Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia

In questo blog potrai leggere e vedere le immagini della crudeltà e della cattiveria umana .
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?

Al cuore del problema

Ogni anno migliaia di cani vengono introdotti nei canili esistenti nel nostro Paese. Nei canili migliori solo alcuni riacquistano dignità attraverso l'adozione. In altri li aspettano malattie, sbranamenti o comunque la fine naturale della vita trascorsa dietro le sbarre. Il tutto con costi altissimi per le amministrazioni. Aiutateci a dire basta. Il fenomeno del randagismo si può controllare e sconfiggere.


COSA DICE LA LEGGE:
Secondo la normativa vigente i sindaci sono responsabili per i cani vaganti nel territorio del Comune che amministrano.

Al fine di curare i cani presenti nel suo territorio, i Comuni ricevono finanziamenti da parte dello Stato centrale (pagati da noi cittadini mediante le tasse) per cui gli stessi sono tenuti a predisporre le strutture per risolvere il problema del randagismo e a finanziarle con i denari a ciò destinati.


LA SOLUZIONE MIGLIORE:
Le Associazioni senza scopo di lucro costituiscono i migliori soggetti per la gestione del canile in quanto, agendo senza scopo di lucro, danno maggiori garanzie sul fatto che i denari ad esse corrisposti dal Comune siano effettivamente destinati alla migliore cura del cane.


QUELLO CHE ACCADE NORMALMENTE:
L'affidamento ai gestori privati è invece assai pericoloso in quanto gran parte degli stessi sono tentati dal non garantire buone condizioni di vita o la stessa sopravvivenza dei cani ospitati nel canile al fine di massimizzare i guadagni.

A mero titolo di esempio, vi segnaliamo che sono numerosi i Comuni che hanno stipulato convenzioni con gestori privati per l'affidamento agli stessi della gestione dei canili a seguito di gare di appalto vinte con aste fortemente al ribasso. Sono numerosi gli esempi di gestori che hanno vinto con offerte che prevedano il mantenimento del cane per soli 70 centesimi di euro al giorno! 70 centesimi con cui il gestore dovrebbe pagare il cibo per il cane, le cure mediche, parte delle spese di gestione (operai, luce, acqua etc.) e, addirittura, ricavarci qualcosa per vivere.

Appare del tutto evidente, quindi, che in tali casi il benessere del cane non potrà di certo essere garantito.


IL BUSINESS DEL RANDAGISMO: 500 MILIONI DI EURO ALL'ANNO
Parecchi imprenditori privati hanno nella gestione dei canili una vera miniera d'oro. Si tratta spesso di delinquenti o persone senza scrupoli capaci di creare importanti connivenze con istituzioni che dovrebbero controllare.

Il business del randagismo in Italia genera un fatturato annuale di circa 500 milioni di Euro. 500 milioni di euro pagati dai contribuenti che spesso sono oggetto di vere e proprie truffe da parte dei gestori ai danni dei Comuni e, quindi, di chi paga le tasse.


IL CUORE DEL PROBLEMA:
Nella maggioranza dei Comuni poi la domanda d'ingresso dei cani supera largamente l'offerta di posti in canile, con la conseguenza che per ogni cane morto o fatto adottare, sono pronte altre due richieste di accalappiamento e che chi volesse speculare riesce a percepire sempre e comunque il suo guadagno su un numero garantito di cani. Alla minima spesa sul singolo animale corrisponde il massimo guadagno in termini di utile.

Così che si assiste spesso ad insufficienza di personale, mancanza di lavoratori qualificati, minimi spazi nei box, in cui i cani superano il numero di 3 animali, arrivando anche ad essere 15 o più, senza tenere in alcun conto la loro compatibilità (la prima causa di morte in canile è lo sbranamento!!!!).

Per non parlare delle speculazioni che si realizzano attraverso l'accalappiamento degli animali e lo smaltimento delle loro carcasse che crea un circolo vizioso per cui prima muore un cane prima si guadagna sullo smaltimento della sua carcassa e sull'accalappiamento del nuovo cane che lo sostituisce.


LA CONNIVENZA:
Altro fenomeno che acuisce il problema è la forte connivenza tra chi dovrebbe controllare e chi è controllato. Accade sovente nei Comuni più piccoli (ma non solo) che il Sindaco (che affida la gestione del canile), i responsabili della ASL (preposti al controllo) e il gestore del canile (colui che dovrebbe essere controllato) siano amici, compagni di merende o, addirittura, parenti.

Appare evidente come in queste situazioni sia realmente impossibile far rispettare la legge e far garantire il benessere dei cani ospitati nei canili.


LA SOLUZIONE:
Ciò non accadrebbe se i Comuni provvedessero come per legge alla costruzione e risanamento delle proprie strutture e soprattutto ne affidassero la gestione ad Associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che diano garanzie di controllo, di apertura al pubblico e di trattamento secondo parametri di benessere misurabili molto elevati.

L'ACL – Associazione Canili Lazio Onlus da anni combatte il fenomeno del randagismo. Perché il canile deve essere un punto di partenza per una nuova vita alla quale arrivare attraverso l'adozione e non un punto di arrivo in cui morire.

Abbandono : condanna a morte

Abbandono  : condanna a morte

venerdì 18 settembre 2009

MAMBO: PRIMA SENTENZA ESEMPLARE A PERPIGNAN. PER LUI MOBILITATI ANCHE ZIDAN, DELON E BARDOT


PRIMA SENTENZA ESEMPLARE A PERPIGNAN. PER LUI MOBILITATI ANCHE ZIDAN, DELON E BARDOT
La doppia vittoria di Mambo,
il trovatello che ha commosso la Francia
Sopravvive dopo essere stato dato alle fiamme e ora assiste in Aula alla condanna dei suoi baby-aguzzini

MILANO - Avrebbe potuto fare una brutta fine, la peggiore immaginabile: morire arso vivo dalle fiamme in una strada di periferia, davanti agli sguardi divertiti dei due giovani che dopo averlo cosparso di benzina gli hanno dato fuoco. E che lo hanno fatto solo perch¨¦ non sapevano come altrimenti passare il loro tempo. Invece Mambo ce l'ha fatta: non solo ¨¨ sopravvissuto, ma ¨¨ anche diventato, lui povero cane trovatello, un simbolo della lotta alle crudelt¨¤ gratuite nei confronti degli animali. E in quanto vittima ha preso parte marted¨¬ al primo dei processi contro i suoi due baby aguzzini, che poi tanto baby non lo sono pi¨´ visto che si tratta di una ragazza di 22 anni e di un suo amico di 17. Lei ¨¨ gi¨¤ stata giudicata e condannata a sei mesi con la condizionale con l'accusa di aver commesso il reato atti di crudelt¨¤ e di barbarie nei confronti degli animali e dovr¨¤ versare anche una multa di 6 mila euro. Il suo compare, non ancora maggiorenne, sar¨¤ invece giudicato il prossimo 17 dicembre dal tribunale dei minori.

Mambo ancora dolorante e ricoperto di ustioni dopo essere stato arso vivo da due giovani


Un'altra immagine di Mambo ferito e dolorante (Emmevi)

LA PRIMA CONDANNA
- La vicenda ha come teatro Espira-de-l'Agly, una piccola cittadina dei Pirenei Orientali non lontano da Perpignan. E proprio a Perpignan si ¨¨ svolta l'udienza che ha portato alla condanna dell'imputata. Lui, Mambo, era presente in aula, regolarmente accomodato tra i banchi. Come ha spiegato il procuratore, non si trovava in tribunale ¡¡per suscitare emozione¡¡ bens¨¬ perch¨¦ ¡¡quello era il suo posto in quanto vittima¡¡. E' forse la prima volta che un cane viene equiparato di fatto ad una persona ad un processo, con tanto di libero accesso all'aula in cui si svolge il dibattimento, anche se per la legislazione francese gli animali sono ancora considerati dei "beni mobili". In ogni caso, una vittoria per i gruppi animalisti francesi e per i tanti cittadini che si erano battuti per sostenere la sua causa.


Mambo raggiunge il tribunale in braccio alla nuova padrona (Emmevi)

SOSTENITORI ECCELLENTI
- Mambo, del resto, pu¨° vantare anche dei fan eccellenti, che in alcuni casi hanno anche messo mano al portafogli per aiutare la sua nuova famiglia a sostenere le ingenti spese necessarie per le cure. Tra i tanti, il campione della nazionale di calcio, Zinedine Zidane, e il giornalista televisivo Michel Drucker, molto conosciuto Oltralpe. Non solo: Alain Delon, secondo quanto riferisce Le Figaro, avrebbe inviato il suo veterinario di fiducia ad assistere il cane. E Brigitte Bardot, da sempre impegnata nelle cause animaliste, ha messo in campo la sua associazione per seguire da vicino la vicenda. Il tutto, senza contare i contributi arrivati da sottoscrittori anonimi: complessivamente sono stati raccolti pi¨´ di 10 mila euro per assicurare una vita dignitosa al quattrozampe. E proprio dalla gente comune sono arrivati i maggiori attestati di solidariet¨¤: una petizione online inviata al presidente del tribunale di Perpignan per chiedere che il grave atto non restasse impunito ¨¨ stata sottoscritta da oltre 11 mila persone. E a Mambo e alla sua triste storia sono stati dedicati diversi gruppi in Facebook.

¡¡PER DIVERTIMENTO
¡¡ - La vicenda risale allo scorso agosto, alla notte tra il 10 e l'11, quando i due ragazzi si sono imbattuti casualmente nell'animale, che da trovatello qual'era vagabondava per le strade. Forse lo avevano gi¨¤ notato in precedenza, forse l'idea ¨¨ venuta loro sul momento. Fatto sta che i due decidono, ¡¡per divertimento¡¡ come poi hanno essi stessi ammesso, di metterlo al rogo. Stando alla ricostruzione effettuata dall'accusa, la ragazza si sarebbe occupata di tenere fermo il cane mentre il suo complice lo innaffiava di benzina per poi dargli fuoco. Le fiamme non lo hanno arso vivo solo per miracolo. L'animale, dimenandosi e strusciandosi sul terreno, ¨¨ riuscito a salvarsi e a fuggire lontano, ma ha riportato ustioni di terzo grado su met¨¤ del corpo. Ferite di cui ancora oggi porta le conseguenze e avverte il forte dolore fisico.

¡¡MAI PIU' FATTI DEL GENER
E¡¡¡¡- A prendersi cura di lui ¨¨ ancora Dany Goiz¨¦, un'attivista della sezione di Perpignan della Spa, la societ¨¤ francese per la protezione animali, che per prima aveva preso in custodia il cane, e a dargli il nome. Per il gruppo si tratta di un grande successo, soprattutto per la risonanza mediatica che ha avuto l'accaduto: ¡¡Mambo ¨¨ stato vittima due volte, dell'abbandono e della barbarie - ha sottolineato Virginie Pocq Saint-Jean -. C'¨¨ da augurarsi che certi atti non si ripetano anche per questo dobbiamo ringraziare il tribunale¡¡. E forse un po' anche lo stesso Mambo, che con la sua voglia di vivere e di dire no all'ignobile morte che altri avevano deciso per lui ha finito col diventare la nuova bandiera per la difesa dei diritti animali.

Alessandro Sala

lunedì 14 settembre 2009

Maltrattamento animali: un reato gravissimo secondo il procuratore capo di Milano


UN MAGISTRATO A CUI INDIRIZZARE ORRORI E DENUNCE INASCOLTATE

dott. Manlio Minale Procuratore della Repubblica di Milano

manlio.minale@giustizia.it;

Maltrattamento animali: un reato gravissimo secondo il procuratore capo di Milano

Secondo il Procuratore Capo di Milano, dott. Manlio Minale coloro che si macchiano di reati contro gli animali, maltrattandoli o uccidendoli ed integrando così una delle quattro ipotesi delittuose previste dalla legge 189 del 2004,sono da considerare criminali al pari di tutti coloro che commettono altri reati di competenza del giudice monocratico , che ricordiamo vanta la competenza per materia dei reati fino a 10 anni di reclusione che denotano un alto tasso di pericolosità sociale, come quelli inerenti produzione e traffico di sostanze stupefacenti, delitti contro l'incolumità pubblica, la rimozione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro e l'adulterazione e contraffazione di cose in danno della salute pubblica.

Il Procuratore Capo ha inviato a tutti i suoi sostituti una circolare informandoli che le fattispecie penali del maltrattamento animale dovranno essere prese in seria considerazione al pari di altre violazioni del codice penale.

Di fatto dunque la posticipazione di molti processi, perché ritenuti meno gravi comporta un effetto simile all'amnistia perché conduce alla prescrizione degli stessi. Non ultimo il decreto sicurezza approvato dall'attuale Governo (n. 92 del 2008) ha assegnato precedenza assoluta ai procedimenti relativi ai delitti di 'maggiore gravità' imponendo ai dirigenti degli uffici giudicanti di razionalizzare in tal senso i ruoli d'udienza. Ecco allora che le parole del Procuratore Capo di Milano assumono un valore forte in quanto egli ha stabilito nella circolare diramata agli uffici giudiziari della Procura che "i reati contro gli animali devono trovare idonea collocazione nell'ambito del VI dipartimento" per cui da oggi, ogni denuncia verrà girata al Dipartimento sorretto dal Vice di Milano, Nicola Cerrato, che attualmente coordina una squadra specializzata in malasanità, violazioni legate ad alimenti e prodotti farmaceutici, infortuni sul lavoro e lavoro nero, mentre fino agli ultimi mesi le denunce legate ai maltrattamenti venivano girate al "Servizio definizione Affari Semplici", un settore nato per scremare il lavoro dei magistrati dai reati cosiddetti "minori".
In definitiva, i reati contro gli animali destano allarme sociale quanto gli altri reati di competenza della sezione indicata.
Una posizione significativa volta a garantire l'effettività della tutela giuridica degli animali, che speriamo altre Procure vorranno seguire, sull'esempio illuminante di quella di Milano, e che soprattutto andrà contrapposta a tutti gli operatori del settore, purtroppo ancora tanti, che addirittura arrivano a negare la concreta applicabilità della normativa, perché ritenuta di 'scarsa importanza'.

domenica 13 settembre 2009

OSTAGGI DI CADAVERI



OSTAGGI DI CADAVERI

Langhirano e il suo Festival: una barbara, inutile filiera della carneficina quotidiana!
E' l'assedio dei "morti viventi"

Io mi chiedo come possa esserci tanta stupidità, ignoranza, ma soprattutto insensibilità!!
A Langhirano si celebra il Prosciutto di Parma. Gli organizzatori: "Oltre 50.000 visitatori!! Un successo che si ripete. Il paese è in festa". Gente accorrete! Ce n'è per tutti!
Prendo Langhirano come esempio più eclatante e noto. Sullo stesso piano possiamo mettere altri paesi non solo di Parma, ma dell'Italia, del mondo. Basti pensare che è per gli americani la festa del "Ringraziamento" dove si festeggia con il massacro dei tacchini anziché dei maiali. I piatti cinesi a base di cani e gatti, dopo una morte atroce. Per non parlare del rito della crudele macellazione ebraico-islamica: l'animale vigile viene sgozzato (iugulazione) e lasciato morire per dissanguamento, legato a terra su un fianco.
Ma quale Dio feroce, quale sciagurata Credenza o Legge vi consentono questo genocidio seriale continuato!
Il sacrificio degli animali in tavola adorna sempre le festività dei disumani... della civiltà!
Una dimensione macabra, triste che la dice lunga sulla qualità etica che prevale nel mondo. Un abbattimento, fin dal concepimento, della dignità di ogni forma di vita... che si ripercuote poi nella vita dell'uomo.
E' lo scoramento di fronte a tanta miseria programmata e organizzata.
Persone cresciute e allevate per sterminar animali. Ancora in fasce con gli omogeneizzati di pollo, tacchino... e poi a scuola, dove insegnano che vi sono animali da compagnia e da mangiare, felici di esserlo! Di stare nelle gabbie. Quello sarebbe il loro ruolo nel mondo. Animali ridotti a bestie!
I giovani li portano nell'ipocrisia delle fattorie didattiche! E crescono con salumi cancerogeni, carni ricche di antibiotici, merendine con il sangue del latte, le uova della carneficina e il veleno dello zucchero. Per non parlare degli ingredienti, dannosi e incomprensibili ai consumatori, inseriti spesso con formule note agli addetti... per conservare o per drogare il palato.
Bibite devastanti, prodotti con miscele da far rabbrividire. Scatolette e vaschette con salme stagionate e fresche! E così si è creato un mondo di obesi, malati cronici, violenti capaci di depredare il mondo per la carne quotidiana. E' il risultato delle conquiste sociali: consumatori drogati!
Questa ipocrisia imperante quale giustificazione può avere? Il profitto! Eh sì! Per il profitto si distrugge l'uomo, il mondo, gli animali. Persone incoscienti e inconsapevoli... il nazismo su scala seriale! Tutti in fila a gassificarsi! Una vergogna per l'umanità! Finanziata con risorse pubbliche. Industrie costruite per il disastro e che vivono sulla morte quotidiana... E si ritrovano spensierati a mangiarsi tutti insieme i loro cadaveri, appagati della morte in bocca e disquisiscono sulla dolcezza, sul salato, sui tempi di stagionatura, sul grasso e sul magro... senza che il minimo dubbio etico li assalga, un ripensamento li faccia riflettere. Orde di gente tutti i giorni ad allevare, trasportare, macellare, squartare, sezionare, stagionare, insaccare, vendere, consumare... una feroce folla invaghita di pezzi o derivati d'animali trattati sulle borse internazionali.
Un rito alla violenza senza veli, ma celebrato, pubblicizzato... sostenuto, incoraggiato. Distretti DOP o IGP! Se produci un danno hai benefici, sei remunerato e insignito di medaglia!
E pensare che tutti potrebbero nutrirsi e vivere meglio senza questa barbara, inutile filiera della carneficina quotidiana!... governata da predatori e generata sull' ignoranza popolare.
Queste facce!! Queste facce da bestie! Se si guardassero allo specchio, se si interrogassero, non vivrebbero più! Divengono malati patologici, li vedi, tutti quei rigonfi di cadaverina che sprigionano dai pori... quella puzza che emanano miscelata dai sudori e profumi... con le viscere ricolme di carne in decomposizione... e muoiono già putrefatti ignari del danno prodotto all'umanità! Sono gusci vuoti. Simulatori, bari. Maschere della paura e dell'ignominia. Una vita al massacro, per il profitto, celebrati e riveriti! E' la violenza dei potenti, il silenzio degli approfittatori, nella gioia dei consumatori. L'alienazione vissuta con entusiasmo!!... nella tristezza permanente dell'anima sepolta viva. E' l'assedio dei "morti viventi", ma si finge una vita normale. (Parma, 08/09/2009)
Luigi Boschi
P.S: Nel mondo vengono uccisi a scopo alimentare: 170 miliardi di animali ogni anno; oltre 14 miliardi di animali ogni mese; mezzo miliardo di animali ogni giorno; 19 milioni di animali ogni ora; oltre 300.000 animali ogni minuto; oltre 5.390 animali al secondo. Il numero di animali uccisi ogni 3 ore nel mondo per la nostra alimentazione è pari al numero di abitanti dell'Italia. Nella sola Italia vengono uccisi per finire sulle nostre tavole: 2 miliardi e mezzo di animali ogni anno; 225 milioni di animali ogni mese; 8 milioni di animali ogni giorno.

www.luigiboschi.it


sabato 12 settembre 2009

Cacciatori brava gente : 5.000 CANI UCCISI OGNI ANNO DAL "FUOCO AMICO"

Roma (9 settembre 2009)

Tra pochi giorni riapre la caccia e come ogni anno la vita di decina di migliaia di animali ha i giorni contati. Ma c'è un altro aspetto che pochi conoscono e che coinvolge la vita di diverse migliaia di cani da caccia che vengono ammazzati dal fuoco amico sparato dalle doppiette dei loro "amici"cacciatori.

Secondo una stima prudenziale elaborata da AIDAA sulle indicazioni relative agli incidenti di caccia avvenuti negli anni passati, sono almeno 5.000 i cani che ogni anno vengono uccisi durante le battute di caccia e almeno tremila coloro i quali vengono feriti e di questi una buona parte viene poi soppressa. Ma partiamo dai dati inconfutabili diffusi dagli stessi cacciatori della Fidc Federazione italiana della Caccia calcolati sugli iscritti della stessa Federcaccia secondo cui nel 2006 sono morti in Italia 2050 cani da caccia, uccisi sia dal fuoco amico dei cacciatori, sia in altri incidenti di caccia compresi quelli ammazzati per aver mangiato i bocconi avvelenati la cui diffusione in Italia è ora proibita. Sempre dalla stessa fonte si apprende che sono stati1558 i cani feriti e 842 i casi di danni provocati alle persone o alle cose.

Tenendo conto del fatto che oltre a Federcaccia in Italia esistono altre associazioni venatorie a larghissima diffusione quali Arcicaccia e la Associazione della Libera Caccia tanto per citarne due è facile fare una stima dei cani che muoiono in incidenti di caccia o ammazzati dal fuoco amico dei cacciatori stessi.

"E' un dato che fa rabbrividire e che sicuramente è molto prudenziale rispetto alla realtà dei fatti- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- quello da noi denunciato. Una cosa è certa. Ogni anno per diversi motivi sono migliaia i cani che muoiono o rimangono feriti nelle battute di caccia e vale la pena ricordare che molti di questi cani feriti che non possono più essere utilizzati per le attività venatorie vengono poi abbattuti a loro volta"

venerdì 4 settembre 2009

Caserta: Avvelenano la mamma e ci provano anche con i figlioletti: 3cucciolotti terrorizzati...(ATTENZIONE IMMAGINE FORTE!)




..........NON CI SONO PAROLE PER GESTI COSì SCHIFOSI..........PER TANTA CATTIVERIA. FACCIAMO IL POSSIBILE ALMENO PER I 3. CUCCIOLI SUPESTITI, AFFINCHE' POSSANO VIVERE LA VITA CHE ALLA LORO MAMMA E IL LORO FRATELLINO è STATA NEGATA




....e' una delle tante storie (penose) che viene dal sud: in un paese in prov di Caserta
una mamma randagia con 4 cucciolotti vaga in cerca di cibo, i bifolchi della zona...non si sa perche' non la vogliono nonostante sia buona e tranquilla con tutti e che a breve sarebbe stata sterilizzata, viene AVVELENATA e trovata sul ciglio di una strada da chi se ne stava occupando (vedi foto)

Ci hanno provato anche con i figlioletti, ma non essendo riusciti ad vvelenarli, hanno prima carpito la loro fiducia e poi hanno tentato di ucciderli a suon di badilate senza riuscirci, sono riusciti per fotuna "solo" a lussare la zampetta posteriore al cucciolo bianco.
Un veterinario dell'asl ha preso a cuore la situazione segnalandoci il pericolo per queste povere creature e mettendosi a disposizione x terapie gratis,
ma non ce l'abbiamo fatta per uno di loro: avvelenato anche lui.

I 3 superstiti son praticamente TERRORIZZATI, lo si vede dal loro triste sguardo nelle foto, non ti guardano, si nascondono e guaiscono quando qualcuno compie un gesto improvviso.

Sembra una storia esagerata,strappalacrime...ma purtoppo e' la pura verita'...accade in un paesino...famossissimo in tutto il mondo x la sua basilica, ma non ancora conosciuto x queste barbarie....che ultimamente si stanno moltiplicando..e chi sa..non vuole parlare per paura di ritorsioni...

Attualmente sono al sicuro presso una volontaria, che con tanto amore sta cercando di far acquisire fiducia..ma hanno bisogno di una famiglia che li accolga e faccia capire loro che sono amati e che nessuno fara' loro + del male...

Inoltre se la volontaria non libera i pochi posticini che ha per le emergenze, non potra' accogliere altri disperati (che qui piovono anche dal cielo!). AIUTIAMOLI!!


per contatti 347/7819982 e-mail:
micitto@hotmail.com


SICILIA: A CAMPOBELLO SINDACO DENUNCIATO DA ANIMALISTA

 
 

COSI' SI FA E SI DEVE FARE OVUNQUE BANZAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

Chiliamacisegua

http://gattopoli.it/news/sicilia-a-campobello-sindaco-denunciato-da-animalista.html

 SICILIA: A CAMPOBELLO SINDACO DENUNCIATO DA ANIMALISTA

29 AGOSTO 09 - Se si crede davvero in qualcosa, non si guarda in faccia nessuno. E il dottor Lipari, noto medico oncologo castelvetranese, da sempre convinto animalista, non ci ha pensato due volte a denunciare il sindaco di Campobello di Mazara come responsabile indiretto per "mancato soccorso di animali in chiaro stato di sofferenza".

 Abbiamo incontrato il dottor Gaspare Lipari che ci ha raccontato come sono andate le cose.

 "Il 19 agosto scorso, sul lungomare est di Tre Fontane (frazione di Campobello di Mazara), verso le 9,00 alcuni bagnanti hanno trovato un cane in fin di vita, disidratato e dolorante. Hanno chiamato i responsabili dei servizi comunali di Campobello, ricevendone però soltanto dinieghi e scuse varie per non intervenire. Due ore dopo, l'animale era ancora lì, che respirava a fatica, immobile, anche se qualcuno aveva provveduto a bagnarlo con dell'acqua di mare e a procurargli un pò d'ombra.

Fu allora che un mio conoscente che si trovava sul posto decise di chiamarmi al cellulare, informandomi su ciò che stava accadendo e chiedendomi se qualcuno dell'associazione animalista LAICA della vicina Castelvetrano, di cui faccio parte, avesse potuto fare qualcosa. Io gli chiedo se avessero informato anche i vigili urbani, ma mi viene risposto che sono venuti in due e, dopo aver visto l'animale, si sono allontanati dicendo che la cosa non era di loro competenza.

Mi attacco al cellulare e contatto la signora Liliana Signorello, presidente della LAICA di Castelvetrano che, a sua volta, sollecita l'intervento di alcuni funzionari del comune di Campobello. Le rispondono però che non sarà possibile intervenire prima delle 18,00.

Intanto sono già l'una. L'aria è sempre più rovente e il cane sta ormai per morire, quando la signora Signorello e il marito riescono a recarsi sul posto, caricando sulla loro macchina l'animale che quasi non riesce più ad aprire gli occhi. Se lo portano a casa, gli prestano le prime cure e poi lo trasferiscono all'ambulatorio veterinario del dottor Roma e della dottoressa D'Antoni."

Il cane si è ripreso?

Per fortuna si. Non grazie alle istituzioni, ma ad un amore per gli animali a prescindere da confini territoriali di competenza.

E poi?

Poi mi sono reso conto dell'assurdità di questa inerzia nel soccorso da parte delle istituzioni e mi sono deciso a sporgere denuncia contro il sindaco perchè, anche se indirettamente, ritengo che sia responsabile di questo mancato soccorso. Non è normale lasciare un cane in quelle condizioni dalle nove del mattino, dicendo che non sarà possibile intervenire prima delle sei del pomeriggio.

Che cosa si aspetta da questa denuncia?

Che ci sia più attenzione e che i servizi possano funzionare meglio, perchè non si tratta solo di soccorrere gli animali in difficoltà e, se i servizi funzionano, i primi a beneficiarne sono proprio gli esseri umani. Oltre alla difesa degli animali, un servizio che funziona contribuisce a garantire la sicurezza dei cittadini e la sanità pubblica. Non sono cose da poco, soprattutto in piena estate e con le spiagge popolate da bagnanti. Se nessuno denuncia, è come se il problema non esiste e se il problema non esiste non c'è motivo di risolverlo. Io spero che questa denuncia, più che un terreno di scontro possa invece rappresentare uno stimolo al miglioramento. Credo che la maturità di una comunità si possa misurare anche da come vengono trattati gli animali.

Ma, senza il pieno appoggio delle istituzioni, le associazioni animaliste possono fare ben poco.

500firme.blogspot.com

TORINO fanno morire i cani in balcone

 

Sicilia - Paterno' - ma che posto è ?

 

Benvenuto a Paternò

Questo succede nella s cittadina di Paternp' 24 giugno 2009

http://www.youtube.com/watch?v=qSLflQTODWA

11 cani uccisi con polpette avvelenate, sgomento a Paternò.

Episodio analogo anche qualche anno fa.

 

Non guasterebbe inoltre un bel corso accelerato di civiltà applicato ai rapporti con gli animali, da tenersi  obbligatorio per tutti i cittadini sia di Paterno' che di tanti, troppi, infiniti altri Comuni  del Sud Italia dove avvelenamenti, impiccagioni, torture e sevizie, annegamenti e quanto altro  contorta mente umana possa concepire viene ogni giorno perpetrato su animali innocenti ed inconsapevoli dell'umana perfidia.

Evidentemente, una cultura di prevaricazione del forte sul debole continua a prevalere, e gli animali,  ultimi deboli tra i  deboli, ne fanno le spese.

Ricordo inoltre che  eistono numerosi ed autorevoli pareri da parte di esimi studiosi e ricercatori che pongono l'accento sulla pericolosita' sociale di chi commette atti di crudelta' verso animali,  una pericolosita' che puo' in ogni momento rivolgersi anche verso altri esseri umani.

Ignorare o considerare reati lievi tali atroci atti è un chiaro esempio di assoluta miopia sociologica, oltre che di fallimentare processo evolutivo umano dal buio della barbarie alla luce della civilta' e del rispetto per la vita.

 

Le ricordo  la Legge Regionale Siciliana e il regolamento di attuazione in materia di animali di affezione

http://www.regione.sicilia.it/sanita/default.asp?pg=118

 

e le nuove direttive, appena emesse il 13 giugno 2009, dall'Assessore  regionale alla Sanità, Massimo Russo in tema di randagismo, concordate con il Sottosegretario On Francesca Martini.

RANDAGISMO, NUOVA DIRETTIVA DELL'ASSESSORATO.

http://www.regione.sicilia.it/SANITA/default.asp?pg=567

 

Napoli : MAYA, non ci sono parole!


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      .............HO SOLTANTO VOGLIA DI PIANGERE..........DI LASCIAR
      PERDERE TUTTO.........E INVECE DEVO LOTTARE E ANDARE AVANTI PER MAYA
      E PER TUTTE QUESTE POVERE CREATURE COME LEI, DISPERATE, CONDANNATE A
      MORTE DALL'ESSERE "UMANO", DALL'INDIFFERENZA DI CHI PASSA ACCANTO A
      LORO E NON VEDE ALTRO CHE UN RIFIUTO!!!!!!!
      MAYA, L'HO VOLUTA CHIAMARE COSì, ERA ACCUCCIATA VICINO AI SACCHI
      DELL'IMMONDIZIA.....O MEGLIO SDRAIATA SU UN FIANCO..........PERDE
      SANGUE DAL NASO, HA PROBABILE ROGNA E LEISHMANIA, DENUTRITA,
      DISIDRATATA........FORSE POTREI SCRIVERE ANCHE ALTRE PATOLOGIE, MA
      CREDO CHE QUESTE SIANO SUFFICIENTI A CHIEDERE A VOI DI DIRE UNA
      PREGHIERA AFFINCHE' QUESTA CAGNETTA, SI POSSA SALVARE.......OGGI LA
      PORTERò IMMEDIATAMENTE IN CLINICA PER GLI ACCERTAMENTI E PER INIZIARE
      UNA CURA...........
      MI RIVOLGO SEMPRE A VOI, CHE MI AVETE E MI AIUTATE...........DOPO IL
      RICOVERO INIZIALE, MAYA NON PUO' RIMANERE IN CLINICA........QUALCUNO
      PUO' OFFRIRMI UNO STALLO PER LEI??? QUALCUNO CI PUO' AIUTARE??? NON
      SO SE MAYA CE LA FARA'. SE SOPRAVVIVERA' A TUTTO QUESTO, ALL'INCURIA
      SCHIFOSA CHE LA GENTE LE HA INFERTO.............MA DEVO E VOGLIO
      PROVARE A FARLO!!!!!!!!!!!!
      SONO VERAMENTE ALLO STREMO...........SPERO POSSIATE ANCORA
      AIUTARMI........

      Pasquale
      3933210334
      zadu@hotmail.it

      Valentina
      3930958597
      (dalle 15.00 alle 19.00)
      mnhasc@yahoo.it

      Rosaria
      3394768181
      (dalle 14.00 alle 20.00)
      rosder@libero.it

      Ludovica
      348 3223694
      ludo.egliangeli@yahoo.it


giovedì 3 settembre 2009

ROMEO - UN CANE DA SALVARE

 

                        ROMEO UN CANE DA SALVARE



ANCORA UNA ENNESIMA CHIAMATA DI AIUTO, UN CANE TROVATO
STREMATO IN UNA STRADA DI CAMPAGNA, SOCCORSO E PORTATO IN
CLINICA.
VADO A VEDERLO E GUARDATE CHE SPETTACOLO SI PRESENTA AI MIEI
OCCHI.
UN CANE MAGRISSIMO, IL PELO ROVINATO QUASI BRUCIATO, PIENO
DI CROSTE.
 A ROMEO E' STATA DIAGNOSTICATA LA LEISHMANIOSI, ERLICHIOSI,
INFEZIONI VARIE E UNA MAGREZZA SPAVENTOSA DOVUTA AL FATTO
CHE OLTRE ALLA MALATTIA STAVA MORENDO DI FAME!!! IL
VETERINARIO DICE CHE NON GLI MANCA NIENTE ED E' PROPRIO
COSI', PESA SOLO 7 KG, CONTRO I KG 15/20 CHE DOVREBBE PESARE
UN CANE COME LUI.
DEVO DIRE CHE INVECE A ROMEO NON MANCA LA VOGLIA DI VIVERE,
NONOSTANTE TUTTO E' AFFETTUOSO SOCIEVOLE E PIENO DI GRINTA
PER CONTINUARE AL MEGLIO LA SUA VITA.

E NOI CE LA METTEREMO TUTTA PER AIUTARLO NEL SUO CAMMINO.
ANCHE GRAZIE AL VOSTRO AIUTO.

www.canidinessuno.it




mercoledì 2 settembre 2009

MATTEO IL MIRACOLO DELL'AMORE

UNA BELLA STORIA CHE MOLTO VOLENTIERI PUBBLICHIAMO


La scoperta di Matteo, il suo arrivo e la sua rinascita per me restano avvolti nel mistero e nel miracolo. La nostra storia è semplice. Io ho visto lui e me ne sono innamorata. Su internet. Come accade a tanti. Lui era sporco, storpio, paraplegico, eppure vivo. Sopravvissuto, nascosto nel bosco, nella foresta per sfuggire all'uomo. Non mi sono posta troppe domande. Una sì però: quante risorse aveva messo in gioco per sopravvivere? Quali strategie geniali di sopravvivenza?  Matteo era un cane speciale e andava tolto dalla strada, sottratto dai ripetuti tentativi di chi lo voleva eliminare gettandolo in canali di scolo dove fargli fare la fine del topo nel pozzo. O togliendolo a bastonate dal sagrato del santuario perché la vista di un randagio mezzo selvatico, mezzo lupo e mezzo maremmano, e per qualcuno "mezzo cane", poteva disturbare i pellegrini. Poverini.
Lo avevano tenuto in vita fino ad allora due santi (non certo il sindaco, che aveva scritto un'ordinanza affamarandagi per evitare che i cani di cui per legge è responsabile potessero almeno mangiare e bere): una volontaria e un frate cappuccino, il solo tra i confratelli del santuario di San Matteo a passargli cibo di nascosto. Ma Matteo per me non poteva vivere più a rischio. Mi sono impegnata per farlo salire, il destino ha voluto mettere sul mio cammino molto tortuoso incontri e persone speciali che ho trovato al posto giusto e al momento giusto, per offrirgli uno stallo a due passi da casa perché potessi tutti i giorni socializzare, cercare un varco di dialogo, di comunicazione. Uno spiraglio. Lo cercavo ma lui non rispondeva. Poi, ha iniziato a mandarmi messaggi. A "scrivermi" pensierini. Senza mai cercarmi. Io di qua, lui di là. Seduti vicendevolmente di spalle. Di lato. Per più di un mese l'impresa era fargli ingerire sei pastiglie al giorno. Un incubo. Diventato una sfida. Il cibo, la consuetudine, sono diventati il nostro primo linguaggio. Il resto è venuto da sè.
Ci sono voluti cinque mesi, in una straordinaria progressione di risultati, per assistere alla sua rinascita. Un pianto per il primo scodinzolo. Un altro pianto per la prima annusata. Un pianto per lui che si mette di pancia e mi allunga la zampa. Un altro pianto per il primo morso da gioco. Un altro ancora per il primo bacio. Cinque mesi di quotidiana peregrinazione mattutina in rifugio. Dura, ammetto. Durissima. Ma se prima Matteo si nascondeva per scappare, ora lo faceva per giocare a nascondino. Io dentro la casetta, lui dietro la porta, a simulare l'agguato.
Prima dovevo sedarlo per toccarlo. Ora dovrei sedarlo per farlo finire di giocare. Poi, è arrivato il momento magico del suo progressivo approccio a casa, con gli altri nostri cani. Quattro maschi. E una sola femmina. Era l'ultima scommessa da vincere. La sfida dell'adattamento finale. Poteva essere la rissa, con feriti. L'indifferenza, con la vigilanza. Oppure la famiglia, il suo branco "libero" nei confini della sua nuova libertà. Attendevo ogni domenica per scoprire come loro ci avrebbero stupito. I cani sono migliori di noi, comprendono e accettano l'handicap più di noi. Si relazionano meglio di noi, mandano messaggi pacificatori più di noi.
Si riconoscono più di noi. Non è forse un caso che  il suo migliore compagno di giochi e cane guida sia diventato l'ultimo arrivato, un microbo di meticcio trovato con una catena incarnata nel collo. La prima volta che si sono visti è stata una rivelazione da cardiopalma: ha attraversato di corsa il giardino e lo ha affrontato muso contro muso. Oddio, mi sono detta: adesso lo sbrana. Invece si è lasciato baciare sulla bocca. Matteo poteva accettarlo oppure aprire la bocca e distruggerlo. Si sono capiti al volo. Oggi giocano al domatore e al leone. La testa dell'uno sempre dentro le fauci dell'altro. Il microbo lo abbraccia e insieme a lui si rotola  sul prato.
Matteo ora è a casa sua. Sta misurando i suoi nuovi spazi, osa, si ritira, decide lui quando. Adottare un cane disabile segna un confine tra come eravamo prima e come siamo migliori dopo.  Avere un gigante seduto che ti segue e ti cerca, che ha adottato te, è l'esperienza più bella e avventurosa che potesse capitarmi. Un'alleanza possibile, un miracolo, un mistero. Quando finalmente avrà il suo carrellino, quaranta chili di cuore e intelligenza annuseranno l'erba pulita. Cosa c'è di più bello di una pipì nel prato fuori casa?
La mamma di Matteo

Provincia di Caserta - Panorama estiivo

Visitate la provincia di Caserta, ammirate questo esempio di bellezza "naturale".
Si, naturale.
Qui è naturale camminare su strade cosparse di cuccioli e cani adulti morti, investiti dalle auto.
Nessuno ci bada, neanche chi dovrebbe farlo perchè gli compete.
Tanto, sono solo cani, no ?