Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia

In questo blog potrai leggere e vedere le immagini della crudeltà e della cattiveria umana .
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?

Al cuore del problema

Ogni anno migliaia di cani vengono introdotti nei canili esistenti nel nostro Paese. Nei canili migliori solo alcuni riacquistano dignità attraverso l'adozione. In altri li aspettano malattie, sbranamenti o comunque la fine naturale della vita trascorsa dietro le sbarre. Il tutto con costi altissimi per le amministrazioni. Aiutateci a dire basta. Il fenomeno del randagismo si può controllare e sconfiggere.


COSA DICE LA LEGGE:
Secondo la normativa vigente i sindaci sono responsabili per i cani vaganti nel territorio del Comune che amministrano.

Al fine di curare i cani presenti nel suo territorio, i Comuni ricevono finanziamenti da parte dello Stato centrale (pagati da noi cittadini mediante le tasse) per cui gli stessi sono tenuti a predisporre le strutture per risolvere il problema del randagismo e a finanziarle con i denari a ciò destinati.


LA SOLUZIONE MIGLIORE:
Le Associazioni senza scopo di lucro costituiscono i migliori soggetti per la gestione del canile in quanto, agendo senza scopo di lucro, danno maggiori garanzie sul fatto che i denari ad esse corrisposti dal Comune siano effettivamente destinati alla migliore cura del cane.


QUELLO CHE ACCADE NORMALMENTE:
L'affidamento ai gestori privati è invece assai pericoloso in quanto gran parte degli stessi sono tentati dal non garantire buone condizioni di vita o la stessa sopravvivenza dei cani ospitati nel canile al fine di massimizzare i guadagni.

A mero titolo di esempio, vi segnaliamo che sono numerosi i Comuni che hanno stipulato convenzioni con gestori privati per l'affidamento agli stessi della gestione dei canili a seguito di gare di appalto vinte con aste fortemente al ribasso. Sono numerosi gli esempi di gestori che hanno vinto con offerte che prevedano il mantenimento del cane per soli 70 centesimi di euro al giorno! 70 centesimi con cui il gestore dovrebbe pagare il cibo per il cane, le cure mediche, parte delle spese di gestione (operai, luce, acqua etc.) e, addirittura, ricavarci qualcosa per vivere.

Appare del tutto evidente, quindi, che in tali casi il benessere del cane non potrà di certo essere garantito.


IL BUSINESS DEL RANDAGISMO: 500 MILIONI DI EURO ALL'ANNO
Parecchi imprenditori privati hanno nella gestione dei canili una vera miniera d'oro. Si tratta spesso di delinquenti o persone senza scrupoli capaci di creare importanti connivenze con istituzioni che dovrebbero controllare.

Il business del randagismo in Italia genera un fatturato annuale di circa 500 milioni di Euro. 500 milioni di euro pagati dai contribuenti che spesso sono oggetto di vere e proprie truffe da parte dei gestori ai danni dei Comuni e, quindi, di chi paga le tasse.


IL CUORE DEL PROBLEMA:
Nella maggioranza dei Comuni poi la domanda d'ingresso dei cani supera largamente l'offerta di posti in canile, con la conseguenza che per ogni cane morto o fatto adottare, sono pronte altre due richieste di accalappiamento e che chi volesse speculare riesce a percepire sempre e comunque il suo guadagno su un numero garantito di cani. Alla minima spesa sul singolo animale corrisponde il massimo guadagno in termini di utile.

Così che si assiste spesso ad insufficienza di personale, mancanza di lavoratori qualificati, minimi spazi nei box, in cui i cani superano il numero di 3 animali, arrivando anche ad essere 15 o più, senza tenere in alcun conto la loro compatibilità (la prima causa di morte in canile è lo sbranamento!!!!).

Per non parlare delle speculazioni che si realizzano attraverso l'accalappiamento degli animali e lo smaltimento delle loro carcasse che crea un circolo vizioso per cui prima muore un cane prima si guadagna sullo smaltimento della sua carcassa e sull'accalappiamento del nuovo cane che lo sostituisce.


LA CONNIVENZA:
Altro fenomeno che acuisce il problema è la forte connivenza tra chi dovrebbe controllare e chi è controllato. Accade sovente nei Comuni più piccoli (ma non solo) che il Sindaco (che affida la gestione del canile), i responsabili della ASL (preposti al controllo) e il gestore del canile (colui che dovrebbe essere controllato) siano amici, compagni di merende o, addirittura, parenti.

Appare evidente come in queste situazioni sia realmente impossibile far rispettare la legge e far garantire il benessere dei cani ospitati nei canili.


LA SOLUZIONE:
Ciò non accadrebbe se i Comuni provvedessero come per legge alla costruzione e risanamento delle proprie strutture e soprattutto ne affidassero la gestione ad Associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che diano garanzie di controllo, di apertura al pubblico e di trattamento secondo parametri di benessere misurabili molto elevati.

L'ACL – Associazione Canili Lazio Onlus da anni combatte il fenomeno del randagismo. Perché il canile deve essere un punto di partenza per una nuova vita alla quale arrivare attraverso l'adozione e non un punto di arrivo in cui morire.

Abbandono : condanna a morte

Abbandono  : condanna a morte

martedì 6 luglio 2010

Giornata storica: chiuso l'allevamento Morini



Giornata storica: chiuso l'allevamento Morini.
Ed ora avanti il prossimo
Chiliamacisegua
09/06/2010 -
Chiuso l'allevamento �Morini�

La ditta Morini sas di San Polo ha chiuso i battenti. Grazie ad un accordo sottoscritto tra la titolare dello storico allevamento di animali Giovanna Soprani ed il sindaco Mirca Carletti, l�azienda ha cessato l�attivit� e l�area, in cui sorge lo stabilimento, sar� oggetto di un piano di riqualificazione e di valorizzazione previsto dall�amministrazione comunale. Anche il problema degli animali ha trovato una concreta soluzione: con un finanziamento regionale, il Comune ha potuto acquistare a prezzo di mercato dalla ditta Morini, 283 cani beagle che ha ceduto, in modo gratuito, a * �Vita da cani�, un�associazione di volontariato senza scopo di lucro che fa parte dell�Organizzazione internazionale protezione animali.

Alla stessa associazione, la Morini ha ceduto gratuitamente 105 criceti, 100 topi bianchi e 490 ratti. I responsabili dell�associazione si sono impegnati a collocare i beagle in strutture dove potranno seguire il protocollo di riabilitazione prima di poter essere dati in adozione. Tra l�altro � l'unica associazione che segue un progetto per il recupero di animali che provengono da allevamenti o laboratori, ed � anche la sola che si � resa disponibile ad accogliere gli animali. La Morini Sas era stata creata da Stefano Morini negli anni '60 ed ha avuto un ruolo importante nell�economia del paese. Negli anni '80 partecip� alla trasmissione tv �Portobello�. In tempi pi� recenti sono arrivate le contestazioni degli animalisti


http://www.viaemilianet.it/rssre.php?id=17734

Chiude Morini, salvi i beagles

Per anni al centro delle proteste degli animalisti, cessa l'attivit� l'allevamento di S. Polo specializzato in animali da laboratorio. 283 cani acquistati dal Comune e ceduti a un'associazione di Milano.

Un accordo tra Giovanna Soprani, titolare dell'allevamento Morini, e il sindaco di San Polo, Mirca Carletti, scrive la parola fine sulla vicenda dei cani beagle che per anni ha suscitato proteste, anche a livello nazionale, pres�di, scontri, violente polemiche nel mondo degli animalisti e tra le associazioni che si battono per la difesa deglia animali, coma Enpa e Lav.

L'allevamento Morini cessa l'attivit� e l'area sar� oggetto di riqualificazione urbanistica. I beagles rimasti, che sono 283, sono stati acquistati a prezzo di mercato dal Comune, insieme a circa 700 cavie da laboratorio. Verranno trasferiti a Milano e ceduti gratuitamente all'associazione di volontariato 'Vita da cani', che fa parte dell'Oipa, l'Organizzazione internazionale per la protezione degli animali.

I volontari collocheranno i cani in strutture veterinarie dove potranno seguire il protocollo di riabilitazione prima di essere dati in adozione. Sono passati esattamente otto anni da quando la vicenda dell'allevamento Morini ebbe inizio. Nel giugno 2002 un camion con a bordo 56 cuccioli beagle, proveniente da San Polo, venne bloccato alla frontiera con l'Austria: i cani erano destinati ai tavoli di sperimentazione di un laboratorio farmaceutico di Amburgo.

di MARGHERITA GRASSI

Video

TG2 09/06/2010 ore 13:00 Servizio 17

09/06/2010

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-905d20d6-e758-4e2d-8ccb-37239fb4864a-tg2.html?p=0

*VITA DA CANI
http://www.vitadacani.org/

Vitadacani - Associazione a tutela dei diritti animali
tel. 02.93871132 - 349.0581076
Sede Legale: via Mazzini 4 - 20020 Arese (Mi)
Parcocanile, via Mattei, 70 - 20020 Arese (Mi)

vitadacani@vitadacani.org
PER INFORMAZIONI SULL'ASSOCIAZIONE IN GENERALE, SEGNALAZIONI, RICHIESTE DI INTERVENTI E PER TUTTO QUANTO NON MEGLIO SPECIFICATO SOTTO

adozioniadistanza@vitadacani.org
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volontariato@vitadacani.org
VOLONTARIATO, INFORMAZIONI, APPUNTAMENTI E SCAMBI DI OPINIONE

COMUNICATO STAMPA A.D.D.A.

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COMUNICATO STAMPA A.D.D.A.

Il 2 luglio 2010 si è finalmente svolto presso gli uffici comunali l'incontro, già verbalmente promesso in data 3 giugno 2010 come da effettuarsi a brevissima scadenza, del Sindaco di Castellammare di Stabia dr. Luigi Bobbio con una delegazione dell'A.D.D.A. (Associazione Difesa dei Diritti degli Animali).
In tale sede, gli animalisti locali hanno esposto al Sindaco le previsioni legislative in tema di prevenzione del randagismo (realizzazione di un rifugio e sterilizzazione-microchippatura degli animali viventi in libertà sul territorio), chiedendo che di esse venisse fatta corretta applicazione. In particolare i volontari, operanti attivamente sul territorio da oltre ventun anni, hanno fatto presente al Sindaco la necessità di vigilare con speciale attenzione sul disinvolto prelievo di randagi che da alcuni mesi avviene sul territorio stabiese ad opera di membri di gruppi operanti mediante il network FACEBOOK, nonch� l'obbligo, ricadente in via assolutamente primaria sul primo cittadino di ciascun Comune, di garantire il benessere animale sul territorio.
Invero - è stato sottolineato - l'ordinanza n. n� 32757 del 22.6.2010 di recente adottata dal medesimo Sindaco, che prevede l'obbligo per i volontari di "rimuovere tempestivamente" i contenitori destinati alla predisposizione del cibo per gli animali vaganti pena l'applicazione di una sanzione pecuniaria, in buona sostanza importa il divieto di alimentarli, visto che la predisposizione dei contenitori con il cibo e l'immediata rimozione degli stessi è operativamente impossibile su di un territorio vasto come quello stabiese, in presenza di pochi volontari e di molte unità canine (700-800 circa, tenuto conto delle sparizioni "misteriose" di cani verificatesi di recente).
Sordo a qualsiasi indicazione di disposizioni normative e di criteri di civile convivenza uomo-animale, il Sindaco dr. Luigi Bobbio ha, in primo luogo, tenuto a sottolineare che la disposizione che impone al Sindaco medesimo di garantire il benessere animale sul territorio cittadino è un "DELIRIO LEGISLATIVO"; dopodich�, non ha fatto altro che ripetere che lui "non vuole vedere cani vaganti sul territorio ... punto ... conseguentemente l'ordinanza 32757/2010 non si tocca e non se ne parla n� di modificarla n� tanto meno di revocarla". E' stato spiegato dagli animalisti dell'A.D.D.A. al Sindaco Bobbio che tale risultato (drastica riduzione dei cani vaganti sul territorio) non potrà ottenersi se non dopo qualche anno di corretta applicazione delle norme poste a presidio della prevenzione del randagismo (principalmente legge nazionale 281/1991 e legge regionale 16/2001: rifugio-sterilizzazioni a tappeto-microchippatura); dopodich� - gli è stato nuovamente spiegato - in ogni caso la legge regionale del 2001 prevede specifica tutela e regolamentazione dei cani di quartiere e dei gatti viventi in libertà. Risposta: "non voglio vedere cani alla stazione, in Villa Comunale, eccetera, insomma, cani per strada". Gli è stato ancora spiegato che di recente è avvenuta un'ignominia totale, consistente nella cattura di cani stazionanti da tantissimo tempo sul territorio, docili e compagni fedeli di bambini e di anziani, catturati pur senza essere pericolosi ed imprigionati presso il canile di Torre del Greco, a spese della collettività nonostante non rientrino nell'accezione della "comprovata pericolosità" richiesta dalla convenzione stipulata dal Comune di Castellammare di Stabia con il canile di Torre del Greco, appunto. Risposta: "non voglio vedere cani alla stazione, eccetera, insomma, cani per strada".
Quindi, in buona sostanza, il Sindaco dr. Bobbio ha mostrato totale disinteresse per quale possa essere il destino di questi animali, che pure la legge tutela ampiamente e dettagliatamente; è stato, invece, assolutamente monotematico nel ribadire che non vuole vedere cani vaganti sul territorio n� cibo in alcun modo predisposto per sfamarli.
Neppure una parola ha speso, l'attuale Sindaco stabiese, circa il progetto per il rifugio che i volontari avevano già provveduto a far pervenire via mail all'Assessore all'Edilizia e all'Urbanistica e che hanno riconsegnato al Sindaco stesso in occasione dell'incontro; anzi, semmai vi sono stati da parte sua chiari accenni alla mancanza allo scopo di fondi, di aree utilizzabili e consimili.
Il tutto, nonostante il fatto che l'attuale Sindaco di Castellammare abbia sottoscritto durante la campagna elettorale, unitamente agli altri candidati a sindaco, un documento in cui si impegnava entro i primi cento giorni del proprio mandato a "dare un canile ai nostri amici a quattro zampe sul territorio di Castellammare di Stabia come previsto; insediare ... un organo di ... Polizia Veterinaria che prevenga e punisca 'CONCRETAMENTE' qualsiasi abuso o maltrattamento nei confronti dei randagi del nostro territorio; dare maggiore collaborazione (FISICA-ECONOMICA) a chi come l'Associazione A.D.D.A. di Castellammare di Stabia vigila e cura ormai da anni 'A SPESE PROPRIE' i cani randagi del nostro territorio".
L'A.D.D.A., i cittadini interessati alla civile convivenza uomo-animale e tutti coloro che avevano riposto speranze nella realizzazione di tali chiare ed inquivocabili promesse, sono oggi travolti dalla delusione, dovuta al fatto di dover constatare, non solo la evidente finalizzazione delle promesse (testualmente riportate) a meri scopi di carattere elettorale, ma anche la nefanda retrocessione della città di Castellammare di Stabia, in barba ad ogni legge dello Stato e della Regione, sulla strada della garanzia della civile convivenza uomo-animale. Testimoniata, quest'ultima, dal fatto che attualmente, trovando nuova linfa nell'ordinanza n. 32757/2010 e negli abominevoli cartelli di divieto di cui è stata disseminata la Villa Comunale, cittadini intolleranti ne approfittano per insultare ed aggredire verbalmente i volontari che comunque si fanno carico, a spese di ogni sacrificio, di sfamare e di sottoporre ad interventi antiparassitari e di sterilizzazione gli animali vaganti. Inoltre, si verifica con preoccupante frequenza che venga disseminato veleno nel cibo predisposto per gli animali vaganti oppure che il cibo stesso venga gettato in
giro per sporcare.
Ma d'altra parte, il Sindaco ha sottolineato che i volontari svolgono la loro opera per effetto di una LIBERA SCELTA.

A.D.D.A., Associazione per la Difesa dei Diritti degli Animali, Via Plinio Il Vecchio n. 60 - Castellammare di Stabia (NA), tel. 0818704085, c.c.p. n.

Il solito vocabolario dell'orrore oggi si sfoglia in Calabria

Italia Animal Friendly
nei sogni.....
Anna D'Ambrogi


Barbarie, vergogna, incivilt�. Indifferenza. Crudelt�.

Il solito vocabolario dell'orrore oggi si sfoglia in Calabria.

A Sant'Andrea sullo Jonio. Provincia di Catanzaro. Ancora nausea, vergogna e rabbia per essere confusi con quegli di italiani che hanno compiuto una simile atrocit�.

Calabresi stanateli, isolateli, denunciateli, puniteli.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.,org

http://centrocalabrianews.it/root/Cronaca/ucciso-un-cane.html

Cane impiccato a Sant'Andrea. La condanna degli animalisti su Facebook

S. Andrea sullo Jonio Lo avrebbero impiccato su un albero dopo averlo prima stordito. Il corpo del cane, quando � stato trovato era gi� in decomposizione. Come delle "bestie" (loro s�) hanno infierito su un cagnolino indifeso sottoponendolo ad una ignobile tortura che lo ha portato a morire dopo una lenta agonia.

Il barbaro fatto � accaduto in una zona di campagna a Santa Andrea dove il servizio veterinario dell'Asl ha disposto il sotterramento del povero cane. Accanto a lui un altro cane, il suo amico, che non l'ha lasciato per un solo istante. Tutte le Associazioni e i volontari animalisti riunitisi in Comitato proprio qualche giorno fa, in seguito alla prima riunione avvenuta a Palazzo di Vetro giorno 27 giugno scorso, si sentono "indignate per l'ennesimo raccapricciante atto di sevizie e barbara uccisione di un cane randagio avvenuta a S. Andrea sullo Jonio. Un Comune, peraltro, dove gironzolano, completamente abbandonati a se stessi, numerose bestiole di cui,nei mesi scorsi, ci siamo dovuti occupare per evitare simili atti deplorevoli. Vorremmo ricordare al signor sindaco che siamo stanchi di doverci occupare della tutela dei cani abbandonati, cosa invece di Sua esclusiva pertinenza, come richiama la legge quadro nazionale 281/91 che rafforza la propriet� del randagio al Sindaco del territorio Comunale dove il cane staziona. Forti di questo, inizieremo a denunciare penalmente ogni singola azione si ripresenter� ai danni di queste povere bestiole, e condanniamo ancora non solo l'atto barbaro che sicuramente non trover� colpevole, ma anche l'indifferenza dimostrata fin ad oggi dai cittadini ma ancor pi� da tutti gli Organi preposti alla tutela e alla salvaguardia degli animali!". L'indignazione degli animalisti e la condanna di questo ignobile atto sta raccogliendo numerosissime adesioni sul Facebook.

I FATTI RACCONTATI DALLA VOLONTARIA
AGGIORNAMENTO.
IL SERVIZIO VET DELL'ASL SOSTIENE CHE IL CANE SIA MORTO PER SOFFOCAMENTO E CHE POTREBBE ESSERE STATO PRIMA STORDITO VISTA LA FERITA SULLA FRONTE. IL VETERINARIO DELL'ASL HA DISPOSTO IL SOTTERRAMENTO DEL CANE SUL POSTO IN QUANTO CANE IN DECOMPOSIZIONE, GLI SI SGRETOLAVA LA PELLE. SECONDO LUI NON C'E' STATA SODOMIZZAZIONE

Olbia: La LIDA continua avere emergenze cuccioli


5 luglio 2010

Olbia: La LIDA continua avere emergenze cuccioli

Siamo in completa EMERGENZA:
Tutti i giorni davanti al rifugio o nella spazzatura una scatola con cuccioli, noi non possiamo piu' farcela,
ormai non siamo piu' in grado di fronteggiare tutte queste emergenze. Ogni angolo possibile ed
inimmaginabile � pieno di cuccioli.� Provate ad immaginare cosa significhi accudire tutti questi cuccioli:
cifre impossibili da sostenere e poi vederli anche star male, ne abbiamo 15 ricoverati tra la clinica ed al
nostro ambulatorio, siamo sfiniti.
AIUTATECIIIIII
www.lidaolbia.it

domenica 4 luglio 2010

prov. di Udine, gattina impallinata e uccisa

MESSAGGERO VENETO
2 LUGLIO 2010
Gattina impallinata e uccisa Ennesimo episodio di inciviltà
Terenzano (Udine) - Impaurita e ferita a morte. E� stato trovata così, sotto la siepe di casa, Mimmi, una micina tigrata di sei anni, che, dopo essersi allontanata per una passeggiata, è stata raggiunta e uccisa da una raffica di pallini di piombo sparati da un fucile da caccia. Un grave episodio di inciviltà, l�ennesimo, che ha sconvolto non solo la signora Tiziana, proprietaria del micio, che abita a Terenzano, in provincia di Udine, ma anche alcuni residenti della zona. �La scomparsa di Mimmi - racconta la signora Tiziana Magnis - ha lasciato un vuoto dentro di noi, era diventata un membro della nostra famiglia. Come la maggior parte dei gatti amava curiosare anche nei giardini limitrofi ma non si allontanava mai. Non vedendola arrivare alla solita ora, mi sono preoccupata e ho capito subito che era successo qualcosa di grave�. La veterinaria che ha medicato Mimmi ha diagnosticato gravi lesioni interne provocate dai pallini di piombo, sparati da un fucile da caccia. �Purtroppo abbiamo dovuto ricorrere all�eutanasia - spiega la proprietaria della povera bestiola - Non capisco come si possa essere così crudeli nei confronti di un animale che probabilmente è soltanto entrato nel giardino sbagliato. Ho sporto denuncia ai Carabinieri e, anche se non sarà facile risalire al colpevole, spero davvero che quella persona si penta di quello che ha fatto�.

Carrara, lasciato sul balcone, cane ucciso dal caldo

IL TIRRENO
2 LUGLIO 2010
Lo lasciano sul balcone: cane ucciso dal caldo
Alessandra Vivoli
CARRARA. � stato ucciso dal caldo. Non sull�autostrada, ma sul balcone di casa, in pieno centro a Carrara. Qui avevano lasciato il loro bulldog i proprietari, per un pomeriggio intero. Alla fine il suo cuore non ha retto: è stramazzato al suolo. Eppure si era dato da fare quel cane per richiamare l�attenzione. Per trovare qualcuno che lo togliesse da quel supplizio, che gli offrisse un po� d�ombra, un po� d�acqua, ma soprattutto che lo togliesse da quel balcone divenuto la sua prigione. Ha abbaiato tutto il giorno. Prima forte. Poi sempre più piano. Fino a ridurre tutta la sua rabbia, la sua esasperazione, a un rantolo. Quello della morte. Che lo ha colto sul fare della sera. Proprio quando la canicola si era attenuata. Quel bulldog lasciato dai proprietari su un balcone, nel pieno centro cittadino, ha fatto stringere il cuore a quei vicini amanti degli animali che hanno più volte sollecitato un intervento. Chiamando tutti, perfino i vigili del fuoco. I proprietari non erano in casa: è quindi stato del tutto inutile attaccarsi al campanello. Quando, alla fine, sono arrivati sul posto i vigili urbani, il cane era morto. Una morte che proprio non va giù a chi, piangendo, ora esprime tutta la propria rabbia. �Queste cose non possono succedere - ci hanno detto fra i singhiozzi alcuni vicini - l�abbaiare di quel cane rimarrà nelle orecchie di chi, fino all�ultimo ha cercato invano di salvarlo. E anche a chi non ci ha nemmeno provato�.

Grosseto, manderà i miei ciuchi al macello

Insomma, anche se gli vuole tanto ma tanto bene, quando non servono piu' si buttano via !
Speriamo sempre che i figli di queste persone adottino la stessa filosofia di vita verso il vecchio genitore !

IL TIRRENO
3 LUGLIO 2010
Ciuchi, addio alle corse
Guido Fiorini
Provincia di Grosseto - da Vetulonia a Fonteblanda, all�Elba. Ma ora questi splendidi animali, così docili che possono montarli anche i bambini, e così resistenti da correre con lo zoccolo nudo, rischiano di finire al macello. Perch� i palii dei ciuchi, che in alcuni paesi hanno anche un secolo di vita, non si possono più fare. E così il titolare dell�azienda che li alleva, e le fornisce a mezza Italia, si vede costretto a interrompere l�attività: �Sono registrate anche come carne da consumo, ci faranno la mortadella in Emilia�. Il giro di vite è dovuto a un�interpretazione assai restrittiva che le commissioni provinciali stanno dando dell�ordinanza del sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Quest�ultima, pressata dagli animalisti che chiedevano norme severe per i �veri palii�, come quello di Siena, nel luglio del 2009, decise di disciplinare tutte le manifestazioni popolari dove vengono impiegati �equidi� al di fuori degli impianti autorizzati. Un giro di vite che impone doppie transenne, terra in strada, veterinari presenti e una serie di accorgimenti che, di fatto, impediscono ai piccoli paesi con budget risicati di ripresentare le manifestazioni folkloristiche: �Spenderemmo 35mila euro - dicono a Roccastrada - a fronte di poche centinaia di euro di incassi�. I paesi protagonisti dei palii dei ciuchi, però, si stanno organizzando in un comitato, vogliono trovare una via d�uscita. Sempre che Franco e Andrea Narducci, titolari dell�azienda che alleva le chiuchine, non si arrendano prima: �Mi arrabbio - dice Andrea Narducci - perch� �sta gente, tipo quelli della Commissione, non hanno mai visto un asino correre. Pensano che i ciuchi abbiano i ferri, che scivolino sull�asfalto. E invece il ciuco corre scalzo. La terra non serve. Anzi, se non è battuta bene, può essere controproducente. Sono oltre 30 anni che disputo queste corse con le mie somare. Non ho mai assistito ad un incidente, all�infortunio di una ciuca, ad una caduta che abbia provocato più di una sbucciatura al fantino. Purtroppo qualche cervellone pensa che cavalli e ciuchi siano uguali. Che il Palio della Rocca sia come quello di Siena�.

IL TIRRENO
3 LUGLIO 2010
Manderò i miei ciuchi al macello
Gabriele Baldanzi
GROSSETO. �Se, come sembra, i soliti burocrati sapientoni hanno deciso di far morire la tradizione dei palii con gli asini, vorrà dire che porteremo queste povere bestie al macello, in Emilia. A malincuore ma dovremo disfarcene�. Franco Narducci ha 70 anni e da mezzo secolo fa il mercante di equidi. Lo conoscono in tutta Italia. Le sue ciuche da corsa, vivono per correre. Sono allevate e allenate sulle colline che degradano da Roccastrada verso Siena, e hanno corso ovunque: in Sardegna e a Napoli, a Modena e a Viareggio, all�Elba e in Puglia. Nuvola, Sberciona, Sardinia in questo momento sono le più veloci. A meno di colpi di scena dell�ultimo minuto in questo fine settimana saranno impegnate sull�appennino modenese dove, a quanto pare, si può ancora correre. Da noi invece l�applicazione restrittiva di un�ordinanza (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nel settembre 2009, firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini) che disciplina le manifestazioni popolari in cui vengono impiegati equidi al di fuori degli impianti autorizzati - impedisce l�organizzazione dei tanti palii che animano in estate l�Alta Maremma. Sono a rischio le carriere a Campagnatico, Roccatederighi, Roccastrada, Vetulonia, Bagnolo, Fonteblanda, Sassetta. Domenica, intanto, non si è corso a Poggibonsi, primo effetto dell�interpretazione restrittiva delle nuove norme. �Mi hanno chiamato venerdì per dirmi che non se ne faceva nulla. Affare sfumato�. Quella dei Narducci è un�aziendina a conduzione familiare che fino a ieri funzionava bene: un�ottantina di animali tra cavalli (che corrono negli ippodromi del centro Italia) e asini. Alla Gramineta, dove siamo andati ad intervistare Franco e Andrea, c�è un�autentica scuderia: bestie ben tenute, cibo e acqua abbondante, spazi ombreggiati. Franco parla senza usare diplomazia: �Non è più una situazione sostenibile. Vogliono farci smettere di correre? Ne prendiamo atto. Sappiano però che le mie somare sono tutte registrate per consumo umano. Le posso vendere ai macelli domattina. Ed è quello che farò. Così si accorgono qual è l�effetto prodotto da questa legge animalista... Mi ci arrabbio perch� �sta gente, tipo quelli della Commissione, non hanno mai visto un asino correre. Pensano che i ciuchi abbiano i ferri, che scivolino sull�asfalto. E invece il ciuco corre scalzo. La terra non serve. Anzi, se non è battuta bene, può essere controproducente�. Andrea Narducci, il figlio, ha corso centinaia di palii, vincendone decine, in Toscana e non solo. �Sono oltre 30 anni che disputo queste corse con le mie somare. Non ho mai assistito ad un incidente, all�infortunio di una ciuca, ad una caduta che abbia provocato più di una sbucciatura al fantino. Purtroppo qualche cervellone pensa che cavalli e ciuchi siano uguali. Che il Palio della Rocca sia come quello di Siena. Sento parlare di scarpe, di ferri gommati. Lo fanno solo per farci impazzire e spendere soldi. Ma lo sanno queste persone quanto costa organizzare un palio come dicono loro? Lo sanno quanto costa mantenere un ciuco da corsa? C�è il maniscalco 3 volte all�anno, ci sono i prelievi e le visite dell�Asl, il cibo e poi il tempo che gli va dedicato. Se finiscono i palii non terremo più le ciuche, questo è sicuro�.

Trieste, gatti impallinati, assolto il proprietario del fucile

Complimenti al giudice !
IL PICCOLO TRIESTE
3 LUGLIO 2010
Gatti impallinati, assolto il proprietario del fucile
Trieste - Non è un �nemico� dei gatti e nemmeno uno �sparafucile� Giovanni Mazzaroli, 68 anni, via dello Scoglio, trascinato ieri davanti al giudice e assolto dall�accusa di maltrattamento di animali. Secondo i carabinieri di Guardiella dal suo fucile ad aria compressa �Diana�, un paio di anni fa sarebbero stati esplosi i �piombini� che avevano ferito parecchi gatti residenti nel rione di San Giovanni. Ai militari dell�Arma si erano rivolti un paio di proprietari di felini che avevano dovuto curare i loro mici rientrati a casa feriti. Pelo zuppo di sangue, piombo nei muscoli e nella carne, pericolo di infezioni. I militari avevano avviato un�accurata indagine e scorrendo i nomi dei proprietari di fucili ad aria compressa regolarmente denunciati, si erano imbattuti in Giovanni Mazzaroli. Era l�unica persona di via dello Scoglio a poter imbracciare l�arma. Per questo una pattuglia si era presentata a casa sua cercando di perquisire l�appartamento. �Non apro, non ho un fucile� aveva sostenuto l�anziano tentando di difendere la propria dimora. �Abbiamo un ordine del magistrato. O apre o ci pensiamo noi...� L�uomo aveva aperto e subito dopo aveva consegnato il fucile e una scatola di piombini. L�indagine era stata chiusa col suo rinvio a giudizio anche perch� dopo il sequestro del fucile di Giovanni Mazzaroli nessun gatto di quel rione era ritornato a casa con ferite da �piombino�. Ieri in aula davanti al giudice Massimo Tomassini, il colpo di scena; qualcosa di analogo, seppure su scala ridotta, del caso Unabomber. I colpi estratti dal veterinario dai muscoli dei gatti feriti, erano diversi, seppure di poco, da quelli ricuperati nell�abitazione dell�anziano accusato di essere uno �sparafucile�. Diversa la rigatura, diversa la punta. Piatta nei primi �piombini�, accuminata nei secondi. Il pm Pietro Montrone ha chiesto il prosciogliente, seppure col dubbio, dell�imputato. Altrettanto ha fatto il difensore, l�avvocato Paolo Codiglia., Il giudice ha accolto la tesi e ha disposto l�immediato dissequestro dell�arma, �Posso allora portare a casa il mio fucile?� ha affermato l�ex imputato riconosciuto innocente. �Passi in caserma, servono un sacco di carte, di bolli e di timbri� hanno detto i carabinieri allontanandosi col fucile inserito in un sacco di plastica nera.

Volete un bicchiere di latte?


Volete un bicchiere di latte?

04 - 06- 10

Investigazione rivela maltrattamenti inauditi a vitelli e mucche.

Vitellini colpiti ripetutamente con calci in testa, le mucche prese a forconate sulle mammelle, botte continue, inutili, senza la minima giustificazione. Violenza, abbrutimento e basta. Sadici, depravati cui viene concessa la liberta' di sfogarsi sugli animali nel delirio degli allevamenti intensivi. Come saranno questi personaggi col volto oscurato fuori di li'? Saranno amorevoli papa' che cullano con delicatezza il loro bambino mentre fino a poco prima prendevavo a calci un altro cucciolo?

Possiamo raccontarci tutte le storie che vogliamo, d'altra parte il nostro cervello da migliaia di anni � abituato a rimuovere, gli occhi a girarsi altrove, le orecchie ad ottundere le urla. Possiamo dirci che e' inevitabile, che e' sempre stato cosi', possiamo imbavagliare la nostra coscienza e chiuderla in una stanza buia con la stessa violenza che questi criminali esercitano ogni giorno sulle mucche, sui vitelli, su tutti gli altri animali d'allevamento. Si', possiamo accodarci alla vasta schiera di chi riempie carrelli dei supermercati senza chiedersi cosa compra, e che diventa complice facendo finta di non sapere.

Ma non e' vero che non possiamo fare niente. Non e' vero che tutto questo e' ineluttabile. Questo lo dobbiamo sapere. Se non facciamo niente e' perche' non vogliamo fare niente; se sappiamo, se abbiamo capito e ancora non muoviamo un passo, allora anche noi siamo colpevoli, come quei pazzi depravati che prendono a calci in testa un vitello.

Certo, non tutti i lavoratori degli allevamenti sono sadici, anzi, lo e' solo una piccola parte. Ma non e' cosi' strano che proprio questa gente impazzisca in questo modo: una volta che si accetta di considerare gli animali come macchine di produzione (le mucche) o come scarti (i vitellini che le mucche devono partorire per poter produrre latte, ma che poi non servono a nulla se non come produttori di "carne bianca"), una volta che si accetta la sofferenza e la violenza inflitta a questi animali, non e' difficile fare il passo in piu' che porta a godere di questa sofferenza, anziche' restarne indifferenti come accade per la maggior parte degli allevatori.

E non e' il caso di essere cosi' ipocriti da condannare questa violenza gratuita - le botte agli animali imprigionati - e gridare allo scandalo per queste manifestazioni di sadismo, e accettare invece tutto il resto: la prigionia, la sofferenza emotiva della madre e del figlio separati alla nascita, la sofferenza fisica di animali sfruttati all'estremo e poi uccissi in un macello.

Questi "operai" meritano le sanzioni piu' dure perche' la responsabilita' e' individuale, certo, ma rimane tutto il resto, e' illusorio pensare di regolamentare, di rendere presentabile un sistema da cui soppraffazione e violenza sono imprescindibili. Se possiamo illuderci nel vagheggiare di allevamenti dove gli animali non vengono picchiati, non possiamo pero' pensare ad allevamenti dove gli animali non vengono sfruttati e uccisi e fatti soffrire per mera indifferenza e per convenienza economica.

Contro tutto questo orrore possiamo invece fare una cosa semplicissima. Smettere, rifiutarsi di bere latte animale, di consumare yogurt, formaggi, burro, e utilizzare invece latti, yogurt e altro 100% vegetali (ce ne sono cosi' tanti in commercio... e sono anche molto piu' salutari). Non e' una scelta individuale per chiamarsi fuori o per farsi bella la coscienza. E' l'unica strategia efficace, la prima cosa che ogni persona che prova orrore di fronte a tutto questo deve fare.

Visita il link: www.mercyforanimals.org/ohdairy/

VEGFESTIVAL.ORG








sabato 3 luglio 2010

Taranto, cane legato e gettato in mare

QUOTIDIANO DI PUGLIA
1 LUGLIO 2010
Taranto, cane legato e gettato in mare
Ennesimo episodio di violenza in città
Paola CASELLA
TARANTO - La carcassa di un grosso animale, cui erano state legate le zampe, è stata trovata ieri mattina sulla spiaggia di viale del Tramonto, a San Vito. La macabra ed inquietante scoperta è stata fatta da alcuni bagnanti, i quali, però, non sono riusciti a capire subito se si trattasse di un cane o di una capra.
Il mare, infatti, aveva alterato le fattezze dell�animale, diventato gonfio e violaceo. I cittadini, allarmati per l�insolito ritrovamento e preoccupati soprattutto per ragioni igienico-sanitarie, hanno contattato immediatamente il presidente dell�Enpa (Ente nazionale protezione animali) Rosanna Pisani.
L�animalista, dopo aver chiamato i vigili urbani ed informato la Asl, si è recata subito sul posto. Lei stessa, nonostante anni di esperienza, ha incontrato molte difficoltà nel risalire alla specie dell�animale trovato morto. �Le grandi dimensioni, simili a quelle di un pony, - ha detto - mi hanno fatto pensare ad una capra. E� stato, invece, il dottor Giuseppe Maraglino della Asl a sciogliere ogni dubbio: si tratta di un cane, probabilmente di un pastore maremmano. Più precisamente, di una femmina�.
La vicenda ha destato grande sconcerto tra i bagnanti, soprattutto per la crudeltà riversata sul povero animale.
�Chi ha legato le zampe - ha fatto notare la Pisani - aveva deciso che il cane non avrebbe dovuto avere alcuna possibilità di salvarsi. Mi chiedo: perch� tanta cattiveria? Il gesto di un pazzo? Forse, una vendetta? Oppure l�intenzione di far sparire quell�animale senza lasciare traccia? E perch�?�.
E come sempre avviene in questi casi, la notizia è subito girata di bocca in bocca, arricchendosi via via di particolari più o meno fantasiosi.
�In spiaggia - ha riferito l�animalista - qualcuno ha detto di aver visto una persona che, a bordo di una barca, lanciava il cane in acqua. Io, però, non ho visto nulla�. Il racconto, in effetti, appare improbabile, considerate le condizioni della carcassa. Il colore violaceo ed il gonfiore fanno presupporre che l�animale sia stato in mare molto tempo.
�Chissà dove - ha commentato la Pisani - è stata compiuta un�azione così vergognosa. Le correnti potrebbero aver trasportato per chilometri la carcassa del povero pastore maremmano fino alla spiaggia di viale del Tramonto�.
Gli interrogativi in questa vicenda, dunque, non mancano, anche perch�, così come è stato appurato dal veterinario della Asl, il cane era microcippato. �Fino a questo momento - ha affermato il presidente dell�Enpa - non siamo ancora riusciti a risalire al padrone. La banca dati non ci è stata di grande aiuto, ma sono convinta che il dottor Maraglino anche nelle prossime ore condurrà ricerche approfondite per risalire all�identità del padrone�.
La dottoressa Pisani, però, ha anche spiegato che non tutti i cani microcippati appartengono a qualcuno.
�Anche ai randagi, una volta sterilizzati, - ha detto - è applicato il microcip. Pertanto, non è detto che in questo caso, il cane abbia un padrone�.
Nell�attesa di trovare risposte alle tante domande, non resta che la triste constatazione dell�ennesimo atto di ferocia contro i cani.

venerdì 2 luglio 2010

PURO ORRORE CRISTIANO


PUR ORRORE CRISTIANO
QUESTA SAREBBE UNA MANIFESTAZIONE DI COMPASSIONE CRISTIANA SECONDO I CREDO DELLA RELIGIONE CATTOLICA?
DIO CE NE SCAMPI!
E' PURO ORRORE CRISTIANO
CHILIAMACISEGUA
Ma il Cardinal Sepe, oltre a procurare appartamenti a Bertolaso, pratica anche sacrifici animali "rituali"?
Ci è capitata per le mani la rivista "OGGI", datata 07/07/2010, a pagina 32 c'è un articolo: Bertolaso e Sepe, i segreti di un'amicizia, corredato di foto. Queste foto riguardano un viaggio in Sudan, avvenuto nel 2006 proprio del Cardinal Sepe e Bertolaso.
Non entreremo nel merito dell'articolo, che riguarda le vicende ormai note di corruzione e altri reati vari, ma della foto di pagina 34, a nostro avviso molto più esaustiva di tante parole.

Nella stessa è ritratto il Cardinale Crescenzio Sepe che a dire della rivista, assiste a un sacrificio rituale durante il suo viaggio in Africa con Bertolaso…..

A nostro avviso, invece, il Cardinale non solo assiste ma partecipa attivamente, lo si vede infatti mentre alza o abbassa il piede in direzione del collo del povero animale, crudelmente legato e barbaramente sgozzato, nel tentativo di tenerlo fermo. Ci domandiamo allora: ma il cristianesimo prevede rituali simili? O li prevede solo in Sudan? A che titolo interviene in un atto insensato come questo? Avendo indosso l'abito cardinalizio con tanto crocefisso dobbiamo ritenere che si trovi nell'esercizio delle sue normali funzioni!!
E' questa la Carità cristiana? Voleva solo essere "simpatico" agli indigeni del luogo? Sua Eminenza, il Cardinal Sepe, sarebbe bene seguisse le orme di Monsignor Milingo e sparisse dalla circolazione, la Chiesa ne avrebbe un sicuro vantaggio.

A

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prov. di Forl' Cesena, spara ai gatti con la carabina

ROMAGNA OGGI
2 LUGLIO 2010
Santa Sofia, spara ai gatti con la carabina. Si cerca il responsabile
SANTA SOFIA (FC) - La stagione della caccia è ormai chiusa. Ma c'è chi si diverte a sparare, questa volta ai gatti. Purtroppo, per ora, c'è solo una denuncia contro ignoti e due mici feriti a causa della crudeltà dell'uomo. Nessun responsabile identificato. Una gatta è rimasta completamente cieca a causa dei colpi di carabina che le sono stati sparati. 70 i pallini di piombo ritrovati nel suo muso. Ferito anche un maschio. Il gesto barbaro si è consumato nel centro del paese.Secondo quanto riportato dal Corriere Romagna, gli agenti del corpo della Guardia zoofila Ambientale hanno sporto denuncia contro ignoti. Ora è caccia al responsabile, che dovrà rispondere di tentata uccisione e maltrattamenti di animali, reati penalmente punibili. Non si esclude il porto abusivo d'armi.