Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia

In questo blog potrai leggere e vedere le immagini della crudeltà e della cattiveria umana .
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?

Al cuore del problema

Ogni anno migliaia di cani vengono introdotti nei canili esistenti nel nostro Paese. Nei canili migliori solo alcuni riacquistano dignità attraverso l'adozione. In altri li aspettano malattie, sbranamenti o comunque la fine naturale della vita trascorsa dietro le sbarre. Il tutto con costi altissimi per le amministrazioni. Aiutateci a dire basta. Il fenomeno del randagismo si può controllare e sconfiggere.


COSA DICE LA LEGGE:
Secondo la normativa vigente i sindaci sono responsabili per i cani vaganti nel territorio del Comune che amministrano.

Al fine di curare i cani presenti nel suo territorio, i Comuni ricevono finanziamenti da parte dello Stato centrale (pagati da noi cittadini mediante le tasse) per cui gli stessi sono tenuti a predisporre le strutture per risolvere il problema del randagismo e a finanziarle con i denari a ciò destinati.


LA SOLUZIONE MIGLIORE:
Le Associazioni senza scopo di lucro costituiscono i migliori soggetti per la gestione del canile in quanto, agendo senza scopo di lucro, danno maggiori garanzie sul fatto che i denari ad esse corrisposti dal Comune siano effettivamente destinati alla migliore cura del cane.


QUELLO CHE ACCADE NORMALMENTE:
L'affidamento ai gestori privati è invece assai pericoloso in quanto gran parte degli stessi sono tentati dal non garantire buone condizioni di vita o la stessa sopravvivenza dei cani ospitati nel canile al fine di massimizzare i guadagni.

A mero titolo di esempio, vi segnaliamo che sono numerosi i Comuni che hanno stipulato convenzioni con gestori privati per l'affidamento agli stessi della gestione dei canili a seguito di gare di appalto vinte con aste fortemente al ribasso. Sono numerosi gli esempi di gestori che hanno vinto con offerte che prevedano il mantenimento del cane per soli 70 centesimi di euro al giorno! 70 centesimi con cui il gestore dovrebbe pagare il cibo per il cane, le cure mediche, parte delle spese di gestione (operai, luce, acqua etc.) e, addirittura, ricavarci qualcosa per vivere.

Appare del tutto evidente, quindi, che in tali casi il benessere del cane non potrà di certo essere garantito.


IL BUSINESS DEL RANDAGISMO: 500 MILIONI DI EURO ALL'ANNO
Parecchi imprenditori privati hanno nella gestione dei canili una vera miniera d'oro. Si tratta spesso di delinquenti o persone senza scrupoli capaci di creare importanti connivenze con istituzioni che dovrebbero controllare.

Il business del randagismo in Italia genera un fatturato annuale di circa 500 milioni di Euro. 500 milioni di euro pagati dai contribuenti che spesso sono oggetto di vere e proprie truffe da parte dei gestori ai danni dei Comuni e, quindi, di chi paga le tasse.


IL CUORE DEL PROBLEMA:
Nella maggioranza dei Comuni poi la domanda d'ingresso dei cani supera largamente l'offerta di posti in canile, con la conseguenza che per ogni cane morto o fatto adottare, sono pronte altre due richieste di accalappiamento e che chi volesse speculare riesce a percepire sempre e comunque il suo guadagno su un numero garantito di cani. Alla minima spesa sul singolo animale corrisponde il massimo guadagno in termini di utile.

Così che si assiste spesso ad insufficienza di personale, mancanza di lavoratori qualificati, minimi spazi nei box, in cui i cani superano il numero di 3 animali, arrivando anche ad essere 15 o più, senza tenere in alcun conto la loro compatibilità (la prima causa di morte in canile è lo sbranamento!!!!).

Per non parlare delle speculazioni che si realizzano attraverso l'accalappiamento degli animali e lo smaltimento delle loro carcasse che crea un circolo vizioso per cui prima muore un cane prima si guadagna sullo smaltimento della sua carcassa e sull'accalappiamento del nuovo cane che lo sostituisce.


LA CONNIVENZA:
Altro fenomeno che acuisce il problema è la forte connivenza tra chi dovrebbe controllare e chi è controllato. Accade sovente nei Comuni più piccoli (ma non solo) che il Sindaco (che affida la gestione del canile), i responsabili della ASL (preposti al controllo) e il gestore del canile (colui che dovrebbe essere controllato) siano amici, compagni di merende o, addirittura, parenti.

Appare evidente come in queste situazioni sia realmente impossibile far rispettare la legge e far garantire il benessere dei cani ospitati nei canili.


LA SOLUZIONE:
Ciò non accadrebbe se i Comuni provvedessero come per legge alla costruzione e risanamento delle proprie strutture e soprattutto ne affidassero la gestione ad Associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che diano garanzie di controllo, di apertura al pubblico e di trattamento secondo parametri di benessere misurabili molto elevati.

L'ACL – Associazione Canili Lazio Onlus da anni combatte il fenomeno del randagismo. Perché il canile deve essere un punto di partenza per una nuova vita alla quale arrivare attraverso l'adozione e non un punto di arrivo in cui morire.

Abbandono : condanna a morte

Abbandono  : condanna a morte

venerdì 11 giugno 2010

prov. di Vicenza, minorenne per vincere la noia prende a sassi e uccide gli uccellini

 
 

IL GAZZETTINO

8 GIUGNO 2010

 

THIENE (VI) Un serbo minorenne per vincere la noia prende a sassi e uccide gli uccellini

Distrugge nido di rondini

Richiamato dalle grida dei residenti interviene un agente di quartiere

 

Thiene (VI) - Multato un ragazzino serbo per aver distrutto un nido di rondini provocando la morte di tre rondini, per noia. Per la prima volta è stata applicata in città la nuova norma dell'articolo 544 bis del Codice Penale, inserito nel Titolo IX bis del Codice Penale sui "Dei delitti contro il sentimento per gli animali". Alle 16 di domenica, l'attenzione di un agente di quartiere della polizia locale Nordest, che stava passando in galleria Garibaldi, è stata richiamata dalle urla di alcune persone. In pochi istanti il poliziotto in bici giungeva al portico di via Roma ove constatava che una famiglia, affacciata dal balcone di fronte, stava urlando contro un ragazzo intento a tirare sassi contro i nidi presenti sotto il portico. Il ragazzo, di anni 16, identificato in L.C., di nazionalità serba, ammetteva immediatamente il fatto di avere distrutto i nidi presenti sotto il porticato. Alla domanda: perchè? il giovane rispondeva: �Ero annoiato e non sapevo come passare il tempo�. La scena che si è presentata all'agente di quartiere era di quelle che veramente stringevano il cuore: sul pavimento vi erano 2 rondinini morti, ancora con il piumaggio marrone, e i resti del nido faticosamente costruito dai genitori. Sul soffitto, vicino ai residui dei nidi distrutti, vi erano le rondini adulte che volteggiavano disperate. Un terzo rondinino moriva di lì a poco. La cosa che fa più specie e che fa riflettere tutti su queste famiglie non italiane ritenute dagli industriali locali come una risorsa, che i genitori del ragazzo invece che sgridare il loro vandalico figlio hanno preso immediatamente la totale e incondizionata difesa del figlio. Figlio che comunque è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia.

provincia di Milano, nuovi veleni nel Lambro, strage di animali

 
IL CITTADINO

7 GIUGNO 2010

 

L�Arpa ha prelevato campioni e la Forestale ha aperto un�inchiesta; nelle stesse ore c�era chi pescava di frodo nel fiume 

Nuovi veleni nel Lambro, strage di animali 

A Melegnano piccioni e pesci morti e un odore nauseabondo 

 

Stefano Cornalba

 

Melegnano (MI) -  Piccioni e pesci morti nel Lambro, a Melegnano scatta l�allarme. Asl e Arpa indagano per far luce sulla misteriosa vicenda. Il �giallo� è scoppiato sabato attorno alle 9.30 quando Lorenzo Bernardi, esponente cittadino della Lega Nord, ha segnalato alla polizia locale la presenza degli animali morti nel fiume in prossimità del ponte di via Frisi in centro città. �Si tratta per la maggior parte di piccioni, ma ci sono anche delle carpe e addirittura una tartaruga - ha spiegato Bernardi -. In tutto stiamo parlando di una trentina di animali, che si trovano in Borgo all�altezza del passaggio ciclopedonale tra via Dezza e la Broggi�. Le carcasse degli animali che galleggiavano sul Lambro hanno provocato una puzza nauseabonda, che era fortemente avvertita da quanti transitavano lungo il passaggio ciclopedonale. Dopo l�allarme lanciato da Bernardi, sul posto si sono precipitati gli agenti della polizia locale, che hanno convocato gli enti competenti in questo tipo di situazioni. In via Dezza sono accorsi gli agenti del corpo forestale dello Stato, i vigili del fuoco e gli uomini della protezione civile, che proprio a quell�ora nel castello Mediceo di Melegnano erano impegnati nei festeggiamenti per i 25 anni del gruppo locale e per i primi 10 anni del Com 20 (il servizio intercomunale di protezione civile). Le indagini sono state affidate alla Forestale, i cui agenti hanno raccolto una serie di elementi utili all�attività investigativa. Restano in particolare da accertare le cause della morìa, che ha interessato un�area ben definita del Lambro. Attorno alla zona dove galleggiavano le carcasse dei pesci e dei piccioni, infatti, gli altri animali nuotavano tranquillamente senza alcun tipo di problema. Per far luce sulla misteriosa vicenda, quindi, gli agenti del corpo forestale dello Stato hanno convocato in città i tecnici dell�Agenzia regionale per la protezione ambientale, che hanno prelevato l�acqua del Lambro nell�area dove è avvenuta la morìa. �Nei prossimi giorni - hanno fatto sapere i tecnici dell�Arpa - procederemo a una serie di analisi�. Sono state poi recuperate le carcasse di un piccione e di un pesce, che sono state affidate al servizio veterinario dell�Asl. �Lunedì invieremo i reperti all�istituto zooprofilattico di Milano - hanno annunciato dall�Asl -, che chiarirà le cause della morte�. Sul posto sono sopraggiunti l�assessore all�ambiente Lorenzo Pontiggia, quello alle politiche sociali Fabio Raimondo e il sindaco Vito Bellomo, che prima di pronunciarsi attende di conoscere i risultati delle analisi. �Ad ogni modo - ha incalzato Bernardi -, esortiamo alla chiusura immediata dello scolmatore che scarica nel fiume proprio dove sono stati rinvenuti gli animali morti�. Sabato mattina in piena emergenza Lambro, intanto, è stata segnalata la presenza di cinque individui che in zona Montorfano pescavano di frodo nel fiume.

 

L'urlo di dolore dei pellicani marroni

 
IL TEMPO
7 GIUGNO 2010
 
L'urlo di dolore dei pellicani marroni
Louisiana: Più di trenta esemplari trasferiti nel centro di riabilitazione. Ora i pellicani sono in serio pericolo: il disastro ambientale iniziato oltre sei settimane fa rischia di minacciare nuovamente la specie.
 
 
Il disastro ambientale nel Golfo del Messico comincia a mietere le sue vittime nelle �wetland� della Louisiana, aree insulari ad alto livello di biodiversità, dove da alcuni giorni grumi di catrame e residui oleosi hanno fatto la loro comparsa sulle coste. Ad allarmare gli ambientalisti e le comunità locali è in modo particolare la situazione di Queen Bess Island, dimora di migliaia di pellicani marroni che appena un anno fa sono stati cancellati dalla lista delle specie a rischio. Ma ora sono di nuovo sotto minaccia, dopo che almeno 35 esemplari sono stati investiti dalla marea nera e trasportati d'urgenza in un centro di riabilitazione. Per oltre un decennio, i pellicani che dimorano tra le mangrovie di Queen Bess Island sono stati la prova vivente di come una specie ai limiti dell'estinzione potesse continuare a sopravvivere e prosperare.Decimati negli anni Sessanta dai pesticidi tossici, i volatili simbolo della Louisiana - di cui adornano anche la bandiera - erano tornati numerosi negli ultimi anni grazie a un programma di ripopolamento, che aveva riportato le coste dello stato americano agli splendori di un secolo fa. Ma ora �i pellicani sono in serio pericolo�, avverte Doug Inkley, scienziato della National Wildlife Federation, secondo cui il disastro ambientale iniziato oltre sei settimane fa rischia di minacciare nuovamente la specie. Fino agli inizi del '900, informa il New York Times, gli esemplari di questo volatile dalle penne bianche e grigie erano circa 50 mila, disseminati lungo tutte le coste della Louisiana. Ma nel 1961, stando ai dati della Guardia Costiera, la loro capacità riproduttiva si era completamente annullata, a causa del Ddt e di altri pesticidi nocivi che provocavano un assottigliamento delle uova dei loro cuccioli, che andavano in frantumi durante la covata. La loro estinzione in Louisiana si verificò pochi anni dopo. Ora un nuovo allarme che non sembra destinato a fermarsi e che coinvolge ancora una volta questa delicata specie di animali.

prov. di Imperia, ignoti sgozzano l'agnellino mascotte della fattoria

 
RIVIERA 24
7 GIUGNO 2010
 
Macabra scoperta
Ignoti hanno sgozzato l'agnellino mascotte della fattoria di San Romolo
 
 
Sanremo (IM) - "Lungo la strada che porta a Bignone ho visto la testa di un agnello, vicino c�erano le interiora e le altre parti del corpo non commestibili. Dalla fattoria mancava proprio l�agnello nato circa 4 mesi fa" racconta il custode Federigi Ignoti hanno sgozzato l'agnellino mascotte della fattoria di San Romolo. La macabra scoperta è stata effettuata dal custode del parco naturale di San Romolo e Monte Bignone, Giuseppe Federigi. "Ieri mattina tutti gli animali erano all�esterno della recinzione - racconta Federigi - Ho trovato un punto della recinzione in cui la rete era stata tagliata, probabilmente con un tronchese. Poi lungo la strada che porta a Bignone ho visto la testa di un agnello, vicino c�erano le interiora e le altre parti del corpo non commestibili. Dalla fattoria mancava proprio l�agnello nato circa 4 mesi fa, ucciso e macellato in mezzo agli alberi". Oggi l�episodio verrà denunciato alla magistratura.

IL SECOLO XIX

7 GIUGNO 2010

 

Sgozzato l'agnellino-mascotte

Orribile atto vandalico sulle alture di Sanremo
Era l'ultimo nato della fattoria didattica. Tagliata la testa, lo hanno macellato sul posto

 

Paolo Psaia

 

Sanremo (IM). Lo hanno attaccato ad un albero e lo hanno sgozzato, per poi tagliarne la testa e levarne le interiora. Una vera macellazione, di cui è stato vittima, la scorsa notte, un agnellino della fattoria didattica di San Romolo.
La macabra scoperta è stata effettuata alle 9 di ieri dal custode del parco naturale di San Romolo e Monte Bignone, Giuseppe Federigi. Il parco è gestito dal Comune, Federigi si occupa sia della fattoria che del maneggio. � lui stesso a raccontare l'accaduto.
�Alle 7 mi sono recato alla fattoria per dare da mangiare agli animali e verificare che tutto fosse a posto. Ho sentito subito che c'era qualcosa che non andava, fino a quando mi sono accorto che tutti gli animali erano all'esterno della recinzione. Li ho radunati e fatti rientrare, sulle prime non mi sembrava che mancasse qualche capo. Poi ho cercato di capire come avessero fatto ad uscire, e ho trovato un punto della recinzione in cui la rete era stata tagliata, probabilmente con un tronchese. � stato ricavato uno spazio sufficiente a fare passare una persona�.
Fino a quel momento, Federigi non poteva immaginare quello che era realmente successo. �Alle 9 - prosegue il custode del Parco - mi sono recato nel bosco assieme ad un cliente. In un tratto che si trova lungo la strada che porta a Bignone abbiamo visto la testa di un agnello, vicino c'erano le interiora e le altre parti del corpo che non sono commestibili: ho capito subito che era stato macellato. Credo che lo abbiano legato ad un albero, il tronco era imbevuto di sangue. Una scena davvero terribile, come si può fare una cosa del genere ad un agnellino, in mezzo al bosco?�.
Federigi, dopo la scoperta, ha capito che l'animale avrebbe potuto provenire dalla fattoria di San Romolo. �Ci sono subito tornato, e ho contato gli animali. Mancava proprio l'agnello nato circa 4 mesi fa, è quello che hanno ucciso e macellato in mezzo agli alberi�. Avuta la certezza che qualcuno si era introdotto nella fattoria e aveva portato via l'ovino, per poi ammazzarlo e lasciarne i resti nel bosco, Giuseppe Federigi ha chiamato un agente della polizia provinciale che vive a San Romolo, Giovanni Calvi, che ha effettuato un sopralluogo dell'area del ritrovamento e redatto un primo verbale. Oggi l'episodio verrà denunciato alla magistratura, mentre, sempre ieri - è stato informato dell'accaduto anche Claudio Littardi, responsabile del settore giardini di Palazzo Bellevue, sotto la cui competenza ricade il Parco naturale di San Romolo e Monte Bignone�. Come Federigi, anche Littardi è rimasto scosso dalla "macellazione" dell'agnellino. �Non avrei mai potuto pensare che qualcuno avrebbe potuto compiere un gesto simile, è terribile�. Rimane da capire se chi ha rapito e ucciso l'animale, portandone via la carne, dopo averlo macellato, lo abbia fatto allo scopo di mangiarsela. Ma anche in questo caso si tratterebbe comunque di un'azione incomprensibile e ingiustificabile.


RIVIERA 24

7 GIUGNO 2010

 

Una lettrice interviene in merito all'uccisione dell'agnellino della Fattoria di San Romolo

Sanremo - "La cosiddetta microcriminalità è un segnale allarmante da non sottovalutare"

 

La notizia dell'uccisione dell'agnellino della Fattoria di San Romolo da parte dei "soliti ignoti" ai quali, se non si è ancora potuto riconoscere una precisa identità, è lecito e doveroso attribuire quella di individui spregevoli e pericolosi, non fa che confermare quanto siano degradati i valori etici e morali di personaggi che da troppo tempo, ormai, infestano le nostre contrade.
Sgomentano le notizie che quotidianamente sono riportate in cronaca dai mezzi di informazione perchè, tra brutali omicidi, infanticidi, massacri in Paesi che vivono guerre più o meno dichiarate, furti, rapine, estorsioni, racket e quant'altro, vengono riportati di quando in quando, e ultimamente sempre più spesso, i resoconti di episodi che sconcertano e giustificatamente elevano la sensazione di allarme sociale e la percezione di insicurezza anche in situazioni di assoluta normalità.
Tra queste rientrano episodi di gratuita brutalità verso persone indifese, maltrattamenti o peggio (come nel caso dell'agnellino) di animali e vandalismo sui beni pubblici ( es. distruzione del "Funtanin" di Corso Trento e Trieste; sradicamento piante e fiori dalla aiuole ecc.) e privati: violazioni e danneggiamenti di proprietà e quant'altro dimostrano quanto sia effettivamente motivata la sensazione di insicurezza che rende le nostre strade, il nostro lavoro e la vita di tutti noi, una sorta di percorso ad ostacoli nel quale siamo chiamati ogni giorno a cimentarci, che lo vogliamo o no.
L'odioso episodio di San Romolo dà la misura del degrado morale e civile di gente che con arroganza e prepotenza contrappone la propria illegalità e la propria brutalità alle regole della civile convivenza.
Rubare piantine, uccidere piccoli animali, razziare coltivazioni, svuotare i capanni degli attrezzi, saccheggiare i cantieri e tutte le attività delinquenziali la cui portata, sovrastata dall'impegno al contrasto di tutta una serie di crimini più pesanti, rischia forzatamente di passare in secondo piano, deve al contrario far riflettere sul fatto che chi ruba i vasi dai davanzali o uccide piccoli animali non è meno delinquente e soprattutto non meno pericoloso di coloro che commettono reati più gravi.
La corruzione e l'abbruttimento di un individuo non si misurano con il codice penale, si giudicano e si puniscono in base alle leggi che in esso sono contemplate, ma questo non basta a rasserenare e a rassicurare coloro che vedono in questi episodi, che si ripetono con allarmante frequenza, il segno di un degrado morale che ha caratteristiche ben più inqietanti e radici più profonde di quanto potrebbe apparire ad una superficiale valutazione.

Teresa Barazzetti, una lettrice di Manuela Consonni

La BP vieta la pubblicazione di foto di animali uccisi dal petrolio

 
ECOLOGIAE
6 GIUGNO 2010
 
La BP vieta la pubblicazione di foto di animali uccisi dal petrolio
 
 
Quando si dice �lontano dagli occhi, lontano dal cuore�. Secondo quanto riportato da Mother Jones e dal Daily News, la compagnia petrolifera britannica BP, responsabile del disastro del Golfo del Messico, pare aver vietato agli addetti ai lavori che tentano di risolvere il problema della marea nera di condividere le foto degli animali morti (uccisi dal petrolio) che finiscono a riva sui social network, o di passarle ai giornali.Questo controllo, che assomiglia molto ad una censura, sembra serva ai responsabili per tentare di alleggerire la propria posizione di fronte all�opinione pubblica. E guardando immagini come queste si capisce il perch� di tale scelta. Ma siccome siamo in America, un provvedimento così arcaico e inadeguato non poteva passare inosservato. Un giornalista del Daily News infatti si è accorto del divieto, ed ha immediatamente accusato la BP di aver preso questa decisione perch� non voleva far vedere il disastro, nella sua abnormità, al presidente Obama.
C�è molto insabbiamento da parte della BP. In particolare ci hanno informato che non vogliono circolino queste immagini di animali morti. Sanno che l�oceano ripulirà la maggior parte delle prove. E� importante per me che la gente sappia la verità su ciò che succede qui. Per le cose che ho visto, non possono aver ragione. Tutta la vita qui fuori è affogata nel petrolio.
Il reporter americano ha poi mostrato le foto di un delfino morto già in putrefazione sulla terra, ricoperto di petrolio; pellicani con il capo coperto di sostanza vischiosa che cercano di pulirsi ripetutamente, ma senza successo; tartarughe morte e quelle non ancora decedute, ma che presto lo saranno.Kate Sheppard su Mother Jones sta tenendo la conta, purtroppo per ora ancora parziale, dei corpi degli animali morti ritrovati: 444 uccelli, 222 tartarughe di mare, 24 mammiferi. Secondo la stima effettuata dalla stessa Sheppard, come già accaduto per la catastrofe della Exxon Valdez, le carcasse della maggior parte degli animali probabilmente sono affondate e non saranno mai trovate.Fonte: [Treehugger]

LA ZAMPA.IT
5 GIUGNO 2010
 
Golfo del Messico, animali straziati dalla marea nera
 
FOTO

CORRIERE DELLA SERA
6 GIUGNO 2010
 
Il salvataggio degli animali
 
Molti animali, soprattutto pesci e volatili, sono stati contaminati dalla marea nera che si è diffusa nel Golfo del Messico dopo l'apertura della falla nel pozzo della Deepwater Horizon. Molti volontari e addetti della protezione animali dedicano le loro giornate al loro recupero. Gli animali vengono ripuliti accuratamente dal greggio e poi nuovamente liberati (Ap)
 
FOTO

prov. di Verona, gatta impallinata

 
L'ARENA
6 GIUGNO 2010
 
CASTELNUOVO (VR). La proprietaria: �Non è il primo caso ma tutti i miei sospetti, riferiti alle autorità, restano senza esito�
Gatta impallinata nel parco dove giocano anche i bambini
� stata colpita con pallettoni e pallini da flobert in una zona frequentata: si salverà ma forse le verrà amputata una zampa
 
      
 
Provincia di Verona - Sembra essere diventato uno �sport� sempre più diffuso quello di sparare ai gatti. Uno �sport� vergognoso. Questa volta ad andarci di mezzo è stata una micia, �Clara�, di tre anni, che vive con la signora Lucia Bendazzoli, 47 anni, a Castelnuovo in via Testi, 6. E per fortuna ancora una volta, come in un recente episodio a Cavaion, la gatta si è salvata, anche se malconcia.
�Ha la coda da amputare ed è a rischio amputazione anche una zampa per la presenza di larve di mosche che hanno causato una grave infezione all�arto. Ha subito la frattura della tibia e del metarso e frattura della coda e dei metacarpi dell�arto anteriore. � arrivata in forte stato di shoc, quasi morta�, spiega il veterinario Stefano Fertonani, che dirige la clinica �Verona-Lago� a Lazise, pronto soccorso per animali aperto 24 ore, tutti i giorni.
E di gatti �sparati�, ne ha visti tanti. Clara è stata trovata dalla padrona martedì: non era tornata a casa la sera prima, nel parco pubblico denominato �parco della baita degli alpini�, vicino alla chiesa in pieno centro. Qualcuno, pare, si sia �divertito� a spararle con due armi diverse, forse è l�opera di due persone: nella tibia dell�arto posteriore della gatta, la radiografia mostra un grosso pallettone, probabilmente da caccia, mentre nelle zampine anteriori, la lastra mostra una rosa di piccoli pallini, tipici dei flobert. Il reato (tale è per la legge) si aggrava, se si calcola che le è stata data la caccia in un parco pubblico e in una via frequentata da bambini e persone.
�Nel giorno prima, nel parco, c�è stata una festa di compleanno di ragazzini. Non è la prima volta che succede�, spiega la proprietaria di Clara. �Sono convinta di sapere di chi si tratti�, dice la donna: �proprio quella persona avrebbe anche ammesso di andare a sparare nel parco per uccidere i topi. Un mio vicino che ama gli animali gli ha parlato ma non è servito. Credo sia la stessa persona che nel 2007 a sparare al mio gatto �Speedy�, scomparso poi un anno fa in circostanze sospette. Anche lui aveva gli stessi pallini nel muso: è stato operato e salvato e dalle radiografie è emerso che ne aveva altri in corpo di vecchia data�.
L�odissea della signora Bendazzoli sembra non finire mai. �Il 9 maggio scorso, hanno sparato nell�occhio a un altro mio gatto maschio, Alessandro, e ora il 31 maggio, alla micia. Io amo i gatti, ne ho adottato cinque nell�estate del 2007. Il primo è stato colpito davanti alla porta di casa: ho sentito dei botti verso le sei di sera, sono uscita e ho visto il gatto sanguinante. La via è anche trafficata: ci sono bambini in bicicletta, tra cui mio figlio, c�è un parcheggio e il parco pubblico di fronte�. �Nei casi precedenti�, continua Bendazzoli, �ho segnalato i fatti ai vigili di Castelnuovo e ai carabinieri di Peschiera, che hanno fatto controlli confermando come a casa di questa persona vi siano armi da caccia e flobert. I vigili mi hanno scoraggiato però dal fare denuncia perch�, dicono, se il responsabile non è colto sul fatto, non si può fare nulla. Ma come facciamo? Non si mettono di certo a sparare davanti a noi. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo subire e vedere i nostri animali feriti o ammazzati dalla cattiveria di qualcuno?�, conclude amareggiata e arrabbiata la donna.
 

USA: il gattino stacca la spina del videogame e lui lo uccide

 
LA VOCE DI MANDURA
5 GIUGNO 2010
 
Il gattino stacca la spina del videogame e lui lo uccide
 
Usa � Lo ha ucciso sbattendolo contro il muro di casa e solo perchè il gatto ha inavvertitamente staccato una spina, spegnendo il suo videogame. E� successo a Staunton, in Virginia.Bruce Jamar Waltson, 21, si trovava a casa della sua compagna ed era impegnato in una partita di un video gioco. Il gattino della sua fidanzata ha staccato la corrente, interrompendo la partita e così Bruce, in un raptus di rabbia, lo ha scagliato contro la parete di casa, causandone la morte istantanea. La scena, tra l�altro, è avvenuta davanti agli occhi sgomenti dei figli della compagna.Waltson è stato subito arrestato e portato nel carcere di Verona, con l�accusa di maltrattamento e crudeltà nei confronti di animali. La Peta, l�associazione che difende i diritti degli animali, ha chiesto al giudice una pena esemplare perchè spesso �come dimostrano diversi studi, gli autori di maltrattamenti nei confronti degli animali poi riversano la loro violenza anche contro gli esseri umani�. Infatti Watson era stato denunciato nei mesi scorsi per aver aggredito due persone nel condominio in cui viveva.

VIVISEZIONE ALL'OSPEDALE NIGUARDA DI MILANO

 LIBERO
3 GIUGNO 2010
 
VIVISEZIONE AL NIGUARDA, ANIMALISTI IN RIVOLTA
SUL SOCIAL NETWORK PETIZIONE PER EVITARE LE OPERAZIONI DI LABARSOCPIA SUGLI ANIMALI VIVI
 

 

 

L'ospedale Niguarda di Milano, in collaborazione con l'Aims Academy, ha iniziato ieri una conferenza internazionale in cui si parlerà di chirurgia laparoscopica avanzata. Ma non è una semplice conferenza. Già perch� nella brochure dell�evento è stato specificato che gli interventi dimostrativi saranno realizzzati dal vivo con sessioni pratiche sugli animali vivi.
Si è così scatenata così una lotta contro il tempo per fermare questa mattanza. Protagonista ancora una volta il social network Facebook. In una nota diffusa tra gli utenti si legge che tutti sono invitati a inviare una mail (e viene indicato il testo da copiare), con cui si chiede la sospensione immediata degli esperimenti sugli animali. La mail è indirizzata ad AIMS Academy, alla Direzione Sanitaria Ospedale Niguarda, all'Assessore alla Sanità Regione Lombardia e infine al Presidente alla Sanità.Questo viene fatto sulla base di tre motivazioni importanti: il primo è che il decreto legislativo 116/1992 prevede un'autorizzazione specifica e recita "In deroga all'art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi" e tale "inderogabile necessità" non esiste, in quanto esistono metodi alternativi senza uso di animali.  In secondo luogo già la Regione Toscana e il Piemonte hanno dichiarato che corsi di quel genere non si possono tenere all�interno della regione e infine viene sottolineato come sia �vergognoso che anche le poche regole che normano la sperimentazione animale vengano disattese in modo così grossolano�.
In molti hanno già risposto all�appello ma c�è ancora molto da lavorare per salvaguardare gli amici a quattro zampe.


LEGGO
3 GIUGNO 2010
 
Inorridisco nel vedere che dei ricercatori non danno prova di umanità verso esseri viventi
 
�Inorridisco nel vedere che dei ricercatori non danno prova di umanità verso esseri viventi, sensibili al dolore. L�Italia, mio Paese del cuore, non sia complice di questo crudele test animale�. Sono le parole dell�ex attrice francese Brigitte Bardot, fervente animalista, che ieri si è scagliata contro la Conferenza internazionale di chirurgia laparoscopica che si terrà oggi e domani all�Aims Accademy (Accademia internazionale della chirurgia mininvasiva) al Niguarda. L�attrice sostiene che si terranno �esperimenti su animali�. �Il seminario di Milano è il simbolo di una ricerca arcaica. Per me questi individui sono apprendisti stregoni che meritano disprezzo�. �Brigitte Bardot? Non sa quello che dice�, risponde il professor Raffaele Pugliese. �Si tratta di corsi di formazione, in atto da tempo, in cui sono illustrati prima interventi su umani, poi su modellini (organi recuperati in macelleria), infine su maialini, nel rispetto scrupoloso della legge�. Gli animali �sono solo usati per uno scopo più alto rispetto a quello di altri animali che, invece, finiscono i macelleria�, ha concluso. �E sono seguiti da un anestesista e un veterinario, nel rispetto più rigoroso della legislazione�. Il simposio aveva già scatenato le ire degli antivivisezionisti della Leal, che aveva fatto già partire una petizione.

  

prov. di Bari, cinque cuccioli avvelenati con la loro mamma

 

CORATO LIVE

4 GIUGNO 2010

 

Crudeltà vile e gratuita contri gli animali, cinque cuccioli avvelenati con la loro mamma

 

 

 

GIUSEPPE CANTATORE

 

Provincia di Bari - Meno di tre mesi fa, le drammatiche immagini di un barboncino di pochi mesi trucidato a pallettoni nella periferia di Corato.�Ma la vera bestia è chi ha sparato�, avevamo titolato.Forse, però, avremmo dovuto essere più lungimiranti ed utilizzare già il plurale. Perchè le bestie in città - non quelle che si aggirano affamate lungo vie e viali, ma quelle pronte a tutto pur di farne "piazza pulita" - sono più d'una.Solo pochi giorni fa, infatti, un viale di campagna - viale Vado via Ruvo, a pochi metri dalla frequentata via San Magno - è stato teatro di una piccola strage che ha mescolato a dosi massicce crudeltà ed ignoranza.Ad essere sterminata, una sparuta colonia di cinque cuccioli e la loro mamma. Utilizzando il classico copione dei vigliacchi, sono stati attirati con il cibo ed avvelenati. Fiduciosi. Inermi. Indifesi. I cuccioli erano nati proprio lì, al riparo di un trullo, da pochi mesi. Erano accuditi da gente di passaggio e da qualcuno che, con maggiore regolarità, lasciava loro acqua e cibo.Erano randagi, ma non avrebbero finito i loro giorni sulla strada. Per tutti, infatti, era già partita la trafila per l'adozione: erano già stati sverminati, trattati con l'antipluci, stavano per essere vaccinati ed erano pronti per essere affidati ai nuovi padroni.Purtroppo, però, solo uno di loro ha fatto in tempo ad essere prelevato da due delle ragazze che si stavano prendendo cura di loro e che hanno fatto la macabra scoperta dell'avvelenamento.Tutti gli altri, invece, hanno fatto la tremenda fine che vi abbiamo descritto. A chi potessero nuocere cinque bestiole, alte al massimo 40 centimentri, è ancora tutto da capire.E se, come diceva Gandhi, "la civiltà di un popolo si vede da come tratta i suoi animali", l'autore di questo gesto può essere quantomeno catalogato fra gli incivili, fermandoci alla definizione più gentile possibile.L'episodio, annoverabile a pieno titolo nella sezione della cronaca nera - così come i tanti altri che si saranno verificati senza ottenere prime pagine sui giornali -  sottolinea quindi, ancora una volta, l'urgenza di un problema come il randagismo, reso ancor più grave dalla stagione estiva ormai dietro l'angolo.Il fenomeno genera certamente tanti e differenti sentimenti. La soluzione, che passa in primis dai nostri amministratori locali e dalle Asl, è certamente in una seria politica che preveda censimento e sterilizzazione dei cani, oltre a condizioni dignitose all'interno dei canili.
Ma mai, in nessun caso, la risposta può essere un avvelenamento, un'uccisione, un maltrattamento, un abbandono.
Anche perchè, qualcuno forse lo dimentica, l'uccisione, il maltrattamento e l'abbandono di un animale costituiscono un reato penale.�Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi�, recita l'articolo 544bis del Codice Penale.
�Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell'animale�, aggiunge l'articolo 544ter dello stesso Codice.Di tutto questo, si parlerà anche a Polis, la trasmissione in onda lunedì prossimo alle ore 21 su Video Italia Puglia. Tra gli ospiti, il dr. Aniello Coppola, dirigente del settore veterinario della ASL Bari. Intanto, una piccola buona notizia: il cucciolo investito la scorsa settimana che cercava asilo sulle nostre pagine, ha finalmente trovato casa.

Magari,se possiamo, ripartiamo di qui.

prov. di NA: Taglia di 1.000 euro per scoprire il "massacratore di gatti randagi"

 
STABIA CHANNEL
5 GIUGNO 2010
 
Torre del Greco - Taglia di 1.000 euro dei Verdi per scoprire il "massacratore di gatti randagi"
 
 
Provincia di Napoli - "Nelle ultime tre settimane - denuncia il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli - nei comuni di Torre del Greco, Torre Annunziata ed Ercolano sono stati massacrati più di 20 gatti randagi. Alcuni di loro sono stati bruciati vivi, altri torturati brutalmente e sfigurati, altri ancora avvelenati o investiti di proposito. Ad alcuni sono stati cavati addirittura gli occhi. Siamo di fronte ad un'azione criminale secondo noi messa in atto da una baby gang".
"La provincia d Napoli - conclue Borrelli - è uno dei territori in Italia dove avvengono il maggior numero di uccisioni e violenze nei confronti di cani e gatti. Visto che nessuno riesce a fornirci  dati utili abbiamo deciso di fare una colletta per offrire una taglia di 1.000 euro a chi ci aiuterà ad individuare e denunciare i responsabili di questa carneficina. Basta inviare una mail a info@verdicampania.it  oppure chiamare lo 081 411828".

ANSA
5 GIUGNO 2010
 
Animali: Verdi, nel Napoletano taglia su chi uccide randagi
Promessi 1.000 euro a chi aiutera' a individuare i responsabili
 
NAPOLI - ''Nelle ultime tre settimane tra Torre del Greco, Torre Annunziata ed Ercolano sono stati massacrati piu' di 20 gatti randagi''. Lo denuncia il commissario regionale dei Verdi della Campania, Francesco Emilio Borrelli.''Visto che nessuno riesce a fornirci dati utili abbiamo deciso di fare una colletta per offrire una taglia di 1.000 euro a chi ci aiutera' ad individuare e denunciare i responsabili di questa carneficina. Basta inviare una mail a info@verdicampania.it  oppure chiamare lo 081 411828''.
 

Canili-lager, la storia continua randagi "venduti" per 1,60 euro

LA REPUBBLICA
4 GIUGNO 2010
Canili-lager, la storia continua randagi "venduti" per 1,60 euro
La megastruttura di Cassano allo Ionio (Cosenza) ha vinto l'appalto per ospitare 420 cani, provenienti dalla Basilicata, con 1 euro e sessanta centesimi al giorno. Gli esperti: "Non basterebbero nemmeno per nutrirli". La mobilitazione dell'Enpa e di due parlamentari. "La Basilicata non rispetta la legge"
CRISTINA NADOTTI
ROMA - Il trasferimento è cominciato e 420 cani randagi lasceranno canili in cui venivano accuditi secondo le norme e con cura per andare in strutture più adatte, almeno secondo il presidente della comunità montana Alto Agri di Potenza, soltanto perch� meno costose. C'è però chi vuole vedere chiaro dietro questa operazione che ha molti lati oscuri. L'Ente Nazionale Protezione Animali sta dando battaglia e così il progetto "Il Respiro 1", associazione che si occupa di salvaguardia della biodiversità.
L'inizio della vicenda risale a un anno fa, quando Antonio Imperatrice, presidente della comunità montana Alto Agri di Potenza, decise di offrire i 420 randagi, per conto di 11 comuni, al miglior acquirente. Le strutture che li ospitano, il canile "Eco" di Potenza e "Pippo" di Paterno hanno il solo difetto di essere più care di quella che ha vinto la nuova gara d'appalto, un mega canile a Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza,
disposto a mantenere gli animali con soli 1 euro e sessanta centesimi al giorno 2, tariffa che comprende spese di alimentazione, assistenza veterinaria, accalappiamento dei cani nei territori della Comunità, smaltimento dei corpi delle bestie morte, anche di quelle che non appartengono a specie selvatiche n� esotiche, come mucche e pecore.
Per gli esperti con una tale cifra non è possibile mantenere in modo dignitoso i cani, che sembrano destinati, dopo un viaggio stressante, a un trattamento dubbio. Oltre all'Enpa, si sono mobilitati due parlamentari (i senatori Pd Donatella Poretti e Roberto Della Seta), ma le loro interrogazioni non hanno avuto alcuna risposta dalla Regione Basilicata, che ha ignorato anche un parere articolato della Asl veterinaria locale, contraria al trasferimento perch� arrecherebbe "inutili sofferenze" agli animali.
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"Non è una vicenda locale - avverte Annamaria Procacci, consigliere nazionale dell'Enpa - è una questione di carattere nazionale perch� la Regione Basilicata ignora la legge 281 del '91 sulla tutela degli animali d'affezione e abdica alle sue responsabilità. I randagi vengono trattati come rifiuti tossici, sballottati da un canile all'altro, senza che vengano attuate le politiche previste dalla legge per arginare il fenomeno del randagismo".Per chi alle vicende degli animali contrappone l'argomentazione pretestuosa che è più importante occuparsi di esseri umani, c'è anche un importante aspetto occupazionale. "I canili che al momento ospitano i cani in Basilicata impiegano operatori formati dalla Regione con corsi professionali. Con il trasferimento dei randagi queste persone resteranno senza lavoro", conclude Annamaria Procacci. Nei prossimi giorni i randagi saranno trasferiti secondo un calendario serrato, mentre le richieste di chiarimenti alla Regione rimbalzano contro un muro di gomma. Chi non trova interessante la vicenda dei randagi dovrebbe interrogarsi su un aspetto di carattere etico generale: esistono leggi ed esistono autorità deputate a farle rispettare. Non è chiaro perch� se si tratta di animali questi obblighi possano venire meno.

Roma - ciao sono Prrprr e a soli 3 mesi mi hanno gettato dalla terrazza

La storia di PrrPrr è una storia triste fatta di cattiveria e di ignoranza.
Prrprr viveva nei giardini di alcune case popolari a Roma nord. Un giorno dei bambini annoiati l'hanno portata sulla terrazza condominiale per giocarci un pò. Poi l'hanno lasciata lì sola...una micina di soli 3 mesi!
La signora che mi ha contattata l'ha sentita piangere tutta la notte e la mattina seguente l'ha ritrovata a terra in strada.
La piccolina cercando di liberarsi e di tornare dalla mamma e fratellini, ma anche per la fame, era caduta di sotto, aveva fatto un volo di 4 piani!
Prrprr si è spezzata la colonna vertebrale e ha subito varie lesioni.
Oggi Prrprr ha circa 9 mesi, ha subito due operazioni delicate e fortunatamente è ritornata a camminare perfettamente (appoggia tutto il piede e sembra una paperella) e salta pure! Anche il problema di doverle spremere la vescica è stato superato con una operazione, però ora non riesce a controllarla. E' sterilizzata e vaccinata.
A Prrprr hanno tolto mesi e mesi di vita perché vissuta fino a ora in una gabbia, non è mai stata cucciola ma ha dovuto subito scontrarsi con questo mondo malvagio.
Lei però è rimasta una micina dolce e affettuosa, da qui il suo nome.
Prrprr cerca casa, se non la trova il suo futuro sarà il gabbione a vita. . .
Grazie patrizia
340 5365905