone�. Come Federigi, anche Littardi è rimasto scosso dalla "macellazione" dell'agnellino. �Non avrei mai potuto pensare che qualcuno avrebbe potuto compiere un gesto simile, è terribile�. Rimane da capire se chi ha rapito e ucciso l'animale, portandone via la carne, dopo averlo macellato, lo abbia fatto allo scopo di mangiarsela. Ma anche in questo caso si tratterebbe comunque di un'azione incomprensibile e ingiustificabile.


RIVIERA 24

7 GIUGNO 2010

 

Una lettrice interviene in merito all'uccisione dell'agnellino della Fattoria di San Romolo

Sanremo - "La cosiddetta microcriminalità è un segnale allarmante da non sottovalutare"

 

La notizia dell'uccisione dell'agnellino della Fattoria di San Romolo da parte dei "soliti ignoti" ai quali, se non si è ancora potuto riconoscere una precisa identità, è lecito e doveroso attribuire quella di individui spregevoli e pericolosi, non fa che confermare quanto siano degradati i valori etici e morali di personaggi che da troppo tempo, ormai, infestano le nostre contrade.
Sgomentano le notizie che quotidianamente sono riportate in cronaca dai mezzi di informazione perchè, tra brutali omicidi, infanticidi, massacri in Paesi che vivono guerre più o meno dichiarate, furti, rapine, estorsioni, racket e quant'altro, vengono riportati di quando in quando, e ultimamente sempre più spesso, i resoconti di episodi che sconcertano e giustificatamente elevano la sensazione di allarme sociale e la percezione di insicurezza anche in situazioni di assoluta normalità.
Tra queste rientrano episodi di gratuita brutalità verso persone indifese, maltrattamenti o peggio (come nel caso dell'agnellino) di animali e vandalismo sui beni pubblici ( es. distruzione del "Funtanin" di Corso Trento e Trieste; sradicamento piante e fiori dalla aiuole ecc.) e privati: violazioni e danneggiamenti di proprietà e quant'altro dimostrano quanto sia effettivamente motivata la sensazione di insicurezza che rende le nostre strade, il nostro lavoro e la vita di tutti noi, una sorta di percorso ad ostacoli nel quale siamo chiamati ogni giorno a cimentarci, che lo vogliamo o no.
L'odioso episodio di San Romolo dà la misura del degrado morale e civile di gente che con arroganza e prepotenza contrappone la propria illegalità e la propria brutalità alle regole della civile convivenza.
Rubare piantine, uccidere piccoli animali, razziare coltivazioni, svuotare i capanni degli attrezzi, saccheggiare i cantieri e tutte le attività delinquenziali la cui portata, sovrastata dall'impegno al contrasto di tutta una serie di crimini più pesanti, rischia forzatamente di passare in secondo piano, deve al contrario far riflettere sul fatto che chi ruba i vasi dai davanzali o uccide piccoli animali non è meno delinquente e soprattutto non meno pericoloso di coloro che commettono reati più gravi.
La corruzione e l'abbruttimento di un individuo non si misurano con il codice penale, si giudicano e si puniscono in base alle leggi che in esso sono contemplate, ma questo non basta a rasserenare e a rassicurare coloro che vedono in questi episodi, che si ripetono con allarmante frequenza, il segno di un degrado morale che ha caratteristiche ben più inqietanti e radici più profonde di quanto potrebbe apparire ad una superficiale valutazione.

Teresa Barazzetti, una lettrice di Manuela Consonni

lunedì 31 maggio 2010

prov. di Imperia, cane vola dal quinto piano e MUORE nell'indifferenza dei passanti

RIVIERA 24
31 MAGGIO 2010
Cane vola dal quinto piano e MUORE nell'indifferenza dei passanti: nessuno lo porta dal veterinario
di Fabrizio Tenerelli
Vallecrosia (IM) - In molti hanno allertato il 118, ma trattandosi di un cane con padrone - in questo caso un'anziana - privati avrebbero dovuto portarlo dal veterinario per essere curato o, a mali estremi, soppresso.Brutta fine per un cane che, questo pomeriggio, e� caduto dal quinto piano di un�abitazione, di via Colonnello Aprosio, a Vallecrosia ed e� stato lasciato morire, dopo una breve agonia, nell�indifferenza della gente. L�animale, appartenente a una anziana, e� volato dal terrazzo per cause in fase di accertamento ed e� atterrato ancora vivo. Probabilmente sarebbe ugualmente morto, ma nessuno si e� premunito di portarlo dal veterinario di turno per farlo curare o, a mali estremi, sopprimere.
Una decina le chiamate giunte ai centralini del 118, da parte di altrettanti passanti che alla vista dell�animale ferito hanno allertato i soccorsi. Il 118, cosi' come prevede il protocollo, non trattandosi di un randagio � in questo caso deve intervenire d�ufficio, il servizio veterinario dell�Asl - ha fornito a ciascuno il numero di telefono del veterinario di turno, ma nessuno ha voluto seguire le istruzione e il risultato e' che il cane e' morto.

domenica 25 aprile 2010

prov. di Imperia: quattro gattini murati vivi in una parete

IL SECOLO XIX
24 APRILE 2010
Taggia, quattro gattini murati vivi in una parete
Oarcheggio del cimitero, salvati in extremis
Un quinto animale, probabilmente della stessa nidiata, ucciso direttamente con una pietra o un bastone
Paolo Isaia
Taggia (IM). Quattro gattini di poche settimane infilati a forza in due canali di scolo di un muro di contenimento, poi chiusi rispettivamente con alcune pietre e con un vaso di plastica per i fiori, in modo da impedire loro di uscire e condannarli a una morte certa quanto atroce, per fame e sete. Un quinto gattino, probabilmente della stessa nidiata, ucciso direttamente, con una pietra o un bastone, e abbandonato in mezzo all'erba. La macabra scoperta è stata effettuata l'altra sera da una "gattara" nel parcheggio del cimitero di Taggia; fortunatamente la donna, dopo aver sentito i miagolii disperati dei gattini imprigionati nel muro, è riuscita a salvarli. Il quinto, il cui corpicino ancora ieri pomeriggio si trovava nel prato, verrà probabilmente rimosso oggi dai veterinari dell'Asl, avvisati dalla gattara. Che però non si è limitata a chiamare il servizio veterinario: ha sporto denuncia ai carabinieri.
Il muro di contenimento si trova sotto il parcheggio, le canalette servono a far defluire l'acqua piovana in un canale più grande che separa il parcheggio del cimitero dal piazzale di un'azienda agricola. ?Stavo dando da mangiare ai gatti della colonia, come ogni sera - racconta Imeria Costa - quando ho sentito dei miagolii attutiti. Mi sono avvicinata al punto da cui provenivano, ma non vedevo nulla?. La donna, per una malattia, deve utilizzare una sedia a rotelle elettrica. Con lei c'era un'amica, che è andata a vedere di persona da dove provenissero la voce dei gattini. ?Non si capiva, sembrava venire da dentro il muro, poi si è accorta che i due fori di uscita della canaletta di scolo erano stati chiusi, il primo con alcuni mattoni, il secondo con un vaso di plastica, rovesciato in modo che facesse da tappo. Una volta tolte le pietre e il vaso, abbiamo trovato i gattini, due da una parte, due dall'altra?. In meno di un'ora i quattro mici erano dal veterinario, che li ha subito sottoposti alle cure del caso, essendo denutriti. Per il quinto, invece, non c'era nulla da fare. ?Strazia il cuore vederlo lì in mezzo all'erba, nessuno però si è preso la responsabilità di toglierlo prima che arrivasse l'Asl?. I carabinieri di Arma di Taggia ora dovranno cercare di scoprire chi abbia potuto "murare vivi" i quattro gattini e, forse, avere ucciso il loro fratellino.

prov. di Savona, avvelenamenti di animali

SAVONA NEWS
20 APRILE 2010
Cairo (SV): avvelenamenti in Valle, l'Enpa chiederà la bonifica
Cairo (SV) - Nuovo avvelenamento di animali in Val Bormida. Ieri, in piazza Vittoria di Cairo Montenotte la protezione animali ha trovato una decina di colombi caduti a terra agonizzanti, mentre diversi cani, gatti ed uccelli erano morti in via Motta, Madonna del Bosco, Ferrere, Bragno e Ferrania; altri casi si erano ripetutamente verificati nel vicino comune di Carcare. Il fenomeno è purtroppo frequente in Valle Bormida e questo incivile comportamento mette in pericolo anche l?incolumità delle persone.
L'Enpa chiederà al Comune di provvedere alla bonifica dell?area, come prescrive una recente ordinanza del Ministero della Salute. Le Guardie Zoofile dell?associazione stanno svolgendo gli accertamenti per individuare i responsabili che rischiano la reclusione da 3 a 18 mesi.

mercoledì 14 aprile 2010

prov. di SV: colonia felina decimata da veleno

SAVONA NEWS
13 APRILE 2010
Piana Crixia: colonia felina decimata da veleno
SAVONA - La Protezione Animali savonese ha segnalato un grave avvelenamento di animali a Piana Crixia in località Valpiana; la locale colonia felina, amorevolmente curata ed accudita da alcuni volontari, è stata decimata dal veleno distribuito da qualche persona che non sopporta i gatti: due giovani sono morti ed altri quattro animali si sono salvati solo grazie alle cure tempestive dei veterinari. Nell?ottobre scorso in un identico episodio erano morti altri animali, tra cui due asini. La locale Polizia Municipale e le guardie zoofile dell?ENPA stanno svolgendo ricerche per individuare i responsabili; chi possa dare informazioni utili all?inchiesta è pregato di telefonare allo 019/824735 o inviare una mail a savona@enpa.org., o rivolgersi direttamente a Carabinieri, Polizia Municipale, Guardia Forestale e di Finanza, in caricati di perseguire i maltrattamento di animali; il reato è punito dal Codice Penale e prevede la reclusione da 3 a 18 mesi.

mercoledì 7 aprile 2010

prov. di Savona, tredici cavie abbandonate

SAVONA NEWS
7 APRILE 2010
Quiliano (SV): tredici cavie abbandonate soccorse dall'ENPA
Quiliano (SV) - Insolito ma sempre odioso abbandono di animali in un bosco isolato di Roviasca, frazione di Quiliano.
Tredici cavie, quattro adulti ed una femmina con otto piccoli, rinchiusi in una scatola depositata lungo il torrente, sono state trovate da un escursionista e con-segnate alle cure dei Volontari della Protezione Animali savonese.
Le bestiole erano affamate, segno evidente che si trovavano in zona da parecchi giorni, con il rischio di essere divorate dai predatori (volpi, tassi, cani e gatti); ora sono in buone condizioni [...]
Le Guardie Zoofile dell?ENPA hanno avviato le ricerche dell?autore del reato, punibile con l?arresto fino ad un anno o l?ammenda fino a 10.000 euro; chiunque vi abbia assistito può dare informazioni utili telefonando all?associazione, o inviando una mail a savona@enpa.org, o rivolgendosi direttamente a Carabinieri, Polizia Municipale o Guardia Forestale.

venerdì 2 aprile 2010

prov. di La Spezia: attenzione bocconi avvelenati

IL SECOLO XIX

1 APRILE 2010

Allarme cani avvelenati a Bragarina

La padrona di alcuni animali lancia il sospetto che qualcuno stia cercando di ammazzare i cani del quartiere

La Spezia - A Bragarina, qualcuno tira bocconi avvelenati ai cani che abbaiano. E? la sconcertante denuncia di Angela D?Ippolito che 5 anni fa ha visto morire il suo primo animale, un pastore tedesco, un mese fa la sua cagnetta meticcia ?Penny? di un anno e mezzo e la settimana scorsa ha strappato alla morte in extremis il dogo argentino ?Gaucho? di cinque anni, del peso di 40 chili che di giorno teneva in giardino. ?Un mese fa quando è morta ?Penny? il veterinario ha pensato ad una emorragia cerebrale ?spiega Angela- ma ora, alla luce di quanto è accaduto a ?Gaucho?, che è stato sicuramente avvelenato con qualche boccone per topi, sono sicura che anche ?Penny? sia stata vittima di bocconi avvelenati. I miei cani davano fastidio forse perchè abbaiavano a chi passava vicino al giardino di casa mia in via Capraia. Pensi che per farmeli togliere qualcuno mi aveva denunciato per maltrattamenti e abbandono di animali ma gli accertamenti hanno dimostrato quanto io ami i miei cani. E? vero, quando qualcuno passa lungo il giardino, o quando i bambini del vicinato li disturbano, i cani si mettevano a latrare, credo sia un fatto naturale e poi la sera li mettevo sempre in casa e quindi non abbaiavano più e non potevano disturbare nessuno. ?Gaucho? l?ho salvato per i capelli grazie alle cure che gli hanno praticato i veterinari della clinica ?Haziel? di Santo Stefano che si sono accorti dell?avvelenamento: aveva fegato e reni interessati ed ora continuo a portarlo in clinica per continuare la terapia. Per fortuna presto mi trasferisco ai Colli e lì mi auguro di trovare vicini più comprensivi ed amichevoli?.

mercoledì 31 marzo 2010

prov. di SP: un veleno fa strage di mici randagi

 
 

IL SECOLO XIX

31 MARZO 2010

 

Un veleno fa strage di mici randagi

 

Beverino (SP) - ALLARME gatti a Beverino. Qualcuno negli ultimi giorni ha disseminato il territorio del borgo di bocconi al lumachicida: e già diversi felini, anche di proprietà, sono rimasti intossicati. Alcuni di questi gatti, curati, sono sopravvissuti: altri, invece, nonostante le cure veterinarie, sono morti. Il caso è stato segnalato all'ufficio provinciale tutela animali, con la richiesta di un'indagine. ?Era successo anche l'anno scorso, nel periodo della primavera - segnalano a Beverino - erano già morti diversi gatti, e anche qualche cane. Si tratta di "polpettine" che vengono imbevute nel lumachicida, e lasciare vicino alle aree verdi, ma anche alle case. In questo modo, sono stati intossicati anche animali domestici che non sono abbandonati, ma escono nella prossimità del giardino dei proprietari. Non si capisce chi agisca in questo modo?. E' stato chiesto anche l'intervento delle istituzioni locali, per far cessare il fenomeno, che sta suscitando apprensione fra gli abitanti.

lunedì 1 marzo 2010

prov. La Spezia - CAPRETTE DELLA PALMARIA DESTINATE AL MACELLO


IL GIORNALE
20 FEBBRAIO 2010
CAPRETTE DELLA PALMARIA DESTINATE AL MACELLO
Su richiesta del Comune di Portovenere, la Regione ha finanziato un progetto di "bonifica" dell'isola spezzina ma animalisti e molti frequentatori del parco insorgono: è una crudeltà, sono poche e non fanno male a nessuno
Monica Bottino
Provincia di La Spezia - Hanno chiesto alla Regione un intervento drastico per mettere fine a quello che definiscono ?una minaccia per l?habitat naturale e le specie animali, arrecando anche notevoli danni con la distruzione delle coltivazioni e dei muretti a secco?. E la Regione ha scelto proprio il progetto di deportazione delle caprette come primo da finanziare nell?ambito delle graduatoria di Rete Natura 2000. Gli animali saranno catturati e messi in recinti sulla sommità dell?isola in attesa che aziende agricole le richiedano per la produzione di latte e di carne. In seguito verrà realizzato un percorso turistico botanico. Ma a questo punto, mentre si avvicina l?operazione piazza pulita arrivano anche le rimostranze di quanti, frequentatori di anni dell?isoletta, pensano che le caprette non abbiano poi così tante colpe da essere messe letteralmente sulla graticola.
Qualche settimana fa sul quotidiano La Nazione Roberto Salvatori si chiedeva se sia corretto attribuire i problemi dell?isola esclusivamente alla capre ?che non demoliscono i muretti a secco non essendo ruspe? e che ?Ƞ interesse della collettività e non solo dei già privilegiati, davvero garantire la tutela e il pieno rispetto dei valori naturali ivi presenti. Capre comprese, dunque?.
D?altra parte nel mare magnum di Internet sono molti i commenti lasciati dagli amanti dell?isola che ricordano per esempio come sia un elemento di attrazione turistica arrivare in barca fino alla pozza di acqua dolce dove le caprette si ritrovano a bere.
?Io frequento la Palmaria da 40 anni - dice Nicoletta Rimola - in tutte le stagioni e non ho mai visto una sola capra andare sulla spiaggia. Le capre vivono sul versante verso il mare aperto, il più impervio, dive non ci sono case e solo raramente è possibile scorgerne qualcuna percorrendo il sentiero. Non credo che siano mai state censite, ma penso che non siano più di una trentina su un territorio abbastanza vasto visto che parliamo della più grande isola del mar Ligure e credo che la sua flora e la sua fauna siano protette. Trovo assurdo che animali che potevano vivere in libertà siano costretti forse per soddisfare l?interesse di qualcuno a subire un simile destino?.

martedì 26 gennaio 2010

prov. di SP: cani maltrattati e denutriti trovati in una roulotte


IL SECOLO XIX
24 GENNAIO 2010
Biassa (SP), cani maltrattati e denutriti trovati in una roulotte: uno non ce l'ha fatta
Indagato il padrone
Biassa (SP) - Li hanno sentiti abbaiare, per caso: magrissimi, nella roulotte in un terreno, nella zona di Biassa. Ma l'allarme dato da alcuni cittadini all'ufficio tutela animali, diretto da Antonietta Zarrelli, non ha potuto fare il miracolo. Quando la forestale, inviata sul posto dal servizio, è entrata, ha trovato uno dei due cani - la femmina - già senza vita. E l'altro, molto provato, è stato posto sotto sequestro, e affidato ad una clinica veterinaria. I forestali, ai quali la nuova normativa affida un compito centrale nella tutela degli animali, hanno verbalizzato l'accaduto: il reato che si profila, a carico dei responsabili, è quello di maltrattamento. E' stata disposta l'autopsia sul corpo del cane trovato già morto: un veterinario dovrà accertare la causa del decesso. E accurati esami dovranno chiarire se anche l'altro che appare magro e debole, abbia sofferto fame o disagi. E' possibile infatti che i due cani siano stati nutriti poco e male, e non curati: di certo si sa solo che qualcosa non ha funzionato. Il fascicolo sarà trasmesso alla Procura. Al momento, non si possono avanzare che ipotesi, sulle cause della morte della femmina, che avrebbe cessato di vivere nelle ore precedenti.

venerdì 15 gennaio 2010

Imperia: animali stipati in un camion

ASCA

14 GENNAIO 2010

ANIMALI: DECINE DI BOVINI PER ORE STIPATI IN UN TIR, DENUNCIA ENPA

Roma - Decine di bovini, stipati ne rimorchio di un TIR proveniente dall'Ungheria e diretto in Francia, sono rimasti per ore in frazione Barcheto di Imperia, senza poter bere, mangiare o muoversi; la Protezione Animali savonese chiede l'intervento urgente degli organi di vigilanza per procedere contro i responsabili per il reato di maltrattamento di animali.''Non sono rari -denuncia la Protezione Animali - gli incidenti subiti dal bestiame trasportato e neppure i maltrattamenti nel viaggio, malgrado l'entrata in vigore nel 2007 di una convenzione europea sul benessere degli animali durante i trasferimenti; in quell'anno l'Italia ha importato circa 1.800.000 bovini, 1.200.000 suini, 1.300.000 ovicaprini, 100.000 cavali ed asini e ben 11 milioni di volatili da cortile (fonte Ministero della Salute), otre a centinaia di migliaia di lepri, fagiani e pernici da ripopolamento per la caccia. E le sofferenze si ripetono: 25 vitelli massacrati a Ventimiglia e 200 maiali a Genova, maltrattati dalla Spagna per la Sardegna nel 2006, nel 2007 decine di lepri da ''pronta caccia'' morte a settembre a Savona e migliaia di animali bloccati per giorni sui TIR nello sciopero di dicembre, 65 bovini uccisi sulla bretella di Predosa nel 2008, solo per citare alcuni degli episodi accaduti in Liguria.L'ENPA propugna il vegetarianesimo ma chiede che chi mangia carne si accontenti della bistecca ''a chilometro zero'', ovvero siano macellati nelle zone d'allevamento tutti i capi destinati ai mercati situati a distanze che prevedano viaggi di piu' di otto ore.E continua a sollecitare gli organi competenti, coinvolgendo i Parlamentari liguri, affinche' vengano al piu' presto attivate urgenti iniziative: Piena attuazione delle Direttive CE sulla protezione degli animali durante i trasporti. Allestimento di una stalla di sosta d'emergenza piu' vicina alle autostrade Ventimiglia-Genova e Torino-Savona (oggi l'unico campo attrezzato e' a Carpaneto Piacentino), ove i convogli possano (e debbano) fermarsi e scaricare gli animali, abbeverarli e foraggiarli e, se necessario, ricoverarli e curarli nelle emergenze.

venerdì 27 novembre 2009

Imperia: strage di gatti


SANREMO NEWS

27 NOVEMBRE 2009

Imperia: strage di gatti a Pontedassio, avvisata la Procura

Imperia - Dopo la serie di gatti morti avvelenati è stato anche ipotizzato il reato, ad Imperia, ovvero 'Uso improprio di esche avvelenate'. I veterinari dell'Asl di Imperia hanno inviato le proprie relazioni al Procuratore Di Mattei, viste le decine di gatti, morti avvelenati, soprattutto a Pontedassio e Costarainera. Nelle esche è stato usato un prodotto con Cumatetralil, veleno utilizzato nelle operazioni di derattizzazione. Del caso si stanno occupando anche le Guardie Forestali, la Polizia Provinciale ed i Carabinieri.

lunedì 12 ottobre 2009

Genova : entra un gatto nel suo giardino, cacciatore spara e lo uccide !








9 settembre 09

Santo Stefano d'Aveto (GE) - Non è la prima volta che sono costretta a raccontarvi di un fatto così triste e purtroppo, finchè ci sarà gente del genere in giro e le pene saranno sempre così deboli e poco "dissuasive", penso che non sarà nemmeno l'ultimo.

Com'è possibile che un uomo con una carabina calibro 22, esca e vedendo un gatto che non desiderava nel suo giardino gli spari, uccidendolo sul colpo? E' davvero così terribile per chi non ama i gatti vedene uno che cammina sull'erba del proprio giardino tanto da sparargli?
Questo è accaduto a Santo Stefano d'Aveto e l'uomo, un cacciatore di 51 anni, è stato denunciato per uccisione di animale domestico.
I carabinieri gli hanno sequestrato la carabina utilizzata, altri quattro fucili da caccia e numerose munizioni; gli hanno ritirato il porto d'armi e la licenza di caccia.
Ma se non si fa qualcosa di veramente esemplare e che faccia passare per davvero la voglia di fare simili vigliaccate contro chi non può di certo difendersi da un proiettile che gli viene sparato contro.....mi spiegate voi perchè la cosa non si dovrebbe ripetere??

Elena

lunedì 23 marzo 2009

prov. di imperia: crudelta' sui gatti


RIVIERA 24
22 MARZO 2009
Sanremo (IM) - Un gatto era stato trovato colpito con l'acido, mentre altri due erano stati trovati, uno impiccato, l'altro crocifisso
Sanremo (IM) - Le guardie giurate della Lipu, che effettuano servizio di vigilanza zoofila, pattuglieranno le strade della Foce a Sanremo alla "caccia" dell'autore, o degli autori, delle sevizie ai danni di un gatto e dell'uccisione di almeno altri due. La vicenda era scoppiata nei giorni scorsi dopo il ritrovamento di un gatto colpito con l'acido.Altri due gatti erano stati uccisi in precedenza, il primo impiccato, il secondo crocifisso.

domenica 22 marzo 2009

Imperia provincia - Continua a Sanremo l'assurda offensiva contro gli animali


IL SECOLO XIX
21 MARZO 2009

Sevizie ai mici, minacciata una "gattara"

Continua a Sanremo l'assurda offensiva contro gli animali
La donna, che voleva affidare 4 piccoli felini, aveva pubblicato il numero telefonico: «Li ammazzeremo tutti»

Paolo Isaia

Sanremo (IM). La notizia delle sevizie inflitte ad almeno tre gatti - due dei quali uccisi - nella zona della Foce ha scatenato un'ondata di protesta e soprattutto il desiderio di individuare il responsabile: in molti hanno proposto di istituire delle ronde per sorvegliare il quartiere e coglierlo sul fatto. Ma c'è anche un nuovo episodio: una "gattara", che aveva pubblicato il proprio numero di cellulare in un annuncio per l'affidamento di quattro mici, è stata minacciata per telefono, così come la colonia di cui si occupa: «Li ammazzerei tutti», ha detto l'autore della chiamata.
Da giovedì mattina, quando abbiamo pubblicato l'articolo sull'impiccagione di un gatto, sulla crocifissione di un altro e sulle ferite provocate ad un terzo con l'acido, sul sito web del Secolo XIX sono state inviate decine di mail a commento dell'accaduto. Numerose anche le telefonate giunte in redazione. Il contenuto degli scritti lascia pochi spazi al dubbio: tutti condannano i gesti e si augurano che il responsabile venga individuato e denunciato. Ma c'è chi vorrebbe agire in prima persona.
«Proporrei delle ronde di animalisti, per pattugliare la zona, e trovare quelli che fanno queste cose per riservare loro lo stesso trattamento - la mail a firma di Patrizia Peterlongo, da Imperia - devono essere presi e messi in galera, anzi, chiusi in un canile... mi propongo come prima cittadina volontaria». Una mail firmata "Giustizia", si augura invece che «Tutto il male che viene fatto alle povere bestiole indifese ricada su coloro che lo fanno ! Che male vi hanno fatto -», mentre Dany, da Quarto (Genova), inveisce contro gli autori delle sevizie: «Maledetti! Bisognerebbe riservare loro lo stesso trattamento». Di ronde torna a parlare Nadia («che le ronde servissero a trovare questa gente! e poi lasciateli a noi»). Indignata anche Manuela, da Genova. «Spero che chi si è macchiato di questi atti venga scoperto e che gli venga inflitta una pena esemplare. E' vergognoso che esistano al mondo individui del genere.
Sono dei mostri che dovrebbero patire le pene inflitte a quelle povere bestie».
Una vera sollevazione popolare, insomma, contro chi non ha esitato a gettare dell'acido addosso ad un povero micio - ma potrebbe avergli afferrato la zampa e avergliela immersa in un contenitore con la sostanza - così come contro chi ha impiccato un gatto allo specchietto di un'auto, sempre alla Foce, e a inchiodarne un altro ad un palo al campo ippico del Solaro.
«Comprendo le reazioni di queste persone - dice Giovanni Persico, presidente della Lega del Gatto di Sanremo - ma non si può rispondere alla violenza con la violenza. Sarebbe invece importante che qualcuno si facesse avanti per impegnarsi nell'attività di volontariato...». Lo stesso Persico racconta poi delle minacce alla gattara. «Me le ha subito riferite, ha ricevuto la chiamata da un uomo che le ha detto che non solo avrebbe ucciso volentieri tutti i gatti di quel quartiere, ma se la sarebbe presa anche con chi li cura». Lo stesso presidente della Lega conferma che il gatto trovato impiccato allo specchietto dell'auto non era morto in precedenza, ma che il decesso è avvenuto proprio per soffocamento.

giovedì 19 marzo 2009

Imperia provincia : nuove crudelta' sugli animali


RIVIERA 24

19 MARZO 2009

Spariti altri 5 gattini

Due nuovi episodi di violenza contro gli animali alla Foce di Sanremo

Sanremo (IM) - Un gatto è stato parzialmente immerso nell'acido procurandogli orrende mutilazioni alle zampe anteriori. Un altro è stato percosso con un bastone, poi gli è stato appiccato il fuoco sulla schiena A Sanremo si sono verificati due nuovi episodi di violenza contro gli animali alla Foce. Un gatto è stato parzialmente immerso nell'acido procurandogli orrende mutilazioni alle zampe anteriori. Un altro è stato percosso con un bastone, poi gli è stato appiccato il fuoco sulla schiena. Si sospetta che nel quartiere agisca una sorta di serial killer dei gatti. Negli ultimi tre mesi è stata denunciata la sparizione di 5 gatti in via Padre Semeria, via Barabino e corso Inglesi. Due settimane fa, in strada Solaro Rapalin, nella notte qualcuno aveva appeso un gatto nero a una staccionata. A dicembre ignoti impiccarono un gatto allo specchietto di un'auto all'incrocio tra corso Marconi e via Padre Semeria

martedì 27 gennaio 2009

Genova provincia : colla topicida contro i cani sessantenne denunciato



IL SECOLO XIX

27 GENNAIO 2009

Colla topicida contro i cani sessantenne denunciato

Chiavari (GE) - I carabinieri del nucleo operativo di Chiavari, al termine di un'indagine lampo, hanno scoperto e denunciato a piede libero un uomo di 68 anni, residente nel centro chiavarese ritenuto responsabile di aver creato trappole per cani nella centralissima piazza Torriglia di Chiavari. L'uomo aveva cosparso le aiuole di colla topicida: è stato segnalato alla Procura della Repubblica per getto pericoloso di cose. Il fatto è venuto alla luce lo scorso 24 gennaio a seguito delle richieste fatte dai proprietari di cani che abitualmente portano i loro animali a passeggiare in piazza Torriglia e che avevano notato una strana sostanza attorno alle aree verdi. Temendo potesse trattarsi di veleno in grado di uccidere i loro "amici a quattro zampe", i padroni avevano allertato il "112". I carabinieri sono riusciti a smascherare il sessantenne che ha detto di non sopportare la presenza di cani nella piazza da lui preferita.


LA REPUBBLICA

27 GENNAIO 2009

TOPICIDA SU AIUOLE CONTRO I CANI, DENUNCIATO PENSIONATO

CHIAVARI (GE) - Un 69enne e' stato denunciato dai carabinieri per "getto pericoloso di cose" poiche' aveva cosparso alcuni punti di piazza Torriglia, a Chiavari, e le aiuole con colla topicida con l'intento di tenere lontani i cani dalla piazza che solitamente frequentava. Dopo la segnalazione fatta da alcuni proprietari di animali, i carabinieri del nucleo operativo di Chiavari hanno identificato e denunciato l'autore dell'uso improprio del topicida.

sabato 17 gennaio 2009

Genova provincia : pitbull morti d'inedia

IL SECOLO XIX
17 GENNAIO 2009
Pitbull morti d'inedia a "Santa" Denunciato il proprietario
Silvia Pedemonte
Santa Margherita (GE) - Due grandi sacchi di plastica, lasciati nel giardino. Quando gli agenti del comando di polizia locale sammargheritese li hanno aperti, la scena è stata raccapricciante: due carcasse di pitbull, morti, secondo le prime indagini, dopo una lunga agonia. Scheletrici per la fame e la sete patite per giorni e giorni.
È il terribile e barbaro caso di maltrattamento e uccisione di animali scoperto, alla fine della scorsa settimana (ma la notizia è trapelata soltanto ieri) dalla polizia locale cittadina, guidata dal comandante Stefania Bosio. Il proprietario degli animali, un uomo di 39 anni residente a Santa Margherita, in via Cervetti Vignolo, è stato denunciato alla procura di Chiavari per due reati, recentemente introdotti, nel codice penale: maltrattamento e uccisione di animali.
L'indagine, ora in mano alla Procura di Chiavari, è in corso: le carcasse dei due animali sono state temporaneamente sistemate in una cella frigorifera, in un magazzino a Genova, e sono a disposizione dell'autorità giudiziaria perché vengano effettuati accertamenti tecnico-sanitari. Da capire, infatti, se prima della morte per mancanza di cibo e disidratazione ai pitbull - due esemplari maschi di circa 5 anni - siano state inflitte ulteriori violenze.Il macabro ritrovamento si deve alla segnalazione, ai vigili urbani, di un vicino di casa del trentanovenne: l'uomo si era insospettito per i terribili odori che provenivano dall'appartamento del proprietario dei cani. Da qui, il primo sopralluogo, la settimana scorsa, da parte degli agenti. I poliziotti non avevano trovato in casa il trentanovenne, ma erano riusciti a contattare la madre dell'uomo: la donna aveva riferito di non avere la possibilità di farli entrare nella casa del figlio e che l'uomo sarebbe rientrato in casa dopo poche ore.
Non è andata così, però: il trentanovenne non si è fatto trovare. Il giorno dopo, venerdì scorso, il vicino di casa ha fatto un ulteriore esposto al comando di polizia, dicendo di aver notato dei grandi sacchi nel giardino di casa del trentanovenne: da qui, il secondo sopralluogo, che ha portato alla macabra scoperta. La morte dei due animali, come accertato dal veterinario chiamato dagli agenti della polizia locale, è avvenuta per «stenti e completa disidratazione». Incomprensibile il perché di questa malvagia brutalità compiuta sui due animali: il trentanovenne non ha fornito, a oggi, alcuna delucidazione, restando muto di fronte alla richieste di spiegazioni che gli provenivano dagli uomini in divisa. Gli investigatori sono convinti che l'uomo volesse far sparire le carcasse dei due animali in un terreno boschivo di proprietà di un amico, fuori dal centro cittadino: per questo, aveva già "impacchettato" le due carcasse con due grandi sacchi. Un proposito che, grazie al secondo sopralluogo, non è stato messo in atto. La lenta agonia degli animali sembra essere durata, secondo gli accertamenti del veterinario, a lungo: la loro morte risalirebbe a due giorni prima del ritrovamento. Un'ipotesi sembra essere quella che l'uomo sia andato fuori città per una intera settimana, disinteressandosi completamente della loro esistenza. I due pitbull, ridotti a pelle e ossa, non hanno morsi sul corpo: segno che nonostante la fame non hanno tentato di sbranarsi fra di loro. Hanno aspettato fino all'ultimo il ritorno del loro padrone, aspettando cibo e acqua. Quel cibo, quell'acqua e quell'affetto che non sono mai più arrivati, abbandonandoli ad una terribile morte.

lunedì 12 gennaio 2009

La Spezia: abbandonano vicino al cassonetto perchè vecchio

IL SECOLO XIX

12 GENNAIO 2009

Abbandonano il cane vicino al cassonetto della spazzatura perchè troppo vecchio

Storie d'ordinara ingiustizia

La Spezia - Un cane anziano, di una decina d'anni almeno, è stato abbandonato accanto ad un cassonetto. Aveva ancora addosso la mantellina di casa. E' stato notato, e affidato all'ufficio tutela animali, per il passaggio, inevitabile, al canile. «Sono molti i casi di cani anziani restituiti dai proprietari, o abbandonati - conferma Antonietta Zarrelli, dirigente dell'ufficio tutela - si tratta di situazioni di grave sofferenza. I cani anziani non sono più adottati, e muoiono in canile. E' tanto difficile per loro adattarsi al distacco, dopo una vita vissuta in casa, con una famiglia». Al canile, i cani anziani non si muovono quasi più. Li riconosci, perché indossano cappottini e mantelle scozzesi. Le orecchie basse, gli occhi appannati, si lasciano spostare ed accarezzare, con la tolleranza di chi ha vissuto tanto. Sono i vecchietti: cani e gatti ormai vecchi, che non fanno più bella figura in salotto, lamentano acciacchi, non saltano più al comando, e vanno curati. Non c'è tempo per dare loro gocce negli occhi, o tisane che leniscano i crampi. Non c'è voglia di cambiarli, e lavarli, e stare dietro alle fatiche delle zampe diventate molli. Vengono impacchettati, e portati al cancello. I più, non compilano nemmeno il modulo con la rinuncia. Lasciano il pacco, e se ne vanno. I vecchietti ci restano dentro. Non hanno la forza per saltare fuori, e comunque sanno già benissimo che non potrebbero tornare mai a casa sulle proprie zampe. Perché, poi? Per essere rispediti indietro? Sono malati, spesso. Hanno malattie che li tormenteranno ancora qualche mese, o poco più. Spesso, però, non hanno niente che non va: se non l'età, che avanza, inarrestabile, e fa venire meno la lucentezza del pelo, e la vivacità. Il vecchietto viene gettato via, e sostituito con un cucciolo. E non c'è nessun senso di colpa. Troppo forte è la tentazione di lavarsene le mani, di non porsi nemmeno il problema morale dell'abbandono: «Qualcuno ci penserà». Così i vecchietti punteggiano di mantelle a scacchi il piazzale del canile. Vengono esposti al sole, quando batte meno: e ritirati con la pioggia. Nessuno li prenderà più: rimarranno lì, finché il sonno eterno se li porterà con sé, in un'altra dimensione. Chissà se sentono ancora, nella mente, l'eco delle parole dolci e dei sorrisi, il dolore lacerante della separazione, il freddo nelle ossa, di quella vita all'aperto tanto diversa dalla poltrona di una casa. Con quel che resta del loro sguardo sul mondo, sembrano sorridere ai volontari, che pietosamente li coprono quando fa più freddo, e mostrano un sorriso, e qualche parola di incoraggiamento. Chissà cosa provano dentro, gettati via dopo dieci, dodici anni in una famiglia, che credevano fosse la loro per sempre. Chissà se sanno di essere stati rimpiazzati da qualcuno più giovane. Ciondolando sulle zampe molli, accennano qualche passo stanco, e poi si siedono: a volte si sdraiano, accasciati su un fianco, il naso scuro rivolto al cielo, le orecchie che si arrotolano pelose ai fianchi della testa. Stanno lì, immobili. E gli altri cani e gatti, con rispetto, si avvicinano piano, senza disturbarli. A volte, scambiano un cenno d'affetto. Nessuno piange per loro, quando il furgoncino sanitario passa a ritirarne i resti, composto in un sacco, perché spariscano nell'inceneritore. Nessuno li chiama ancora una volta, lanciando una carezza sulla carcassa fredda, trovata stecchita una mattina presto, quando comincia il giro di pulizia, estenuante, delle gabbie tutte in fila. Erano vecchi, usati, svuotati. Non meritavano il rispetto dei loro umani. Ma non è molto diverso poi, da quanto avviene spesso ai vecchi "umani", quando a loro volta non producono e non piacciono più, e iniziano a pesare. E non li salva più, il potere di avere solo due "zampe", e non quattro.